Percoche nel vino: ecco come si prepara la sangria napoletana che amano tutti

La “percoca” è il termine comunemente viene definita la classica pesca gialla sia in Campania che in alcune regioni del Sud d’Italia viene chiamata comunemente la pesca gialla. Le percoche sono dunque pesche dalla caratteristica polpa gialla piuttosto compatta, estremamente sugosa e ben aderente al seme. Tipiche della Campania sono le varietà di percoche “col pizzo“, coltivate in origine nella zona Flegrea, così come le puteolane, dette anche del Vesuvio, le terzarole, che maturano cioè a fine estate le Giallone di Siano, riconosciute come prodotto agroalimentare tradizionale. 

Ma a prescindere dalla denominazione locale, è tradizione tipicamente estiva, consumare le percoche dopo averle tagliate in fette piuttosto grosse, immerse nel vino posto all’interno di brocche di ceramica: un’usanza tipica che si perde nella notte dei tempi e che vede dapprima il consumo del vino, che in questo modo, grazie alla macerazione, assume un gusto piacevolissimo, fresco e fruttato, a cui si sussegue il delizioso gusto delle pesche, intrise del “nettare degli dei“.

Percoche nel vino: cosa dice la tradizione

Le percoche nel vino per molti rappresentano la cosiddetta “Sangria Napoletana”, la stessa che prevede molteplici varianti legate alle spezie da utilizzare così come al tipo di vino richiesto: rosso, bianco, frizzante poco importa, conta soltanto che sia un vino sincero, campagnolo e nostrano, poiché questa deliziosa bevanda, rappresenta un momento tutto da assaporare, piacevole e unico come una serata sotto il pergolato o trascorsa semplicemente in riva al mare, illuminata dalle stesse.

E’ sufficiente avere solo alcune percoche perfettamente mature, da affogare nel vino, in modo tale da concludere nel migliore dei modi, pranzi e cene, frugali o raffinate all’occorrenza. Protagonista resta comunque la percoca, con la sua polpa soda e compatta, dal colore paglierino e ricca di gusto, la stessa che fino agli anni ‘70 era la tipologia di pesca maggiormente coltivata in Campania, poiché preferita dai consumatori locali. E non è un caso se proprio la percoca rappresenta la varietà più indicata da affogare del vino: solo lei è infatti in grado di dare vita a un equilibrio di sapori unici, in un nettare da assaporare rigorosamente ghiacciato.

Come preparare le percoche nel vino

Non esiste una ricetta ufficiale circa le percoche nel vino: tutto va molto secondo “il cuore” e secondo i gusti personali. Di norma essendo però costituita da due soli ingredienti, la preparazione impone che entrambi siano assolutamente eccellenti.

Su un chilo di percoche assolutamente mature, occorre rapportare un litro di vino, bianco o rosso a preferenza, unendo cannella, chiodi di garofano o un rametto di menta fresca, solo se graditi. 

Si procede lavando e sbucciando le percoche che, dopo aver riempito una brocca capiente ricolma di vino, andranno semplicemente immerse all’interno, tagliate a pezzi grossi e rigorosamente irregolari. Terminata questa semplice operazione, occorre riporre il contenitore in frigorifero per almeno un’ora o più, per poi servire la bevanda ai propri commensali preferibilmente ghiacciata. 

Il segreto della ricetta? Percoche ben mature, tagliate in maniera irregolare e ben disposte all’interno della brocca, per un’autentica poesia, fatta di sapori intensi e gusto per la tradizione tipicamente campana.