Le 30 cantine di vino più belle d’Italia per un week end da sogno

È tempo di vendemmia! L’autunno è la stagione chiave per i vitigni e per le visite in cantina, che proseguono nonostante le difficoltà del momento legate alla situazione pandemica, e negli ultimi anni c’è una tendenza che sta diventando sempre più evidente: la creazione di strutture disegnata da progettisti di fama, che danno vita a vere e proprie cantine di design diffuse da Nord a Sud dell’Italia, che arricchiscono il territorio ed esaltano il vino e l’esperienza per i visitatori.

E quindi, ecco un tour tra le 30 cantine di vino più belle d’Italia (più una extra): da una bolla di vetro a un’astronave, da una tartaruga a un tempio precolombiano, partiamo per questo viaggio in alcune delle tenute vitivinicole più belle del mondo, esclusive “cattedrali del vino” progettate dai grandi nomi dell’architettura che diventano un segno iconico nel paesaggio e attrazioni turistiche in cui convergono estetica e design, tecnologia e funzionalità.

Cantina vini, un simbolo del territorio

Le ragioni che stanno dietro alla scelta di una cantina che non sia solo funzionale, ma anche ricercata dal punto di vista estetico è spiegata da Massimiliano Tonelli, direttore di Art Tribune e responsabile dei contenuti di Gambero Rosso (e quindi doppiamente titolato sul tema): “Una struttura di design accresce il blasone di un’azienda e può aiutare a migliorare il posizionamento di mercato”, e poi “una bella cantina, oltre a diventare un segno distintivo nel paesaggio, suggerisce al visitatore un’esperienza. Questo è il valore aggiunto: io voglio venderti un vino, ma prima ti invito a vedere come nasce e a conoscere la filiera produttiva in un ambiente gradevole”.

Cantine Trentino di design

Cominciamo da una delle regioni più affascinanti d’Italia, come il Trentino, segnalando due location che meritano una menzione in questo elenco.

  1. La Cantina Alois Lageder – nella storica tenuta Lowengang sita nel bolzanino, in località Magrè – è stata progettata dagli architetti locali Abram & Schnabl, che hanno puntato su sostenibilità e avanguardia: la struttura è quindi perfetta sintesi dei concetti di risparmio energetico, bioedilizia e qualità bioclimatica, realizzata con materiali bioedili e con sistemi energetici moderni, come ad esempio impianti fotovoltaici che coprono larga parte del fabbisogno di elettricità. La cantina è costruita in legno e vetro, luminosa e funzionale, con mura dall’altissimo isolamento termico; a cantina più profonda confina con una parete in roccia naturale, climatizzata in estate e in inverno.
  2. Ha da poco festeggiato i 10 anni la nuova veste della Cantina Tramin, fondata nel 1898 dal sacerdote Christian Schrott a Termeno, nel cuore del territorio del Gewürztraminer: affidata a Werner Tscholl, la struttura è composta interamente da materiali come legno, ferro, vetro e cemento, assemblati per creare giochi di luce tra trasparenza e buio. L’elemento più originale e simbolico è lo spazio che ospita enoteca e sala di degustazione, racchiuso in un complesso di lunghe braccia verdi che si fondono con le vigne.
  3. Per la Cantina Mezzacorona, in provincia di Trento, il progettista Alberto Cecchetto ha usato come materiali solo acciaio, legno, vetro e alluminio, ispirandosi al paesaggio della Piana Rotaliana per il profilo della cantina. La copertura dell’edificio richiama nello stile il saliscendi dei vigneti e l’elemento distintivo è rappresentato dalla torre metallica posizionata nelle vicinanze della struttura storica.

Le cantine venete più originali e belle

Proseguiamo con un’altra regione ad alta vocazione enologica ed enoturistica come il Veneto, dove prendono vita alcune strutture decisamente interessanti, da scoprire e ammirare.

