La sfida è aperta: diventare vegano in un mese

Quanto tempo occorre per abbracciare la filosofia vegana? Secondo i creatori dell’iniziativa Veganuary, basta un mese a regime vegan per superare i pregiudizi e i falsi miti attorno a questo tipo di alimentazione e per convincersi dei vantaggi della cucina vegana, e proprio gennaio è il momento giusto per mettersi alla prova.

Veganuary, un mese di dieta vegana

È dal 2014, da ben 7 anni, che il mese di gennaio viene infatti ribattezzato Veganuary – termine nato dalla fusione di “Vegan” e “January” – per quella che è l’iniziativa veg più grande al mondo, avviata nel Regno Unito e poi estesi a livello globale.

La scelta di gennaio non è casuale: il primo mese dell’anno è l’occasione giusta per avviare una fase di detox e alleggerimento, per liberarsi da tossine e calorie in eccesso che abbiamo accumulato durante i pasti delle Feste.

Per gli interessati, il riferimento italiano è il sito www.veganuary.it: chi si iscrive riceve quotidianamente un’e-mail di supporto con consigli pratici su come fare la spesa adatta a una dieta vegana, su come sostituire prodotti animali oppure, più semplicemente, ricette e informazioni nutrizionali. Inoltre, chi vuole cambiare vita e orientarsi su scelte più green può avvalersi dei suggerimenti della dottoressa Silvia Goggi, medico nutrizionista esperta in alimentazione vegetale, a disposizione durante gli eventi online organizzati da Essere Animali, partner ufficiale del progetto.

Dieta vegana, numeri in aumento in Italia e nel mondo

La grande challenge internazionale che invita a mangiare vegano per l’intero mese di gennaio come “buono proposito per l’anno nuovo” sta conoscendo una rapida ascesa e coinvolge ora ben 152 Paesi in tutto il mondo.

Per il 2021, gli organizzatori hanno annunciato numeri da record, con oltre 350 mila persone che hanno abbracciato la sfida sin dal Capodanno e 500 mila che, entro la fine del mese, faranno almeno una prova; lo scorso anno, per fare un paragone, furono 400 mila, mentre nel 2019 tentarono in 250 mila e nel 2018 in 180 mila.

Il tasso di crescita dell’evento va di pari passo con l’aumento del trend della filosofia green: l’ultimo rapporto Eurispes rivela, ad esempio, che solo in Italia i vegani e i vegetariani hanno raggiunto l’8,9% della popolazione, e quindi sono molto più di 5 milioni, in continua crescita (e i vegani puri sono almeno 1,5 milioni di italiani). E, secondo l’associazione, l’Italia è al terzo posto in Europa come numero di aderenti all’evento, dietro a Regno Unito e Germania, con Milano che si piazza addirittura al sesto posto al mondo per numero di iscritti.

Il boom della cucina vegana

Quindi, Veganuary può essere l’occasione giusta per stimolare nuove persone a provare un’alimentazione a base vegetale almeno per un mese, così da scoprire concretamente cosa mangiano i vegani e quanto può essere buona la cucina veg.

Inoltre, come riferisce il quotidiano britannico Guardian, mai come prima d’ora le persone stanno riflettendo sull’importanza dell’alimentazione sulla salute umana, sul benessere animale e sul clima, e anche le grandi aziende alimentari si stanno accorgendo di questo trend. Per questo motivo, nel 2021 l’iniziativa beneficia del supporto delle principali catene della grande distribuzione inglese (tra cui i supermercati Marks & Spencer, Domino Pizza e altri ancora) e di diverse multinazionali tra le quali la Nestlé, che spiegano – attraverso i loro siti – perché bisognerebbe mangiare vegano, proponendo anche speciali ricette cruelty free.

Il supporto di brand e VIP

Il CEO di Nestlé Europe, Marco Settembri, ha motivato il coinvolgimento del noto brand elvetico dicendo che “una dieta a base vegetale ben bilanciata può soddisfare tutte le necessità nutrizionali delle diverse età, e dare una mano al pianeta, mentre apporta benefici alla salute”. Inoltre, ha rivelato che quest’anno tutti i dipendenti Nestlè sono stati invitati “a partecipare al Veganuary e a raccogliere la sfida che esso rappresenta”.

In aggiunta all’endorsement (spesso interessato) dei brand della grande distribuzione, Veganuary può contare anche sull’appoggio di molti personaggi dello showbiz, che sono diventati quasi degli ambasciatori ufficiali dell’iniziativa, che ad oggi rappresenta il più grande movimento vegano del mondo, capace di ispirare le persone a provare un’alimentazione al 100% vegetale per il mese di gennaio e per tutto il resto dell’anno.

Tra i nomi noti possiamo citare l’attore premio Oscar Joaquin Phoenix (già arrestato proprio nel mese di gennaio 2020 a Washington per aver manifestato contro le politiche ecologiche e climatiche degli Stati Uniti di Trump), Paul McCartney, le attrici Lily Cole, Evanna Lynch e Alicia Silverstone o il comico Ricky Gervais.

Veganuary, per scoprire come e cosa mangiano i vegani

La filosofia vegan è in crescita anche in Italia, come dicevamo, e l’iniziativa conta anche da noi su alcuni testimonial famosi, come lo chef Pietro Leemann e la showgirl Rosita Celentano, oltre che della collaborazione con l’associazione animalista Essere Animali.

Il tutto con la missione di far percepire che quella del Veganuary non è una tendenza, ma una vera e propria presa di posizione: partendo dalla challenge di diventare vegan per 31 giorni, attraverso ricette deliziose, facili menu settimanali e consigli utili su alimentazione e stili di vita, si potranno scoprire tutti i benefici di uno stile di vita che evita il consumo di tutti gli alimenti derivati da animali, e in particolare di carne, latte, latticini e uova.

Vantaggi che sono di tipo etico, in primo luogo, perché il cibo vegan non fa soffrire gli animali, e poi di ordine ambientale, per la riduzione delle emissioni di gas serra provenienti dagli allevamenti e del relativo consumo di risorse naturali.