Alla scoperta del cornetto ischitano, simbolo dell’isola verde

Non è un semplice cornetto all’italiana né un croissant, e da decenni è l’oggetto del desiderio di tutti i turisti che sbarcano sull’Isola Verde, che spesso lo gustano proprio appena scesi da traghetti e aliscafi: parliamo del cornetto ischitano, specialità lievitata della più grande isola del Golfo di Napoli che mette insieme un impasto speciale, diventata un simbolo della pasticceria locale e della colazione estiva.

Che cos’è il cornetto ischitano e perché si chiama così?

La peculiarità del cornetto ischitano sta proprio nell’impasto, composto da un mix di pasta brioche e pasta sfoglia che, unite, danno vita a un prodotto da forno più leggero e gustoso del classico cornetto, ma anche più morbido e goloso del classico croissant di sfoglia.

L’unione tra i due impasti perfettamente bilanciati produce infatti un lievitato morbido, fragrante e di colore caratteristico, che si avvicina a quello del legno di mogano e sfumature di intensità differenti, con note aromatiche molto intense e profumate che conquistano tutti i sensi. L’effetto bicolore creato dall’uso delle due diverse basi ha portato anche alla definizione di cornetto ape, in riferimento alla classica colorazione di questi insetti.

Il cornetto ischitano è quindi un dolce diverso da tutti gli altri, con consistenza e sapore originali che non possono essere paragonati a quelli dei classici cornetti o croissant.

Oltre che nella versione vuota senza farcitura, perfetta per chi vuole scoprire in purezza il suo gusto e la sua fragranza, questa specialità è proposta in tantissime “declinazioni” di gusti, che contribuiscono a rendere il cornetto più morbido e gradevole al palato: una farcitura classica è quella alla crema e amarena, ma c’è anche al cioccolato, a confetture di vario tipo eccetera.

cornetto ischitano

Chi ha inventato il cornetto ischitano e dove nasce?

La ricetta originale del cornetto ischitano sembra avere un preciso luogo natale, ovvero il celebre Bar Calise di Ischia, pasticceria nata dall’ingegno imprenditoriale di Emidio Calise, uno dei personaggi simbolo dell’Isola Verde, che già dagli anni Sessanta iniziò a sfornare i primi prototipi di questa specialità.

Oggi il cornetto ischitano è venduto anche in altri bar e pasticcerie isolane, che reinterpretano la creazione in vari modi, ma ha anche superato i confini isolani: ad esempio, il pasticcere Rocco Cannavino, per tutti zio Rocco, lo ha inserito tra le specialità dei suoi due Lab Store, quello di Pomigliano d’Arco (in via Roma 161) e quello di Napoli (vico Polveriera 27).

Dove mangiare il cornetto a Ischia?

Chi vuole gustare il vero cornetto ischitano non può mancare l’appuntamento con il Bar Calise, che oggi accoglie i clienti in tre punti vendita – a Casamicciola in piazza Marina, al porto di Ischia per chi arriva o parte con navi o aliscafi oppure nell’oasi verde di piazza degli Eroi nel comune di Ischia – e offre l’autentica esperienza sensoriale con questo dolce, che per molti è la prima coccola della giornata.

bar calise ischia

Sull’Isola Verde lavora poi anche un maestro pasticcere che si sta facendo notare a livello nazionale, ovvero Alessandro Slama (vincitore del premio per il miglior panettone tradizionale artigianale dell’anno 2019 e secondo classificato al concorso Una mole di Colombe 2021 per la sua colomba creativa), che presso il suo store “Ischia Pane” propone la vendita di questi famosi cornetti realizzati con la tecnica ischitana (e che ha inaugurato anche uno shop online per la vendita delle sue altre creazioni lievitate).

Abbiamo poi già citato Zio Rocco, che consente di gustare un cornetto ischitano anche a chi non si trova sull’Isola Verde: oltre alla versione classica del dolce, Cannavino propone inoltre delle varianti per così dire gourmet, come il cornetto ischitano con latte di bufale e albicocche pellecchielle o l’ischitano sacher, fatto con pasta sfoglia lievitata senza zuccheri unita a pasta brioche a lunga lievitazione, ripieno di cioccolato fondente 62% e confettura extra di albicocche vesuviane.