Arrivano i supermercati con il cibo low cost

Sembra che non bastino mai, ogni giorno infatti scopriamo l’apertura di un nuovo supermercato.

Secondo i dati Istat, una famiglia media italiana, spende circa 6.300 euro in spesa all’anno. Non poco vero? Questo perché non sempre abbiamo l’opportunità di raggiungere il posto più economico in cui acquistare. Se così fosse, riusciremmo a risparmiare circa 1.000 euro annui.

Proprio per andare incontro al consumatore sono nati i supermercati che hanno prezzi più bassi del ben 30/50 %. Sono quelli con il cibo scaduto!

Supermercati con il cibo low cost (scaduto)

Ad usufruire di questi nuovi supermercati è soprattutto il Nord Europa.

La catena Co-Op in Gran Bretagna, ad esempio, ha circa 4 milioni di soci e vende cibi scaduti ma ancora commestibili. Tratta praticamente pasta, legumi, scatolami vari ed altri prodotti apparentemente danneggiati, che normalmente verrebbero ritirati e poi gettati via.

In Danimarca invece, con una ONG (organizzazione non governativa), è nata la WeFood. Quest’ultima raccoglie i cibi in eccesso dalle grandi aziende per poi assegnare poi sottocosto ai negozi.

In Francia invece, di recente, è stata fatta proprio una legge che impone la destinazione agli enti benefici o alle fasce più deboli, dei cibi invenduti nelle grandi distribuzioni.

Anche Oltreoceano si sono organizzati. Negli Stati Uniti infatti ci sono diversi negozi che commercializzano il cibo prima che diventi totalmente da buttare, si chiamano The Daily Table.

E in Italia?

Qui da noi le cose sono un po’ diverse, almeno per ora.

Per legge non è consentito vendere cibo che sia già scaduto. Moltissimi supermercati però scelgono di abbassare il prezzo dei prodotti prossimi alla scadenza, purché risultino perfettamente conservati e non rechino alcun problema alla salute.

Ciò che scade nei nostri supermercati in realtà non è poi molto, questo però avviene unicamente perché esiste il reso. Restituendo al produttore tutti i prodotti prossimi alla scadenza, o anche danneggiati, il supermercato viene rifornito di quelli freschi e non difettati.

Come scegliere i cibi dalle etichette

Ovviamente tutto questo può tornare più che utile se sappiamo però leggere le etichette.

E’ fondamentale infatti acquistare solo ciò che sappiamo di poter consumare in pochissimo tempo o che possiamo congelare. Tra i cibi più delicati troviamo frutta e verdura pronte al consumo, quelle in busta per intenderci. Questi prodotti resistono massimo per 1 settimana ancora dalla loro data di scadenza ma una volta aperti vanno consumati entro un paio di giorni al massimo.

Molto importante da ricordare è inoltre la differenza tra “Da consumarsi entro…” e “Da consumarsi preferibilmente entro …”. Sono due frasi simili ma totalmente differenti, in quanto la prima indica tutti gli alimenti più delicati (latte, pasta fresca, formaggi freschi, latticini, ecc.) e quindi prossimi al consumo, e la seconda quelli che possono essere conservati ancora un po’ oltre la data di scadenza.

Lo scopo

Oltre a parlare di agevolazioni economiche, i supermercati low cost danno la possibilità di ridurre fortemente gli sprechi alimentari.

In Danimarca, in appena 5 anni, sono stati ridotti del ben 25% i cibi destinati all’immondizia. Pe quanto riguarda in nostro Paese si parla di oltre 15 miliardi di euro sprecati ogni anno, un vero peccato!

Per evitare che tutto questo accada non ci resta che metterci a passo con i tempi.

Un buon inizio è ad esempio il lavoro svolto da Last Minute Market, una realtà nata circa 15 anni fa, che combatte lo spreco alimentare sul campo. In che modo? Avete presente le trasmissioni televisivi di cucina? Beh, per fortuna c’è chi raccogli i cibi inutilizzati nei vari studi e li dona all’Opera Cardinal Ferrari di Milano. Tanto per dirne una!