Patate viola: un trend che ci piace tanto e che fa anche bene

gusto unico e particolare: la patata viola sta conquistando i palati degli italiani e dei food lovers grazie alle sue caratteristiche, rivelandosi molto più di un semplice tubero dalla tinta strana e bluastra.

Che cos’è la patata viola

Le patate viola appartengo all’ampia famiglia delle Solanaceae, di cui esistono più di 600 varietà, distinte in base alla forma, al tipo di polpa e alla pigmentazione della buccia. Anche la stessa colorazione viola, però, non è univoca ed esistono almeno quattro tipologie di patate che hanno tinte violaceo o blu, e in particolare:

  • patate vitelotte (note anche come patate nere).
  • patate violette della Val Susa (che però hanno la polpa gialla)
  • patata turchesa
  • patata blu

Tutte sembrano condividere comunque un’origine comune, probabilmente dal Sud America e dal Perù, e potrebbero essere state importate in Europa sin dalla colonizzazione di quei territori, ottenendo però molta meno fortuna rispetto alle varianti bianche o gialle dell’appetitoso tubero.

Le caratteristiche delle patate viola

Non è stato tanto il colore bizzarro ad aver frenato la loro diffusione, quanto piuttosto alcune peculiarità molto più concrete, e in particolare le ridotte dimensioni e resa delle patate viola rispetto a quelle tradizionali.

Come dicevamo, la differenza principale con le altre patate commestibili sta nella forma e nelle dimensioni, perché le patate sono più piccole, con forma oblunga, buccia esterna spessa e un aspetto che può essere definito grumoso. Ancor più sorprendenti sono le specificità organolettiche, perché questi tuberi hanno un profumo che curiosamente ricorda quello delle nocciole, mentre il loro sapore richiama quello delle castagne: anche per questo, le patate viola in cucina si prestano bene ad abbinamenti con ingredienti tipicamente autunnali.

In linea generale, queste cultivar viola hanno una buccia opaca con sfumature blu magenta, mentre la polpa appiccicosa ha riflessi più brillanti e tende ad avvicinarsi al color porpora o magenta scuro, anche se le tonalità si differenziano in base al caso specifico, restando nella gamma cromatica compresa tra il blu-violetto e l’indaco.

Patata viola coltivazione: storia e tecniche

Secondo gli studiosi, il differenziamento botanico delle cultivar violacee avvenne nel territorio francese, probabilmente prima del XIX secolo, per poi diffondersi in modo irregolare in territori limitrofi come Italia, Spagna, Belgio e Germania.

Questa forte tradizione francese riecheggia nei nomi con cui sono noti i tuberi a livello internazionale, ovvero vitellotte, vitelotte noire, négresse o truffe de Chine; il termine vitellotte è stato assegnato per un’apparente analogia morfologica tra il tubero viola e l’organo riproduttivo maschile, e la prima occorrenza della parola risale al 1812.

Ancora oggi è la Francia il territorio principalmente vocato alla coltivazione di patate viola, in particolare la zona della Piccardia, mentre in Italia ci sono alcune aree abruzzesi in cui ci sono pregiate coltivazioni della variante detta patata turchesa.

Questa scarsa estensione si spiega anche con le necessità della pianta, che richiede un terreno leggero e profondo, senza troppa umidità, da rigenerare ogni anno: viste tali difficoltà (unite anche alla scarsa resa e un guadagno relativamente inferiore per il produttore, anche per l’ancora scarsa ricettività del mercato), sopravvivono principalmente con una coltivazione in orti familiari o di piccoli produttori.

Patate viola dove comprarle

Le patate viola si raccolgono a fine estate e sono molto difficili da reperire sul mercato, sia per la produzione limitata che per una domanda ancora poco diffusa. Si trovano soprattutto in negozi specializzati, come quelli specifici per le forniture per la ristorazione o che vendono primizie e prodotti particolari.

Patate viola prezzo

Da quanto scritto, si può intuire che il costo al chilo di queste patate è molto elevato, sicuramente maggiore di quello delle altre tipologie commestibili di tuberi. In particolare, il prezzo al mercato oscilla tra i 4 e i 6 euro al chilo.

Le patate viola in cucina

Se abbiamo trovato le patate viola e cerchiamo suggerimenti su come consumarla, ecco qualche rapida indicazione: generalmente, questo alimento si presta per fare cremosi purè, vellutate, ma anche preparazioni al forno, arrosto o fritte. Sarebbe invece da evitare la cottura a vapore, perché la patata è molto farinosa e avrebbe una consistenza poco gradevole.

Nelle cucine professionali, la patata viola è usata per preparazioni scenografiche, anche in abbinamento ad altre tipologie di patate per mantenere la caratteristica del colore ma smorzare la dolcezza del sapore e la consistenza farinosa. Tra i piatti più famosi ricordiamo gli gnocchi con patate viola, ma possiamo anche dare spazio alla creatività e alla fantasia con torte salate, pizze, contorni per filetti di pesce in crosta.

Per chi preferisce le preparazioni dolci, poi, possiamo anche realizzare golosi pancakes, torte dolci e cupcakes, aggiungendo magari mandorle e frutta secca per un tocco croccante.

Le proprietà delle patate viola

Sono quindi tante le ricette con patate viola, tutte all’insegna del colore e della salute: oltre a essere speciale per la tinta cromatica, infatti, questo tubero si rivela anche un grande alleato per la nostra salute, un vero e proprio scrigno di proprietà benefiche, come sali minerali e vitamine.

In particolare, le patate viola contengono vitamina C, potassio, fibre e carboidrati complessi, che determinano un utile potere saziante.