Whisky scozzese, l’istituzione per gli amanti dei distillati

Lo scotch whisky, o whisky scozzese, è per molti appassionati e intenditori il vero e unico whisky, distillato da oltre mille anni e prodotto ancora oggi seguendo metodi tradizionali e rigorosi. Scopriamo insieme quali sono le caratteristiche del liquore, le sue tipologie e le marche migliori sul mercato.

Che cos’è il whisky

Da definizione, il whisky o whiskey è una bevanda alcolica, che si ottiene attraverso un processo di distillazione di un mosto fermentato di orzo e altri cereali, maltati e non maltati, con percentuali che variano a seconda della tipologia. In seguito, il composto viene lasciato invecchiare in botti di legno, generalmente di quercia.

Cosa significa whisky

Il nome whisky deriva da un’antica espressione gaelica, “uisge beatha“, che significa acqua vite, poi trasformata in lingua inglese nel termine che conosciamo e usiamo ancora oggi. Anche questo elemento fa capire la localizzazione del liquore, che affonda le sue radici nella Gran Bretagna.

Le produzioni più famose al mondo

Accanto al whisky di produzione scozzese, che resta forse quello più pregiato, ci sono infatti anche il whiskey irlandese (meno noto e commercializzato, ma comunque di alto livello qualitativo), senza dimenticare il whiskey americano e il whisky canadese, terre dove l’influenza britannica ha lasciato evidentemente tracce importanti anche in questo ambito. Dal punto di vista commerciale, in genere la dizione whisky si riferisce ai distillati prodotti in Scozia, Galles, Canada e Giappone, mentre la parola whiskey (con una e in più) si applica a quelli realizzati in Irlanda e Stati Uniti.

Le caratteristiche del whisky scozzese

Venendo allo scotch whisky, il distillato prodotto Scozia che è quasi unanimemente considerato il migliore al mondo, bisogna fare subito una distinzione: esistono infatti due categorie di acquaviti che sono molto diverse tra loro.

Le differenze tra single malt e blended whisky

La produzione più pregiata è il whisky scozzese single malt, ovvero il liquore di puro malto d’orzo ottenuto tramite distillazione di solo orzo in una singola distilleria, che segue un procedimento rigoroso e usa un alambicco discontinuo. Si chiama blended whisky la versione per così dire più commerciale, che mette insieme miscele di whisky di malto prodotti in varie distillerie, che possono essere anche mescolate con altri liquori, come acquaviti di cereali (maltati e non), e che utilizza un alambicco continuo a colonna.

I 5 tipi di whisky scozzese

A partire da questa distinzione si possono poi individuare cinque grandi categorie di Whisky scozzese, tutte severamente disciplinate da normative e leggi specifiche e, in particolare, dallo “Scotch Whisky Act” approvato dal Parlamento britannico nel 1988. Tale regolamento, che protegge legalmente anche la definizione “scotch whisky”, riporta le caratteristiche obbligatorie che un prodotto deve rispettare per potersi definire whisky scozzese.

Il regolamento sullo scotch whisky

Innanzitutto, il liquore deve essere prodotto in una distilleria della Scozia utilizzando acqua e orzo maltato (l’unica variante ammessa è aggiunta di grani interi di altri cereali); per le altre fasi di produzione, la macerazione deve avvenire nella stessa distilleria; la trasformazione può avvenire solo con sistemi enzimatici endogeni in un substrato fermentabile; la fermentazione avviata solo tramite aggiunta di lieviti.

Le altre caratteristiche che lo scotch whisky deve rispettare sono una distillazione a una gradazione alcolica in volume inferiore al 94,8% (che serve a garantire che il distillato assorba aromi e sapori delle materie prime utilizzate); una stagionatura in Scozia in botti di rovere di capacità non superiore a 700 litri per un periodo di almeno 3 anni; nessuna aggiunta di altre sostanze additive al distillato a parte l’acqua e, in alcuni casi, il caramello (impiegato come colorante).

Inoltre, la stessa legge e norme comunitarie precisano che tutto lo scotch imbottigliato e venduto nella Comunità Europea debba avere una gradazione alcolica minima del 40% in volume.

Quali sono le categorie di whisky scozzese

Ed è sempre lo Scotch Whisky Act a definire e imporre le cinque tipologie di distillato che sono ammesse, con le relative caratteristiche.

  • Single Malt Scotch Whisky: è il tipo migliore, il più pregiato. È realizzato con solo orzo maltato o, al massimo, con miscela di malti della stessa distilleria, anche di anni diversi (e in questo caso l’etichetta riporta la data del malto più giovane). In questa tipologia rientrano anche i No Age Statement (NAS), ovvero Single Malt non invecchiati (ma sempre oltre i tre anni), e i Single Malt Single Cask, prodotti da un solo Whisky di un’unica botte. Una versione ancor più specifica è il whisky cask strength o barrel proof, che viene imbottigliato in piena gradazione alcolica (intorno ai 60-65 gradi) e senza diluizione con acqua.
  • Single Grain Scotch Whisky: altra produzione eccellente, si differenzia solo per l’aggiunta di altri cereali, maltati e non, all’orzo maltato assoluto. Si definiscono anche whisky di cereali (grain in inglese significa genericamente grano o cereali).
  • Blended Scotch Whisky: è una versione blended, ovvero miscelata, di uno o più whisky single malt con uno o più whisky single grain. In genere sono prodotti con cereali meno raffinati rispetto all’orzo e sono anche quelli più diffusi in commercio.
  • Blended Malt Scotch Whisky: noti anche come Vatted, sono whisky ottenuti miscelando diversi Single Malt creati da distillerie differenti. In genere danno vita a un liquore molto equilibrato grazie alla combinazione di prodotti diversi.
  • Blended Grain Scotch Whisky: la miscelazione in questo caso riguarda i whisky Single Grain di differenti distillerie.