  1. Inaugurata nel 1935 e già all’epoca considerata all’avanguardia, la cantina Santa Margherita di Fossalta di Portogruaro è stata rimodernata nel 2017 e uno dei suoi fiori all’occhiello è il centro di imbottigliamento, dove spicca la parete retroilluminata con circa duemila fondi di bottiglie che cattura gli sguardi degli ospiti.
  2. È considerata una delle più belle cantine ecosostenibili in bioedilizia d’Italia la cantina Pizzolato, vicino Treviso, non a caso selezionata per la Biennale di Architettura di Venezia 2018: il design ha forme geometriche rigorose, tutti i materiali sono locali (legno di faggio recuperato e faggio del Cansiglio, ad esempio) e le terrazze panoramiche si affacciano sulle splendide vigne.
  3. La cantina Zýmē – nel veronese, territorio de Valpolicella – nasce su un’antica cava di arenaria del XV secolo e il progetto architettonico tiene fede a questa origine, facendo affidamento su materiali naturali come un rivestimento in pietra, estratta in fase di scavo, e su un disegno della struttura che, visto dall’alto, ricorda la forma della foglia di vite, che è anche il logo della cantina.
  4. Non è tecnicamente una cantina, ma è di sicuro l’opera più famosa in questo settore (e quindi va menzionata come extra) la struttura de Le Bolle di Distillerie Nardini a Bassano del Grappa, inaugurata nel 2004 per celebrare il 225° anniversario dell’azienda. Affidata all’estro di Massimiliano Fuksas, la struttura ha uno stampo futuristico e richiama per disegno all’alchimia della distillazione: all’interno c’è anche un importante laboratorio di ricerca, oltre che un’area per promuovere la cultura della grappa.

Le strutture più originali in Lombardia

  1. In Lombardia, nel cuore della Franciacorta, troviamo la cantina Cà del Bosco, pensata come un vero percorso all’interno di arte e cultura enologica che inizia con l’ingresso (il Cancello Solare di Pomodoro) e prosegue con le opere di Mimmo Paladino e Mitoraj che si stagliano nell’ambiente circostante. Per la cantina, che emerge dal terreno per un’altezza massima di 12 metri, sono stati scelti colori che richiamano a quelli della natura e del bosco, con toni che vanno dal marrone al grigio misto al verde.

Le cantine più belle del Piemonte

Il Piemonte è una delle regioni dove il vino ha un peso specifico maggiore, e questo si riflette anche nel design delle strutture, con alcune cantine che sono davvero delle perle da vedere almeno una volta nella vita.

  1. L’Acino della Tenuta Monsordo Bernardina, alle porte di Alba, è avveniristico e affascinante, con il suo affaccio sulle vigne del Barolo: gli architetti Marina e Luca Deabate sono riusciti a creare un’architettura-paesaggio trasparente, una capsula che rappresenta una finestra panoramica sui vigneti nelle Langhe e serve a ospitare eventi e degustazioni d’eccellenza.
  2. Sorge proprio nel comune di Barolo la cantina Terre da Vino, la cui costruzione è stata progettata di Gianni Arnaudo nel 2000 e poi ulteriormente ampliata nel 2010: anche in questo caso, non mancano i riferimenti all’architettura delle Langhe, in particolare nelle curvature delle coperture che ricordano il movimento collinare circostante, nel colore del solfato di rame delle vigne o nel legno lamellare curvato, che sembra quello usato per costruire le botti.
  3. Sempre a Barolo abbiamo un altro esempio di cantina di design con la struttura della cantina L’Astemia pentita: a pensare le due cassette di vino sovrapposte è stato ancora Gianni Arnaudo, che ha assecondato la volontà dall’imprenditrice piemontese Sandra Vezza e realizzato “la prima cantina vitivinicola pop”. Questa filosofia è evidente negli arredi interni, dove ben figurano alcuni prodotti iconici di Gufram.
  4. La cittadina cuneese conferma la sua vocazione all’unione di funzionalità ed estetica con la cantina di Cascina Adelaide, opera dello studio di architettura Archicura: la struttura è un semi-ipogeo quasi interamente ricoperto da un prato calpestabile, il cui profilo ricorda la collina, elemento tipico del paesaggio di Barolo e delle Langhe, con piccole aperture che emergono dal suolo per collegare con i locali interessati dalla produzione di vino.
  5. Ci spostiamo a Castiglione Falletto con il cubo in vetro e acciaio pensato dagli architetti Luca e Marina Deabate per la cantina di Bricco Rocche, un’opera d’arte moderna e tecnologica che contrappunta ed esalta la tradizione e conservazione del vino Barolo.

Gli esempi in Valle d’Aosta

  1. Si chiama Rifugio del Vino la struttura creata dall’azienda vinicola Les Cretes ai piedi del castello di Aymavilles: un edificio di 170 metri quadrati che sorge accanto alla storica cantina dell’azienda e che vuole essere un simbolo di unione tra vino, cultura della montagna e architettura. Il tetto ricorda così la forma delle montagne, mentre le ampie vetrate esaltano il panorama d’intorno con le vigne che si ergono ai piedi delle montagne più alte d’Europa.

