Nocciole Italiane: quali sono le migliori tipologie?

Sono uno dei vanti dell’agricoltura italiana, da gustare in versione fresca o secca o da utilizzare per la preparazione di creme, gelati e dolci squisiti: le nocciole sono sicuramente uno dei frutti più amati al mondo, e le nocciole italiane in particolare sono un patrimonio di rilievo assoluto. Scopriamo qualcosa in più sulle coltivazioni nel nostro Paese e sulle caratteristiche specifiche delle migliori nocciole italiane.

Coltivazioni nocciole in Italia

Il nome scientifico rimanda alla Grecia e alla Campania: le nocciole si chiamano infatti corylus avellana perché la forma del frutto ricorda l’elmo (che in greco appunto si dice korys), mentre l’aggettivo rimanda alla cittadina di Avellana in provincia di Avellino, zona che famosa fin dall’antichità per la coltivazione di nocciole.

Insomma, tra nocciole e Italia c’è un legame speciale e, nonostante le difficoltà degli ultimi anni, siamo secondi produttori al mondo per quantità (dietro alla Turchia) – anche se in molti sostengono che le nocciole italiane siano qualitativamente superiori – e primi consumatori assoluti di questo frutto speciale.

Eppure, come dicevamo, attualmente la coltivazione di nocciole in Italia sta affrontando momenti di difficoltà, causati da fenomeni che incidono sui quantitativi di produzione, a cominciare dal clima (frequenti piogge invernali, gelate primaverili e prolungata siccità estiva danneggiano le piante) e dalla riduzione della impollinazione.

migliori nocciole italiane

Piante di nocciole, le informazioni principali

La corilicoltura è diffusa soprattutto nei Paesi del bacino Mediterraneo, perché è in questa area che il nocciolo ha trovato l’ambiente ideale per la sua diffusione. La coltivazione di queste piante di nocciole permettono di ricavare appunto il pregiato frutto, che si sviluppa in un guscio esterno di forma tondeggiante che inizialmente ha colore verde e poi matura, raggiungendo sfumature di tipica tinta marroncina (che si chiama proprio color nocciola).

Questo guscio nasconde e protegge il seme interno, che è la parte effettivamente commestibile della nocciola: al consumo fresco si rivela croccante e saporita, ma è più diffusa la versione secca, che sprigiona il caratteristico sentore dolce e aromatico. Il frutto delle piante di nocciole è calorico e grasso (per lo più monoinsaturi e quindi non particolarmente sconsigliati), ma anche ricco di vitamina E, vitamina B9 e di fitosteroli, oltre che di sali minerali, tanto da essere considerato un integratore naturale.

Produzione nocciole in Italia

Come detto, l’Italia è il secondo produttore al mondo di nocciole e sul nostro territorio nazionale insistono coltivazioni di diverse varietà, strettamente legate al luogo in cui hanno origine e insignite della denominazione di origine che ne certifica la qualità.

Le migliori nocciole italiane uniscono la Penisola, perché queste produzioni interessano regioni dal Nord al Sud del Paese, con areali più ampi e famosi (come quelli di Piemonte, Lazio e Campania) a cui si accompagnano anche zone più limitate, ma di uguale eccellenza (ad esempio Liguria e Sicilia, ma non solo).

A livello quantitativo, stando ai dati della FAO nel 2017 in Italia sono state prodotte 131.281 tonnellate di nocciole; stando ai dati più recenti, la zona italiana più produttiva è il Lazio (circa 45mila tonnellate di nocciole l’anno messe sul mercato), seguita da Campania, Piemonte e Sicilia.

nocciola

Tipo di nocciole italiane

La classificazione delle tipologie di questo frutto riconosce, classicamente, all’identificazione di cinque varietà di migliori nocciole italiane in assoluto, ovvero

  • tonda gentile trilobata
  • tonda di Giffoni
  • tonda gentile romana
  • tonda tardiva
  • Nocciola di Avellino.

La gentile è più nota con l’identificazione territoriale, perché si chiama anche Tonda Gentile delle Langhe o Nocciola Piemonte Igp: è la nocciola per eccellenza in Italia, protagonista di tantissime ricette dolci e preparazioni (un esempio su tutti, la crema gianduja, in cui si sposa in maniera straordinaria al cioccolato), perfetta grazie a un sapore fine e delicato.

Ha ottenuto il marchio IGP anche la nocciola tonda di Giffoni, originaria della Piana del Sele in Campania: ha forma sferica e una polpa bianca, consistente e di sapore aromatico, e queste caratteristiche la rendono adatta al processo di tostatura, per la pelatura e la calibratura, così da favorirne l’utilizzo nella produzione di dolci, preparazione della granella e altre lavorazioni industriali.

Dalla Campania arriva anche la nocciola di Avellino, come detto zona che nei secoli scorsi era stata individuata come patria del nocciolo comune: ancora oggi la coltivazione di nocciole è diffusa e dà vita a tantissime varietà, come la Camponica e la Mortarella, ottime per il consumo da tavola, o la nocciola San Giovanni di forma stretta e allungata.

L’unica DOP italiana attuale in ambito corilicoltura arriva dal Lazio ed è la Tonda Gentile Romana, una nocciola quasi perfettamente sferica che sprigiona sapore e aroma finissimi e persistenti, che si prestano ad applicazioni disparate in cucina, dai gelati ai liquori, dalle torte a creme e frollini, senza dimenticare gli utilizzi in abbinamento a piatti salati, come panatura di secondi piatti soprattutto a base di carne.

Ci spostiamo più a Sud con la nocciola siciliana, varietà tonda dal sapore delicato e spiccatamente aromatico che solitamente viene tostata per gli impieghi in pasticceria, dove accompagna (e, a volte, sostituisce) le amatissime mandorle; sempre in Sicilia, poi, troviamo altre tipologie di nocciole di qualità come la Curcia, la Carrello e la Minnulare, oltre a Nocciola dei Nebrodi e di Polizzi.

Nell’elenco delle migliori nocciole italiane non può mancare una menzione per la nocciola Tapparona, originaria della Liguria e in particolar modo della zona di Chiavari, che è tutelata dal progetto Arca del Gusto di Slow Food a causa dei bassi volumi produttivi, e per la nocciola tonda calabrese, che vanta una intensità aromatica di gran pregio ed è protagonista, tra l’altro, della preparazione tipica chiamata Tartufo di Pizzo, un goloso gelato con rivestimento esterno alla nocciola, appunto, e ripieno di cioccolato fondente.