World Pasta Day: ecco i miti da sfatare su questo piatto

In Italia siamo soliti portare la pasta in tavola praticamente tutti i giorni, variando sempre tra i suoi tantissimi formati disponibili ed i condimenti che meglio si legano. Sono infatti oltre 25 i kg di questo alimento che mediamente mangia ogni italiano in un anno, numeri che ci permettono di raggiungere il primato per il suo consumo.

La pasta però è molto amata anche al di fuori del nostro Stivale. La genuinità, la tradizione e soprattutto la bontà di questo piatto, sono riconosciute ed apprezzate in ogni parte del mondo!

Proprio per questo, nel 1998, è stata istituita la World Pasta Day (la Giornata Mondiale della Pasta) dall’Unione delle Organizzazioni dei Produttori di Pasta e l’Unione Europea (UN.A.F.P.A.) e dall’Organizzazione Internazionale della Pasta (IPO). Il 25 ottobre di ogni anno (ormai da 19 anni) si celebra in tutto il mondo, appunto, la pasta.

Onorare la pasta però non vuol dire solo festeggiarla ma anche “rispettarla”.

Tra le tantissime persone che si mettono ai fornelli ogni giorno per prepararla, quante realmente non commettono errori? Ecco dunque una mini guida che vi aiuterà a portare in tavola un delizioso piatto di pasta, degno di tale nome.

  1. Il formato della pasta

Chi sostiene che un tipo di pasta vale l’altro di sicuro non sa cosa dice. Ogni formato prodotto, infatti, è destinato a delle specifiche preparazioni: una pasta dalla superficie rigata sarà maggiormente indicata per i sughi più sciolti, al contrario di una liscia che è ideale per quelli più avvolgenti. Ecco perché i bucatini ed i tortiglioni sono i tipici formati utilizzati per l’amatriciana ed il ragù, oppure le mezze maniche per la carbonara. Tutti i formati di pasta più delicati invece, tipo le farfalle, necessitano di ricette dal condimento leggero, magari di verdure.

  1. Gli ingredienti

Dosi e modalità degli ingredienti sono due aspetti molto importanti quando si cucina. Entrambi possono trasformare la preparazione in tutt’altro, meglio quindi attenersi ai quantitativi suggeriti ed al modo in cui vanno inseriti nella ricetta. Credete sia una cosa da pignoli? Beh, provate allora a preparare una pasta cacio e pepe utilizzando una dose di formaggio inferiore a quella suggerita ed a metterla direttamente sulla pasta, senza prima mantecarla con l’acqua di cottura. Ovviamente poi provate a fare l’inverso e fateci sapere se trovate delle differenze!

  1. Rispettare i tempi di preparazione

Ci sono ricette e ricette e tempi di preparazione e tempi di preparazione. Molto spesso capita di non avere a disposizione del tempo sufficiente da poter impiegare in cucina, eppure c’è chi si ostina a cimentarsi in ricette dai tempi lunghi, accorciandoli però drasticamente. Esistono piatti che necessitano di cotture lente e lunghe, come nel caso del classico ragù o della deliziosa genovese a base di cipolle! Cuocere in minor tempo queste preparazioni significa semplicemente accontentarsi di portare in tavola tutt’altra ricetta.

  1. Non sottovalutare le ricette più semplici

Diciamolo, una profumatissima pasta con pomodoro e basilico mette d’accordo sempre tutti in tavola. Eppure per rovinare una ricetta così semplice non ci vuole poi molto, basta cuocere qualche minuto in meno o qualche minuto in più e la frittata è fatta (ovviamente si fa per dire, per la frittata servono le uova!). Per raggirare l’ostacolo è decisamente meglio quindi scolare la pasta a metà della sua cottura, trasferirla in padella con il condimento ed aggiungergli un mestolo di acqua di cottura alla volta per completare la preparazione.

  1. Vietato scuocere la pasta

Non vi hanno mai detto che la pasta al dente, oltre ad essere più buona, si digerisce con più facilità? Dilungare i tempi di cottura della pasta, passarla sotto l’acqua fredda per bloccarle la cottura o lasciarla nella pentola dopo averla scolata, dovrebbe essere considerato un reato! La pasta va scolata al dente ed unita subito al suo condimento. Nel caso debba essere destinata ad una ricetta al forno, basterà sollevarla a metà cottura per terminare poi quest’ultima direttamente in forno.

  1. Migliorare gli ingredienti

Delle volte può capitare di dover migliorare gli ingredienti, nonostante siano di ottima qualità. Spieghiamoci meglio:  vi sono mai capitati, ad esempio, dei pomodori dal sapore un po’ acido? Molto spesso ci si accorge di questa caratteristica solo dopo aver portato il piatto in tavola. La prossima volta, magari, aggiungete un po’ di latte a fine cottura ed il problema non si presenterà più.

  1. La tradizione

A rendere uniche le cose è anche, e soprattutto, la tradizione. Ricette e lavorazioni sono state tramandate da diverse generazioni ed arrivate fino a noi, con lo scopo di non essere poi trasformate. Possibilmente! E’ il caso, nello specifico, del tanto amato pesto alla genovese. Sughi pronti, mixer per frullare le profumate foglie di basilico, il vero pesto però si prepara unicamente al momento, facendo girare ripetutamente il pestello in legno all’interno del mortaio. Un po’ di pazienza per un risultato unico!