Zucca: variante e differenze e la famosa Dellica

La zucca è la protagonista del periodo autunnale e della festività di Halloween: saporita e versatile, adatta a ricette tradizionali e creative, questa verdura però si declina in tantissime tipologie differenti per forma, grandezza e anche polpa e gusto. Le zucche non sono tutte uguali, insomma, ed è bene conoscere le varietà principali per sfruttarne tutte le caratteristiche specifiche.

Zucca coltivazione e caratteristiche

Iniziamo da alcune note di carattere generale: sotto il nome di zucca rientrano frutti di molte piante delle Cucurbitaceae e addirittura di altri generi; in linea di massima, il periodo di raccolta in Italia va da settembre a tutto novembre, facendo attenzione agli sbalzi improvvisi di temperatura perché temono il freddo. Alcune varietà di questa verdura crescono con grande velocità e, in due sole settimane, la pianta può arrivare a misurare più di 1,5 metri.

Non è ancora chiara l’origine della coltivazione, ma in Messico sono state trovate tracce di semi di zucca risalenti addirittura al 7mila avanti Cristo! Oggi la zucca è diffusa in tutto il mondo e coltivata ovunque, tranne che in Antartide, anche perché è una pianta molto resistente che non richiede grosse attenzioni o cure, ed è largamente apprezzata in tutte le cucine e le culture anche per le sue caratteristiche benefiche.

Zucca valori nutrizionali e proprietà

La polpa e i semi di zucca sono infatti ricchi di proteine, vitamine antiossidanti, carotenoidi e minerali, e inoltre si rivelano anche poveri di grassi e bassi in calorie, adatti quindi a ogni tipo di esigenza e regime dietetico.

In media, 100 grammi di zucca cruda assicurano 6,5 grammi di carboidrati, 44 mg di fosforo, 34 mg di potassio, 21 mg di calcio, nonché un importante apporto di vitamine di vari gruppi – dalla A al beta-carotene, ma anche vitamina C, E e J.

Inoltre, 100 grammi di polpa di zucca contengono all’incirca 26 kcal, principalmente per l’elevato contenuto d’acqua, che ne costituisce circa il 90 per cento.

Le preparazioni con la zucca

Di questa verdura – la più grande in natura – si possono consumare molte parti: i semi possono essere abbrustoliti e salati, e da essi si ricava un olio commestibile dal gusto delicato, mentre i fiori maschili (col peduncolo sottile) possono essere impanati e fritti come quelli delle zucchine. Ma è la polpa che racchiude tutta l’essenza dell’alimento: va consumata cotta e si presta a tantissime ricette e tecniche: al forno, al vapore, nel risotto o nelle minestre, fritta nella pastella, arrostita, essiccata e così via.

Tipi di zucca, i più famosi e gustosi

La tipologia di zucca più famosa d’Italia è probabilmente la Mantovana, territorio dove si coltivano diverse tipologie di questo ortaggio, come la Cappello del prete (per forma a turbante) o la Delica.

La zucca mantovana ha una forma irregolare e difficile da sbucciare, e possiede caratteristiche organolettiche eccellenti: la polpa, dura e dal sapore dolciastro, è farinosa, asciutta e saporita, perfetta per il ripieno di paste fresche e per ogni altro utilizzo in cucina. Tra le ricette più famose ci sono proprio i tortelli di zucca e gli gnocchi di zucca, tipici del mantovano.

Molto particolare è la zucca marina di Chioggia, che si distingue immediatamente per il suo aspetto speciale, con superficie tondeggiante di tonalità scura variabile dal grigio al verde, forma irregolare, bitorzoluta, piena di bozzi. All’interno emerge però una polpa arancio brillante, di gusto dolce e zuccherino, che si presta molto bene per la preparazione di gnocchi e tortelli.

Sempre italiana è la zucca lunga di Napoli, dalla forma a pera e caratterizzata da una forte presenza di polpa – i semi si concentrano nella parte ingrossata – di colore arancio scuro e sapore poco intenso, ma adatto a vari tipi di preparazioni in cucina.

I vari tipi di zucca gialla

Solitamente siamo abituati a pensare che la zucca abbia sempre una polpa di colore arancio vivo, ma ci sono vari esempi che minano questa certezza: è il caso della zucca violina (o butternut), così detta per la tipica forma allungata, che ricorda proprio lo strumento musicale. In questo caso, a essere arancione (chiaro) è la buccia esterna, mentre l’interno è appunto di una tinta gialla di varia intensità, anche a seconda del grado di maturazione.

Di colorazione simile è la Musquée de Provence, o Provenzale, che ha una polpa di gusto molto dolce e resa acquosa, che la rende ideale per preparazioni come minestroni o puree.

Le zucche più note e diffuse

Una menzione a parte merita la zucca spaghetti, così chiamata perché contiene, al suo interno, una polpa di colore giallo chiaro composta di lunghe fibre longitudinali che somigliano proprio a spaghetti. Per consumarla, bisogna cuocere la zucca intera in acqua o forno per una quarantina di minuti e, quando la superficie diventa croccante e dorata, tagliarla a metà e separare le fibre con una forchetta, condendo anche direttamente nella cavità della zucca stessa.

Negli Stati Uniti citiamo la Connecticut field pumpkin – una delle varietà più antiche – nota non solo e non tanto per gli usi gastronomici ma perché è quella tradizionalmente utilizzata per ricavare l’effige di jack-o’-lantern per Halloween, e la Atlantic Giant. Questa è una delle zucche più grandi (raggiunge comunemente i 50 chili, ma alcuni esemplari arrivano anche a 500), ma col sapore meno deciso per la consistenza acquosa delle polpe: diventa perciò perfetta per fare dolci come la mitica pumpkin pie.