I 10 cocktail che hanno fatto la storia

Ci stiamo avvicinando all’estate, che oltre a essere la stagione del caldo, del mare, dell’abbronzatura e delle serate più libere è anche il periodo ideale per uscire a bere dei cocktail in compagnia degli amici (sempre senza esagerare con le dosi!). Ma quali sono i drink che hanno fatto la storia? E come sono nati? Ecco qualche curiosità sulle preparazioni più note, da sfoggiare magari per fare colpo nel corso di una serata!

Cos’è un cocktail?

Prima di partire con la top ten è bene fare una veloce ricapitolazione sul tema dell’articolo: stando alle informazioni dell’enciclopedia, si definisce cocktail una bevanda ottenuta attraverso un mix proporzionato ed equilibrato di diversi ingredienti alcolici, non alcolici e aromi. La caratteristica principale per ritenere ben eseguito un cocktail è il bilanciamento di struttura, aroma e colore; inoltre, per prevenire l’abuso di nomi fittizi di cocktail o di modifiche arbitrarie a cocktail conosciuti, l’International Bartenders Association ha codificato 77 tipologie a cui ogni anno si aggiungono o vengono eliminate altre voci.

La classifica dei cocktail più amati

Inoltre, sempre ogni anno la rivista considerata la “bibbia dei bar“, Drinks International, ha stilato una sorta di classifica dei World’s 50 Best-Selling Classics, mettendo in ordine i cocktail in base al numero di ordini e gradimento nel mondo, grazie al contributo attivo di oltre cento bartender. Per la cronaca, l’edizione 2017 vede trionfare l’Old Fashioned, che sbaraglia tutti gli altri avversari.

L’Old Fashioned, il cocktail più antico

E allora, cominciamo proprio da questo cocktail, che sin dal nome si caratterizza come omaggio “alla vecchia maniera” e ai tempi passati (e non a caso è anche quello preferito da Don Draper nella serie tv Mad Men, in perfetto stile fifties): anzi, secondo gli esperti l’Old Fashioned può essere considerato il primo cocktail della storia, o comunque uno dei primissimi a essere citati su un giornale. Era il 13 maggio del 1806 quando, sulle pagine de The Balance and the Columbian Repository, viene descritta “una bevanda alcolica stimolante composta da liquidi alcolici di varia natura, zucchero, acqua e bitters”, che si adatta bene a questa bevanda.

Un classico intramontabile

Una tradizione vede nel suo ideatore il colonnello James E. Pepper, mentre la prima ricetta codificata in maniera ufficiale è stata registrata all’Old Waldorf Astoria Bar Book ed è datata 1931. Nella sua versione classica, l’Old Fashioned è considerato un pre-dinner: il suo elemento fondamentale è il bourbon, nel quale vengono dissolti zucchero, angostura bitter ed essenza di scorza d’arancia. Il nome dipende invece da quello del bicchiere in cui viene servito, mentre tra le varianti è previsto l’impiego alternativo di scotch whisky o rye whisky.

Negroni, un vanto d’Italia

Meno dubbi “storici” ci sono invece sul secondo cocktail più amato e famoso del mondo, ovvero il Negroni, un vero vanto italiano. In questo caso, infatti, la data di nascita è più certa ed è a cavallo tra il 1920 e il 21, quando il conte Camillo Negroni chiese al barman dell’aristocratico Caffè Casoni in Via de’ Tornabuoni a Firenze una variante del classico aperitivo Americano (ma di soli prodotti italiani). E così, al seltz che accompagnava il vermut rosso e il bitter Campari fu aggiunto il gin, ravvivando il colore arancione che è il simbolo stesso del cocktail anche quasi un secolo dopo.

negroni

Tra i cocktail storici non manca il Daiquiri

Sul terzo gradino del podio per gli americani di Drinks International c’è uno dei classici cubani a base di rum, ovvero il Daiquiri, composto semplicemente di rum bianco, succo di lime e sciroppo di zucchero di canna. Le leggende sulla sua nascita sono varie: un racconto parla di un marine americano che, nel corso della guerra tra Stati Uniti e Spagna (1898) sbarca proprio a Daiquiri, piccolo villaggio vicino Santiago, chiedendo ristoro dalla sete. Non volendo bere rum liscio, allungò la bevanda con succo di lime e zucchero, inaugurando una tradizione che dura ancora oggi.

Hemingway con i Daiquiri e il Mojito

Secondo altre fonti la data di nascita del Daiquiri è invece posteriore e si deve ad alcuni ingegneri americani, che nel 1905 lavoravano sempre nella stessa zona: per rilassarsi a fine giornata, i tecnici utilizzarono gli unici ingredienti a loro disposizione, battezzando il mix perfetto che si era venuto a creare con il nome della bella spiaggia. Più certa invece è la passione di Ernest Hemingway per questo cocktail, che amava sorseggiare seduto nel celeberrimo locale El Floridita di L’Avana: da buon copywriter ante-litteram, lo scrittore americano ha anche coniato un famoso slogan che fa pubblicità ai suoi due cocktail (e bar) preferiti della capitale cubana, ovvero “My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita“.

mojito

Un simbolo di Cuba

E allora, facciamo un piccolo balzo in avanti nella classifica e raggiungiamo il posto numero 10 per raccontare qualcosa su un altro cocktail storico, il Mojito appunto: ancora una volta, difficile stabilire l’invenzione precisa, mentre si sa che la ricetta attuale, composta da rum, zucchero di canna, succo di limetta, foglie di mentastro verde (hierba buena a Cuba) e acqua gassata è stata “canonizzata” proprio alla “Bodeguita del Medio“, dal barman Angel Martinez tanto apprezzato da Hemingway.

Origini contoverse

Per quanto riguarda le origini di questo grande classico, c’è chi tira in ballo addirittura Sir Francis Drake, El Draque, mitico Draque pirata inglese che aveva creato una versione a base di aguardiente (rhum non invecchiato) di bassa qualità; il vero impulso però arriva nella metà del 1800, quando la società Bacardi comincia a diffondere la bevanda, che si farà strada comunque dal secolo successivo.

Gli altri cocktail storici

Tra gli altri cocktail più famosi della storia non si può non citare il Sazerac, considerato uno dei simboli dello stato americano della Louisiana e della città di New Orleans; ci sono ancora il Whiskey Sour e il Moscow Mule, e poi nell’elenco troviamo anche dei classici “pop”, resi indimenticabili anche per citazioni cinematografiche o televisive.

Moscow mule

La cultura pop contagia le bevute

Parliamo ad esempio del Martini Dry e delle altre varianti del cocktail amato da John D. Rockefeller, come il Vodka Martini (rigorosamente “agitato, non mescolato”) sorseggiato da James Bond; del Cosmopolitan che completava le giornate di Carrie Bradshaw e delle altre protagoniste di Sex and the City; del Margarita, orgoglio del Messico per la presenza della tequila, e del Bellini, forse il più famoso cocktail italiano, a base di prosecco e polpa di pesca bianca servito in un flute elegante, inventato nell’Harry’s Bar di Venezia nel 1948.