Le più belle cantine di vino in Toscana

La Toscana è forse la più importante – o quanto meno la più nota – zona di produzione dei vini in Italia, e le aziende locali sono state tra le prime a comprendere l’importanza di catturare i visitatori anche con strutture architettonicamente rifinite. Non sorprende quindi che proprio qui sia stato “inventato” Toscana Wine Architecture, un circuito di 14 cantine di eccellenza e di design firmate dai grandi maestri dell’architettura contemporanea, perfettamente integrate con il paesaggio circostante, costruire mettendo insieme tecnologie all’avanguardia e senso estetico.

  1. Si è ispirato ai templi delle civiltà precolombiane l’architetto svizzero Mario Botta per realizzare la cantina Petra (in val di Cornia, nella Maremma livornese), che possiamo definire senza dubbio un monumento contemporaneo. La struttura, rivestita di marmo di Verona, presenta un corpo centrale cilindrico alto 25 metri (e orientato obliquamente rispetto ai filari che lo circondano) che accoglie come un abbraccio le attività di ingresso e quelle di vinificazione. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  2. Sono Pietro Sartogo e Nathalie Grenon ad aver progettato la cantina della Tenuta Ammiraglia, di proprietà della famiglia Frescobaldi, nel cuore della Maremma grossetana: questo “tempio del design” appare come una fessura di 130 metri che emerge quasi improvvisamente nel terreno, con un tetto ricoperto di piante, così da rendere più “naturale” l’integrazione nel territorio e creare il microclima ideale nella barricaia sottostante, e una grande punta finale che sembra la prua di una nave che indica l’orizzonte. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  3. Inaugurata nel 2012, la cantina Antinori nel Chianti Classico è stata progettata dall’architetto Marco Casamonti ed è realizzata interamente con materiali naturali. Praticamente invisibile dall’esterno, se non per due “fenditure” orizzontali che attraversano la collina, ha come segno distintivo una scala elicoidale che collega i 3 piani della struttura. La cantina fa parte di Toscana Wine Architecture, il circuito di 14 cantine di eccellenza e di design,
  4. È ispirata a studi di geodinamica e ai principi del Feng Shui la cantina Caiarossa di Riparbella, in Val di Cecina: la parte esterna è colorata di un intenso rosso, simbolo di forza, passione e concentrazione e adatto al cuore pulsante dell’attività produttiva; all’interno invece domina il giallo caldo, accentuato dalle grandi vetrate che fanno passare i raggi del sole, che dona energia e benessere psicofisico ai lavoratori. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  5. Sembra una semplice scatola di legno interrata, con una quinta bianca che esce dalla collina, la cantina di Collemassari a Cinigiano, ai piedi del Monte Amiata, firmata da Edoardo Milesi, uno tra i principali esponenti della bioarchitettura e dell’architettura sostenibile italiana. Il progetto vuole essere un’altalena tra i pieni e i vuoti di interni ed esterni, che “giocano a nascondino” tra loro. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  6. Il cavatappi è la forma che ha guidato l’architettura della cantina Le Mortelle di Ampio, in provincia di Grosseto: la gran parte della struttura è interrata, realizzata sfruttando la termoregolazione delle rocce presenti in profondità nel suolo, e ha una forma cilindrica a ipogeo che si dispone su tre livelli, terminano in una barricaia immersa in un gioco di rocce, legno e vetrate. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  7. È definita dalla critica “la più impressionante di tutto il Chianti” la cantina Fonterutoli, nel Senese: merito di un’architettura su tre piani, che si estende su 10 mila metri quadri (per tre quarti interrati) e basso impatto ambientale, progetta dall’architetto Agnese Mazzei. Il punto di forza è la struttura verticale che consente, grazie alla sola la forza di gravità, che le uve raccolte nel piazzale possiamo lentamente scendere in modo naturale nelle varie fasi del processo di vinificazione e maturazione. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture.
  8. Porta la firma di Renzo Piano (ed è l’unica sua escursione in questo ambito) la cantina Rocca di Frassinello, nel Grossetano, un edificio funzionale che ha il suo cuore nella grandissima barricaia sotterranea a pianta quadrata. La struttura è essenziale, un inno alla leggerezza che si ispira all’idea di una piazza aperta, con un padiglione in vetro e una cantina illuminata dai raggi del sole che passano attraverso l’alta torre che svetta tra i filari, su cui sono montati tre specchi “cattura luce”. La cantina fa parte del circuito Toscana Wine Architecture
  9. La cantina Pieve Vecchia, nelle vicinanze del piccolo paese di Campagnatico, è stata pensata da Enrico Sartori e Cini Boeri: il primo ha lavorato sulla parte interrata e nascosta della cantina, mentre l’architetto e designer ha progettato la parte fuori terra, realizzando le grandi vetrate e la copertura a forma di vela che fanno integrare la struttura con le colline della Maremma.
  10. Elegante e ariosa è la tenuta Donna Olimpia 1898, a ridosso delle colline di Bolgheri nella Maremma livornese: il progetto della struttura centrale e di una cantina all’avanguardia di cinquemila metri quadri è stato portato avanti dall’architetto italo-tedesco Carlo Graf von Rex, che ha ideato in particolare la contro-parete curva che risalta l’accesso alla cantina tramite una scala.

