Aumento prezzi degli alimenti: i 10 cibi più cari in circolazione

Sono settimane difficili per i consumatori di tutto il mondo e per noi italiani in particolare: alle già note complicazioni derivanti dagli effetti della pandemia su costi delle materie prime e difficoltà di distribuzione logistica si sono aggiunti i rincari causati dall’invasione russa in Ucraina, che hanno spinto ancora più in alto le quotazioni delle materie prime alimentari e il costo dell’energia. Tradotto in parole povere, la spesa diventa sempre più cara, soprattutto per oli vegetali, cereali e carne che rappresentano una fondamentale base della nostra alimentazione quotidiana.

Aumento prezzi 2022, cosa sta succedendo

Inflazione e caro energia, alimentato dalla guerra, sono le cause dei forti rincari dei carrelli della spesa degli italiani, che nell’ultimo anno hanno dovuto fare letteralmente i conti con prezzi aumentati per ormai tutti i prodotti alimentari. Oltre a colpire duramente i bilanci delle famiglie, l’aumento dei costi interessa potentemente anche l’intera filiera agroalimentare, con i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori che non riescono ormai neanche a coprire i costi di produzione.

È quello che denuncia la Coldiretti, che ha studiato il fenomeno dell’aumento prezzi di quest’anno comparando i dati Istat sull’inflazione di marzo 2021 con le rilevazioni di marzo 2022, che evidenziano un aumenta complessivo per i cibi e bevande pari a quasi il 7 cento.

Guerra e inflazione fanno salire i prezzi

Sono ancora più amare le constatazioni relative alle quotazioni delle materie prime alimentari a livello mondiale dell’indice dei prezzi Fao (che comprende un paniere di cinque prodotti agricoli di base), che in un solo mese – tra febbraio e marzo 2022 – sono cresciute a quota 159,3 punti e balzate addirittura del 12,6%, valore che rappresenta registrare l’incremento più elevato mai registrato prima da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1990.

Anche in questo caso, la causa sta negli effetti della guerra in Ucraina che, secondo la Coldiretti, ha spinto su i prezzi internazionali di oli vegetali, cereali e carne (che hanno raggiunto il massimo di sempre), ma anche quelli di zucchero e lattiero caseari: per la precisione, a marzo gli oli vegetali aumentano del 23,2%, i cereali del 17,1%, lo zucchero del 6,7%, la carne del 4,8% e i lattiero caseari del 2,6% rispetto al mese di febbraio, sotto la spinta dei pesanti rincari dei costi di produzione favoriti dai prezzi dell’energia.

Il problema riguarda le attività storiche di Russa e Ucraina, che insieme controllavano quasi un terzo degli scambi internazionale di grano, con oltre 55 milioni di tonnellate movimentate, ma anche il 16% degli scambi di mais (30 milioni di tonnellate) per l’alimentazione degli animali negli allevamenti e ben il 65% degli scambi di olio di girasole (10 milioni di tonnellate).

aumento prodotti alimentari

La black list degli aumenti con i maggiori rincari

Guardando invece ai fatti di casa nostra, la principale associazione del settore primario in Italia ha redatto una black list dei 10 alimenti che hanno subito i maggiori rincari nel corso di quest’anno: in vetta ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole (più 23,3% in totale) che, come spiegato, risentono direttamente del conflitto in Ucraina, che ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, mentre al secondo posto c’è la verdura fresca, con i prezzi in salita del 17,8%, di poco davanti al burro (+17,4%).

Per la precisione, la classifica dell’aumento prezzi 2022 si compone così:

  • Olio di semi (girasole, mais, ecc.) +23,3%
  • Verdura fresca +17,8%
  • Burro +17,4%
  • Pasta +13%
  • Frutti di mare +10,8%
  • Farina +10%
  • Carne di pollo +8,4%
  • Frutta fresca +8,1%
  • Pesce fresco +7,6%
  • Gelati +6,2%

All’undicesimo posto, appena fuori dalla top ten, troviamo il pane, che pure ha visto aumentare il suo costo del 5,8%.

Le conseguenze dei rincari: la nuova spesa degli italiani

L’incremento dei prezzi sta spingendo gli italiani a nuove abitudini di acquisto, per contrastare gli effetti della lunga crisi economica e anche le mosse delle aziende, come la shrinkflation che pure è una inflazione mascherata: è ancora la Coldiretti a rivelare che, nelle ultime settimane, è aumentato il ricorso agli acquisti di cibo low cost presso i discount alimentari, che fanno segnare un balzo del +7,7% nelle vendite in valore, il più elevato tra tutte le tipologie distributive compreso il commercio elettronico.