Presentata la Guida Michelin 2017: ecco le 8 stelle italiane

Come ogni anno è arrivato il tanto atteso momento per tanti amanti della buona cucina. Ero in attesa di conoscere i migliori ristoranti dove poter avere un pasto di altissima qualità ( ve ne avevamo parlato qui) , e finalmente è stata presentata la Guida Michelin 2017, al Teatro Regio di Parma, e non sono poche le sorprese. La storica lista che viene stilata ogni anno si pone come obiettivo quello di raccogliere tutti i migliori ristoranti per ogni nazione; anche l’Italia è ben rappresentata e quest’anno può contare ben otto ristoranti da tre stelle, rimanendo uno dei paesi con la più grande concentrazione di cucine di qualità.

La Guida Michelin, da libretto per gli automobilisti ad istituzione culinaria

La storia della Guida Michelin parte un po’ per caso e apparentemente in un contesto totalmente opposto rispetto a quello gastronomico: furono infatti i due fratelli Michelin, Andrè ed Edouard, fondatori dell’omonima casa di produzione pneumatici, ad istituirla. Proprio all’inizio del secolo scorso (esattamente nel 1900) i due erano convinti che le nostre città sarebbero state piene di automobili, e quindi decisero di creare un libretto per gli automobilisti viaggiatori che rendesse più semplice trovare i punti migliori per rifocillarsi.

La prima edizione, a tiratura limitatissima (35mila copie), fu creata solo per il mercato francese. L’idea però riscosse un discreto successo, trasformando un semplice elenco rivolto ai soli automobilisti, ad un fenomeno di massa: non è un caso che la Michelin nel 1908 istituì l’Ufficio Itinerari a Parigi, per fornire a tutti gli automobilisti informazioni sui percorsi da seguire. In meno di vent’anni le richieste si moltiplicarono diventando sempre di più, fino ad arrivare alle 155.000 del 1925. Una enormità per l’epoca.

Fu però l’anno dopo che fu istituita la famosa e oggi ambitissima, stella della buona tavola, alla quale si aggiunse la seconda e la terza nel 1931. Oggi La Rossa (come viene chiamata in ambito giornalistico) è una vera e propria istituzione in tutto il mondo, varcando per la prima volta i confini europei nel 2005, arrivando a New York, a Tokyo nel 2007, a Macao e Hong-Kong nel 2008.

Come vengono assegnate le stelle?

Tutti i cuochi aspirano ad una stella sulla Guida Michelin: un riconoscimento di qualità assoluto. La stella è assegnata dagli ispettori che collaborano con la Guida, ai ristoranti che dimostrano di avere i migliori requisiti. Prese in considerazione sono molte cose, a partire dalla cucina e lo chef, fino alla location. Per il giudizio sono utilizzati dei fattori oggettivi e precisi.

Per l’ispezione l’incaricato (in incognito) si accomoda al tavolo, dando uno sguardo all’offerta sul menu, dopo l’ordinazione terrà contro della qualità della materia utilizzata, il grado di cottura, se gli ingredienti sono messi in modo equilibrato. Viene anche considerata la creatività dello chef e il modo nel quale reinterpreta le ricetta. Altri fattori di giudizio sono il rapporto qualità/prezzo, e la bravura dello staff della cucina. Anche il “contorno” alla cucina è importante, e sono presi in esame anche atmosfera, arredi, location e soprattutto la qualità del servizio.

La quantità di stelle conferite determina la catalogazione del ristorante: una stella indica un ristorante tra i migliori della sua categoria; due stelle indica una cucina eccellente; tre stelle indica una cucina eccezionale.

Guida Michelin 2017: ben 8 stelle italiane

Giunta alla 62esima edizione, la Guida Michelin ha preso in considerazione ben 343 ristoranti italiani, affermando il Bel Paese al secondo posto tra le nazioni più rappresentate. Presentata a Parma, ha rivelato la presenza di ben 8 locali che potranno vantare 3 stelle.

Si tratta di riconferme: “Piazza Duomo” di Alba (Cuneo), “Da Vittorio” a Brusasporto (Bergamo), “Dal Pescatore” a Canneto sull’Oglio (Mantova), “Le Calandre” a Rubano (Padova), “Osteria Francescana” a Modena, “Enoteca Pinchiorri” a Firenze, “La Pergola” a Roma, e infine “Reale” a Castel di Sangro (L’Aquila). Sono 33 le novità presenti nella lista, 5 a due stelle, 28 ad una stella, mentre i Bib Gourmand, i ristoranti con il rapporto qualità-prezzo favorevole, sono 260.