Le strutture di design in Umbria

  1. In Umbria c’è forse l’esempio più originale di cantina di vino di design: è il carapace della Tenuta Castelbuono di Montefalco, nel perugino, progettata da Arnaldo Pomodoro: proprio l’autore l’ha definita “a prima scultura al mondo in cui si lavora”, ispirata alla “tartaruga, simbolo di stabilità e longevità”. La struttura ha infatti la forma del carapace, un’enorme cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra, e sfida i confini tra scultura e architettura proponendosi come uno scrigno per il vino e i suoi appassionati.

Le cantine di vino più originali nel Centro-Sud

Il trend delle cantine di design, che coniugano estetica, funzionalità e natura, si è esteso fino ad alcuni territorio del Centro-Sud Italia: siamo ancora lontani per quantità dagli esempi di Toscana e Piemonte, ma per quanto riguarda la qualità queste strutture non hanno nulla da invidiare a quelle più blasonate!

  1. In Sardegna, nel cuore del Sulcis Iglesiente, troviamo la cantina Mesa, candida e minimalista, immersa in 78 ettari di vigne: l’edificio è a tre piani e riporta sulla facciata i motivi stilizzati dei tappeti sardi (che sono il simbolo presente anche nelle etichette dei vini), che la rende una sorta di arazzo visibile da lontano.
  2. Nella stessa regione, esistente nelle campagne del Medio Campidano, si staglia la cantina Su’entu con il suo nuovo edificio a pianta quadrata con una corte centrale, disegnato da Mario Casciu e Francesca Rango: a prima vista sembra un cubo di pietra e intonaco bianco, ma le “bucature” consentono di abbracciare il paesaggio circostante.
  3. Siamo in Irpinia con la nuova cantina dei Feudi di San Gregorio progettata da Hikaru Mori, una delle prime cantine d’autore in Italia ed esposta per ben due volte alla Biennale di Venezia. Le linee della struttura sono essenziali, con spazi di grande impatto sia all’interno sia nei giardini, mentre per gli arredi interni l’azienda si è affidata a Massimo e Lella Vignelli, protagonisti del design italiano nel mondo.
  4. Gli ultimi esempi ci portano in Sicilia, a cominciare dalla cantina Alta Mora (a Castiglione di Sicilia), che si ispira ai canoni dell’architettura ipogea e si inserisce e integra nel territorio grazie all’uso di materiali naturali del luogo, come la lava e il coccio pesto. Inoltre, la roccia lavica garantisce una termoregolazione che rende l’ambiente fresco d’estate e tiepido d’inverno, rendendo la cantina ideale per tutte le fasi di vinificazione.
  5. Somiglia a un giardino di pietra la cantina di Feudo di Mezzo, realizzata all’interno di una colata lavica dell’Etna del 1566, circondata dai vigneti Sciaranuova e Montelaguardia: la struttura è dominata dalla pietra nera, con vari parallelepipedi che si stagliano nella campagna etnea.
  6. Gioca con antico e moderno la cantina Cusumano di Partinico, in provincia di Palermo, creata dallo Studio Ruffino Associati: ricavata da un antico baglio di fine 800, la struttura architettonica è innovativa ed esalta i forti contrasti e le caratteristiche distintive della terra siciliana, estendendosi sia in superficie sia sottoterra.