Dove si produce il whisky scozzese: zone e distillerie

Allo stato attuale, in Scozia esistono poco meno di cento distillerie di malto produttive, e solo una parte di queste si dedica al single malt, mentre le altre destinano la produzione al blended. Il gusto del whisky scozzese dipende da vari fattori e anche il posizionamento geografico, il tipo e la durata della maturazione e le materie prime utilizzate possono influire. Per questo, le zone di produzione dello scotch whisky sono debitamente individuate, e la Scotch Whisky Association suddivide legalmente il Paese in cinque aree:

  1. Highlands – la zona più rappresentativa e suggestiva della Scozia, a nord di Glasgow ed Edinburgo, con aspre montagne, scogliere frastagliate e un clima misto.
  2. Speyside – una vallata all’interno delle Highland, che raccoglie oltre la metà delle distillerie per le sue caratteristiche ambientali.
  3. Islay – è un’isola remota, dove si produce il caratteristico whisky torbato.
  4. Campbeltown – penisola che si allunga verso l’Atlantico, vicina all’isola di Islay, era una delle zone più fiorenti in passato, ma ha perso parte del suo peso commerciale.
  5. Lowlands – la parte meridionale del Paese, con un paesaggio contraddistinto da spazi verdi, pianure e colline.

Tutti i Single Malt Whisky prodotti in queste zone possono riportare in etichetta la denominazione di origine; la denominazione Island, riferita alle isole Skye, Orcadi e ad altre dell’area, non è ufficialmente riconosciuta dalla SWA (Scotch Whisky Association).

Le migliori marche di whisky scozzese

In commercio si trovano tantissime tipologie di whisky scozzese, ma gli intenditori sono abbastanza concordi nel citare queste cinque etichette come le più famose e prestigiose al mondo.

  • Laphroaig: è una distilleria localizzata nell’isola di Islay, specializzata nella produzione di single malt torbato. Tra i prodotti più apprezzati citiamo il whisky Laphroaig “10 anni”, il Quarter Cask e il Triple Wood.
  • Lagavulin: sempre dalla stessa isola di Islay, dal piccolo villaggio omonimo, proviene il whisky creato dalla distilleria Lagavulin, in attività sin dal 1816. Le sue produzioni più famose sono i whisky invecchiati, come l’etichetta “16 years old” e i più invecchiati a 21, 25 e 30 anni.
  • Bowmore: è una delle distillerie più antiche di Scozia, fondata sull’isola Islay nel 1779, ed è l’unica che possiede un magazzino di stagionamento al di sotto del livello del mare, che dona al whisky un sapore e un profumo ancor più caratteristico.
  • Glenmorangie: è una distilleria delle Highland che utilizza gli alambicchi più alti di Scozia (anche oltre i 5 metri); inoltre, l’invecchiamento del whisky è eseguito in botti in precedenza usate per altri liquori come Sauternes, Porto, Sherry o bourbon americano, così da dare al distillato un gusto davvero speciale e differente.
  • Glen Moray: localizzata nello Speyside, ha conquistato negli anni moltissimi riconoscimenti per le sue produzioni di single malt scotch whisky.

Come assaggiare e degustare un whisky scozzese

A prescindere dai gusti e dalle abitudini, ci sono alcuni consigli per assaggiare al meglio un buono scotch di puro malto. I prodotti torbati non sono consigliati ad esempio ai neofiti perché molto ricchi di gusto e intensi, e quindi sarebbe meglio orientarsi su un liquore più morbido come quelli dello Speyside o delle Highlands.

Gli esperti rivelano che l’aggiunta di acqua fresca cambia sapore e percezione del whisky, liberando gli aromi imprigionati nel distillato. Si dovrebbe però usare solo acqua di sorgente o molto neutra, aggiungendo al massimo un quinto di volume rispetto al liquore. Prima di assaggiare il whisky, poi, si consiglia di annusare sempre il contenuto per sensibilizzare il cervello agli aromi e agli stimoli gustativi, per percepire poi tutte le sfumature.

Come bere il whisky scozzese

Rispetto ad altri liquori o preparati alcolici, non esiste uno specifico bicchiere da scotch e la degustazione può avvenire in contenitori vari e diversi: l’importante è che sia un bicchiere che possa far salire le fragranze senza disperderle, come il tipico bicchiere a pera o quello a tulipano. Per i whisky scozzesi, poi, non andrebbe utilizzato il bicchiere a sezione cilindrica fissa e con ghiaccio, che nei film vediamo impugnare di frequente: è adatto solo a Bourbon e i Tennessee Whiskey americani o al massimo per i blended commerciali.