I nuovi ristoranti 2 stelle sono in Trentino Alto Adige, Lombardia e Campania. La “Locanda Margon” a Ravina con lo chef Alfio Ghezzi, “Terra” a Val Sarentino con lo chef Heinrich Schneider, “Seta” a Milano con lo chef Antonio Guida, “Enrico Bartolini al Mudec” a Milano con lo chef Enrico Bartolini e “Danì Maison” ad Ischia con lo chef Nino di Costanzo.

Le nuove stelle sono state assegnate invece in diverse regioni:

In Lombardia tra le nuove stelle c’è “Lume” con lo chef Luigi Taglienti e “Felix Lo Basso” con lo chef Felice Lo Basso, entrambi a Milano. A Laveno Mombello invece c’è “La Tavola” con lo chef Riccardo Bassetti.

In Piemonte “21.9” a Piobesi d’Alba con lo chef Flavio Costa, “Zappatori” a Pinerolo con lo chef Christian Milone, “La Madernassa “ a Guarene con lo chef Michelangelo Mammoliti e “Da Francesco” a Cherasco con lo chef Francesco Oberto.

In Veneto, a Bardolino, c’è “La Veranda”.

In Toscana, a Firenze, “La Leggenda dei Frati” con gli chef Rossi-Saporito, “Il Pievano” a Gaiole in Chianti con lo chef Vincenzo Guarino e “Lux Lucis” a Forte dei Marmi con lo chef Valentino Cassanelli.

Nelle Marche tra le nuove stelle troviamo “Nostrano”, a Pesaro, con lo chef Stefano Ciotti.

Nel Lazio, a Roma, “Magnolia” con lo chef Franco Madama, “Bistrot 64” con lo chef Kotaro Noda, “Assaje” con lo chef Claudio Mengoni, “The Corner” con lo chef Marco Martini e “Per Me” con lo chef Giulio Terrinoni. A Latina invece c’è “Vistamare” e “Aminta” a Genazzano con lo chef Marco Bottega.

In Campania “Veritas” a Napoli con lo chef Gianluca D’Agostino, “Il Mosaico” a Ischia con lo chef Giovanni De Vivo e “Piazzetta Milù” a Castellammare di Stabia con lo chef Luigi Salomone.

In Calabria, a Caporizzuto, c’è “Pietramare” con lo chef Alfonso Crescenzo.

In Puglia “Quintessenza” a Trani con lo chef Stefano Di Gennaro.

In Sardegna, a Cagliari, “Dal Corsaro” con lo chef Stefano Deidda.

In Sicilia c’è “Accursio”, a Modica, con lo chef Accursio Craparo.

Ma chi perde la stella?

In Trentino Alto Adige perde la stella “Maso Franch” di Giovo (TN), per ristorante chiuso e “Orso Grigio” di Ronzone (TN).

In Lombardia invece “Antica Osteria al Teatro” a Piacenza per ristorante chiuso, “Aquila Nigra” a Mantova, “Unico” a Milano e “Il Sole di Ranco” a Ranco (VA).

In Veneto chiude “La Casa degli Spiriti” a Costernano (VR) e perde la stella anche “La Locanda di Piero” a Montecchio Precalcino.

In Friuli Venezia Giulia “Il Cecchini” a Pasiano di Pordenone e “Castello di Trussio” a Dolegna del Collio.

In Piemonte la perde “Vo”, a Torino, per ristorante chiuso.

In Emilia Romagna stessa cosa per la chiusura de “Il Povero Diavolo” a Torriana (RN) ma perde la stella anche “Al Tramezzo” di Parma.

Nel Lazio “All’Oro” e “Giuda Ballerino”, entrambi situati a Roma.

In Campania invece “Il Flauto di Pan” a Ravello (SA) e “L’Accanto” a Vico Equense (NA).

Gioie e dolori per la Guida Michelin 2017, anche se l’Italia era e rimane ugualmente il secondo paese più stellato al mondo!

Un ottimo risultato tutto sommato!