Aceto: 10 o più tipi da conoscere

Gustoso e versatile. L’aceto è un ingrediente che riesce a trovare in tutte le sue declinazioni quella giusta per ogni palato. Che si tratti di vino, mele o aceto balsamico i modi per combinalo e renderlo il valore aggiunto dei nostri piatti sono davvero tanti. Ma quante tipologie di aceto conosci? Sai che ne esistono davvero tantissime? Qui proviamo a darti qualche indicazione sulle dieci tipologie di aceto più utilizzate. Qualcuna l’avrai già sentita nominare, qualcun’altra l’avrai già usata, qualche altra non avresti mai detto che…

Tutti i gusti dell’aceto

L’aceto è un condimento prezioso che valorizza piatti che spaziano dalle insalate ai dolci. Aceto ma non troppo, come nel caso di quello balsamico, i suoi toni e i suoi gradi spaziano attraverso una gamma tanto ampia di sfumature che è davvero impossibile non trovare quello giusto per il nostro palato. Da cosa dipendono tutte queste differenze? Principalmente dagli ingredienti che vengono utilizzati per realizzare l’aceto stesso. Non solo vino, infatti. Scopriamo insieme quante e quali tipologie di condimento esistono.

L’aceto di vino, partiamo con un classico

L’aceto di vino è di certo il più note. Dalle note molto aspre, generare vivaci dibattiti sul suo sapore. Non piace a tutti e, a differenza del balsamico, non lega bene con tutti i piatti. Ma rende un’insalata davvero speciale per chi sa apprezzarlo. Si ottiene dalla fermentazione del vino bianco o rosso attraverso l’azione dei batteri Acetobacter. Questi batteri non fanno altro ossidare l’etanolo contenuto nel vino, traducendolo proprio in acido acetico. In cucina è utilizzato anche come ingrediente principale delle conserve perché abbatte la carica microbica presente in alcuni cibi.

Da non confondere con l’aceto bianco

Tra gli aceti più diffusi in commercio c’è quello bianco. Viene spesso scambiato proprio per l’aceto di vino bianco, ma è una convinzione errata. Questa diversa tipologia di alimento, infatti, è frutto della fermentazione di altri alimenti. Nella maggior parte dei casi, infatti, è prodotto con mais o con della barbabietola. Anche in questo caso siamo in presenza di una tipologia di aceto dai toni decisi e forti. All’aceto bianco, per certi versi, si contrappone quello nero, tipico della cucina cinese. È perfetto per valorizzare i sapori agrodolci.

Anche il dolce può farsi aceto

Chi l’avrebbe detto che anche dal miele può essere prodotto un ottimo aceto? In realtà, gli apicoltori lo sanno bene. Si tratta di aceti dolci e aromatici. Attenzione, però, proprio come il miele, anche l’aceto prodotto da questo dono delle api assume variazioni di gusto e tonalità in funzione del polline da cui nasce tutto. Ad ogni miele, il suo aceto. Tra gli ingredienti dolci che possono trasformarsi in aceti dai toni leggeri e gustosi, capaci di valorizzare anche alcuni dolci, c’è lo sherry, il liquore delicato a base di uve dolci, un prodotto tipico della regione andalusa spagnola. I richiami, nel gusto, sono dolci e decisi, come quelli del caramello. Anche in questo caso le sfumature possono variare a seconda del vitigno di riferimento. Nella maggior parte dei casi, per produrre questo aceto particolare, i vitigni di partenza sono il Palomino o il Pedro Ximénez.

Aceto, che sia birra o che sia malto

Dalla fermentazione del malto d’orzo non deriva solo la birra ma anche un particolare tipo di aceto. Anche il procedimento per produrre questi due elementi è molto simile in alcune fasi. È un aceto dal aromatico e corposo, con tocchi di dolcezza molto forti. Perfetto per il condimento dei fritti, in Italia non è molto utilizzato mentre regna sulle tavole del Regno Unito. E se il procedimento che porta alla lavorazione dell’aceto di malto e della birra è simile è bene sapere che esiste anche un vero e proprio aceto che deriva dalla birra. La differenza? Nella bevande c’è l’aggiunta del luppolo, un ingrediente capace di fare la differenza nel sapore. Il gusto, infatti, è decisamente più ricco e corposo del precedente. Da non sottovalutare, poi, che non tutte le birre sono adatte a questa trasformazione, in alcuni casi potrebbero produrre un aceto decisamente forte, quasi imbevibile.

Aceto balsamico mania

Tornando alle tipologie di aceto più note, come non citare una delle eccellenze produttive italiane? l’aceto balsamico, c’è chi ne va davvero matto e lo sperimenta sui piatti più diversi. una produzione emiliana che ha conquistato tutta l’Italia e che viene molto apprezzato anche all’estero. È frutto della fermentazione delle uve di Lambrusco che prende il via con la cottura del mosto. Tra gli aceti da provare anche quello di riso, delicato e saporito e l’aceto che deriva dal sidro delle mele. Un vero e proprio toccasana per la salute. Viene spesso utilizzato anche per le sue proprietà benefiche, se assunto a piccole dosi. L’aceto di sidro di mele, infatti, contribuisce a regolare il controllo degli zuccheri nel sangue e favorisce la digestione.