Le aziende vinicole italiane più antiche: la lista completa

Il vino in Italia è praticamente un’istituzione, pur tra luci e ombre di un settore complesso: dal punto di vista del consumo siamo al terzo posto mondiale, con dati in continua crescita e diffusione anche tra i più giovani (fattore piuttosto controverso, dal punto di vista sociale), mentre per la produzione siamo addirittura in testa, grazie anche all’ottima annata del 2018. Oltre ai numeri, però, ci sono la qualità delle produzioni e tante aziende vinicole che hanno fatto la storia del nostro Paese, tenendo alta la fama del made in Italy enologico.

Quante sono le aziende vinicole italiane

Lungo lo Stivale sono censite all’incirca 310 mila aziende agricole attive nel comparto vinicolo e, secondo alcune recenti indagini statistiche, ci sono ben 21 cantine vitivinicole capaci di fatturare oltre 100 milioni di euro e di rappresentare nel complesso 3,7 miliardi di fatturato, 2,4 miliardi di export e 1,3 miliardi di bottiglie! Numeri da capogiro che dimostrano la vitalità del comparto, composto sia da grandi gruppi che da cooperative e marchi storici familiari, dove la tradizione viene seguita e rispettata.

Le principali case vinicole d’Italia

Non è dunque facile stilare un elenco delle principali cantine italiane e bisogna per forza restringere il campo e fare una selezione molto ardua: noi abbiamo provato a individuare le aziende enologiche più antiche e a segnalare le tenute storiche più belle da visitare, da Nord a Sud del Paese.

L’azienda vinicola Ricasoli

Il nostro tour non può che partire dalla Toscana, una delle culle della vinificazione italiana: è qui che da quasi mille anni è attiva l’azienda Barone Ricasoli, la cantina più antica d’Italia e seconda al mondo per età. Il luogo da visitare per immergersi in questa storia lunghissima e affascinante è il Castello di Brolio, che nel 1141 divenne proprietà della famiglia Ricasoli, che sfruttò da subito le ampie tenute per coltivare i vigneti.

Nel tempo il nome della famiglia si è legato in modo indissolubile alla produzione di uno dei vini italiani più famosi al mondo, il Chianti, e oggi Ricasoli è l’azienda vitivinicola più rappresentativa del territorio del Chianti Classico. La tenuta odierna si estende su 1200 ettari di proprietà, con circa 240 ettari di vigneto, 26 coltivati a ulivo e altri spazi con fitti boschi di querce e castagni.

La famiglia Antinori

Restiamo in Toscana per fare la conoscenza di un’altra storica famiglia ed etichetta enologica, quella dei Marchesi Antinori: la produzione vinicola viene avviata nel 1385 quando Giovanni di Piero Antinori entra a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, e da allora 26 generazioni si sono susseguite per tenere alto il nome e la fama dell’azienda, occupandosi della delicata arte del vino ed esportando in tutto il mondo la loro esperienza ultrasecolare.

Oggi l’azienda ha tenute in varie regioni d’Italia, con cantine più storiche che si affiancano a centri più moderni dove prosegue l’evoluzione della ricerca sul vino: una delle più belle è Le Mortelle, nel cuore della Maremma toscana, che riesce a unire tradizione e innovazione in modo spettacolare.

La struttura ha forma di ipogeo cilindrico, che permette di attuare un ciclo produttivo “a caduta” che segue un percorso dall’alto verso il basso: le uve arrivano nella parte sopraelevata, si spostano in quella intermedia per i processi di vinificazione e si affinano nella parte più interrata in barriques splendide da vedere.

La tenuta vitivinicola Berlucchi

Ci spostiamo in Franciacorta per incontrare una delle tenute più amate d’Italia, meta ogni anno di quasi 15mila visitatori e appassionati wine lover: pur non avendo la tradizione secolare delle precedenti, la Guido Berlucchi è senz’altro un’azienda che merita di essere annoverata tra le principali del nostro Paese, con 600 ettari di vigneto in Franciacorta, tre centri di vinificazione e oltre 4 milioni di bottiglie prodotte all’anno.

Il momento di svolta per la famiglia Berlucchi arriva negli anni Cinquanta, quando dall’originario Pinot del Castello (prodotto con le uve di un piccolo maniero di proprietà) derivò il Franciacorta, un vino “spumeggiante” prodotto con metodo classico in un territorio abituato ai nettari fermi. Fu un’idea vincente che diede il via a tantissimi successi e a un brand che oggi è sinonimo di spumante e bollicine.

Feudi San Gregorio, tra vino e arte

È il momento di spostarci più a Sud, e per la precisione in Campania: siamo nel verde dell’Irpinia, a Sorbo Serpico, e qui troviamo un marchio simbolo del rinascimento enologico meridionale e, soprattutto, una cantina d’autore in Italia, che è stata per ben due volte esposta come eccellenza architettonica alla Biennale di Venezia.

Siamo nelle terre dei Feudi di San Gregorio, azienda vitivinicola che ha investito nella viticultura del territorio irpino e ha fatto riscoprire l’identità di alcuni vitigni autoctoni del Sud Italia, come l’Aglianico, il Fiano di Avellino e il Greco di Tufo. Anche in questo caso la storia è più recente rispetto a quelle delle grandi famiglie toscane, ma il progetto si è conquistato una posizione d’onore nel panorama delle cantine del nostro Paese.

E proprio la cantina è quasi un museo, con il design esterno affidato all’architetto giapponese Hikaru Mori – che ha avuto l’ardua missione di dare unità architettonica alle strutture preesistenti mantenendo uno stile essenziale – e gli interni affidati a Massimo e Lella Vignelli. Il risultato è davvero sorprendente, con un gioiello rappresentato dalla lunga bottaia che ospita i vini rossi.

Le cantine Donnafugata in Sicilia

Concludiamo il nostro percorso in Sicilia, tornando a immergersi nella storia della vinificazione d’Italia: la cantina Donnafugata di Marsala è stata realizzata nel 1851 e mantiene ancora oggi l’impianto tipico del “baglio” mediterraneo, con piante di agrumi e ulivi che contribuiscono a creare uno scenario incantevole, rappresentando un esempio perfetto di “archeologia industriale“.

Il fiore all’occhiello è la barriccaia sotterranea: scavata nella roccia di tufo, è un esempio di architettura sostenibile perché permette un ridotto utilizzo di energia per consentire di raggiungere i livelli di temperatura e umidità giusti per il vino. Nella Sala delle Botti, invece, è possibile vedere i pezzi pregiati della storica collezione della famiglia, con esempi di ceramiche antiche, carretti tipici siciliani e altre creazioni artigianali.