Bartending a casa: il cocktail lo si fa in salotto, ecco le regole d’oro più trendy

Si chiama home bartending ed è l’ultima moda che in Italia abbiamo importato dall’estero: nulla di particolarmente originale nell’idea, perché è semplicemente la passione per la preparazione casalinga dei cocktail, ma quello che è innovativo è l’approccio alle ricette e agli strumenti, che sono di livello professionale.

Che cos’è l’home bartending

È infatti capitato probabilmente a tutti di cimentarsi nella preparazione di un cocktail a casa, da sorseggiare da soli o in compagnia, e anche dalle pagine del magazine abbiamo già fornito consigli e indicazioni per versioni domestiche di cocktail alcolici. Con l’espressione home bartending, però, si intende qualcosa in più, che aggiunge come accennavamo un tocco di professionalità.

Un piccolo angolo bar in casa

Il primo consiglio per chi vuole creare un angolo mini bar in casa è proprio quello di fornirsi degli appositi bartending kit, strumenti adatti alla mixology – che è appunto l’arte della creazione di cocktail: in genere, si può partire da quattro cardini, ovvero shaker, muddler, jigger e blender.

I quattro strumenti del perfetto bartender

  • Lo shaker è lo strumento che vediamo spesso maneggiare dai barman (anche con acrobazie particolari) che serve a miscelare gli ingredienti dei cocktail attraverso lo scuotimento del contenitore Esistono vari modelli di shaker e non tutte le preparazioni vanno scosse, come ricorda la classica battuta di James Bond “Agitato, non mescolato” quando ordina il suo classico Vodka Martini.
  • Il muddler è il pestello speciale che serve per schiacciare gli ingredienti dei cocktail in modo da estrarne tutto il sapore e che aiuta a esaltare gli aromi degli ingredienti freschi in modo che si leghino meglio con l’alcol. I muddler sono disponibili in legno, bambù, pietra, silicone o metallo e la scelta della materia dipende dalle esigenze e dalle preferenze personali: ad esempio, il silicone è facile da gestire, leggero e facile da pulire.
  • Il jigger è un misurino che permette di dosare con esattezza le quote di ingredienti liquidi da usare nella ricetta del cocktail: nella versione base equivale a circa 44 ml (ovvero 1,5 once liquide americane) e spesso si trovano in versione a doppio imbuto e doppio dosaggio, per agevolare le operazioni.
  • Il blender infine è un frullatore specifico che permette di miscelare ingredienti vari, compreso il ghiaccio, e di preparare quindi i cocktail frozen.

Quali alcol non possono mancare per il bartending a casa

Dagli Stati Uniti arriva anche la “lista della spesa” in termini di alcol, ovvero le sei tipologie di liquore che non possono mancare mai nell’angolo bar di casa nostra e che rappresentano anche la base di quelli che sono i cocktail più famosi della storia a livello mondiale.

  • Vodka, la bevanda originaria della Russia che è l’ingrediente principale di tantissimi cocktail moderni o più storici, come Vodka Tonic, Screwdriver, Cosmopolitan, Moscow Mule, Bloody Mary e Black Russian.
  • Gin, il distillato di galbuli di ginepro dalla tinta incolore ma dal sapore e profumo caratteristico, che serve per preparare bevande come il Gin Fizz o il Gin Tonic, ma anche il Negroni, l’Angelo Azzurro o il classico Martini cocktail.
  • Whiskey: a prescindere dalla tipologia – ognuno può avere una preferenza per bourbon, rye o per il whisky scozzese – non c’è dubbio che questo tradizionale prodotto della fermentazione di cereali meriti un posto d’onore in ogni bar. Tra i cocktail che possiamo creare partendo dal whiskey ricordiamo solo Old-fashioned, Manhattan, Irish Coffee, Whiskey Sour e GodFather.
  • Tequila, l’orgoglio messicano ricavato dall’agave blu che si rivela anche più versatile di quanto si possa immaginare: è utile ovviamente per fare dei Margarita, ma anche per Tequila Sunrise, Cucharacha, California Dream e così via. Inoltre, non dimentichiamo la Tequila Bum Bum o la Tequila pura, da bere rigorosamente accompagnata da sale e succo di limone sulla mano.
  • Rum Bianco, poco invecchiato, di colore trasparente o chiaro e gradazione alcolica non elevato, che è base per straordinari cocktail come Cuba Libre, Daiquiri, Mai Tai, Mojito, Hurricane.
  • Rum Scuro, di corpo più pieno e ricco, da degustare in purezza o mescolare per preparare long drink dal gusto più carico e componente alcolica maggiore.

Gli altri ingredienti fondamentali per i cocktail casalinghi

A questi ingredienti indispensabili si devono poi aggiungere altri elementi fondamentali per preparare dei cocktail in modo professionale anche a casa, come la soda, i bitter, i liquori leggeri e così via. Non dobbiamo poi trascurare il ruolo del ghiaccio, che è una componente decisiva per molte preparazioni: i professionisti suggeriscono di prepararsi in anticipo raccogliendo grandi quantità di ghiaccio in contenitori di polistirolo da almeno 3 chili, per conservarlo a lungo senza il rischio che si sciolga.

È scoppiata la moda in Italia

Ma quanti sono gli italiani che si dedicano a questa passione? Secondo uno studio condotto da Sanbittèr Aperitivo e Cool Hunting (un osservatorio dedicato proprio alle nuove tendenze in materia di drink e mixability, che ha monitorato le abitudini di un campione di 1200 nostri connazionali), più di un italiano su due si diletta con l’home bartending, soprattutto nei periodi autunnali e invernali.

Secondo gli esperti, l’abitudine di preparare drink a casa insieme agli amici avrebbe anche effetti positivi: tra i motivi della scelta ci sono la possibilità di rilassarsi e superare un senso di spossatezza al termine di una giornata lavorativa, ma anche di contrastare l’effetto “Autumn Blues“, la malinconia e i piccoli sentimenti negativi che si fanno sentire quando le giornate iniziano ad accorciarsi e il freddo fa capolino.

Un italiano su due prepara a casa cocktail per amici

E quindi, un italiano su due si diletta nell’home bartending e anche nella ideazione di nuovi cocktail del tutto originali; per molti, la scelta casalinga è preferibile perché consente un notevole risparmio economico rispetto al consumo di long drink in un bar o in un locale, ma c’è anche chi “fa da sé” perché così può decidere le quantità d’alcol da impiegare o perché desidera impiegare (e consumare) solo ingredienti di qualità, soprattutto nella selezione della frutta esotica.

Bartending a casa, i consigli ufficiali dei professionisti

I consigli finali per gli aspiranti home bartender o mixologist arriva da Daniele Losquadro, trainer di Planet One  (accademia ufficiale di bartending): “I bicchieri vanno scelti con cura, da una capienza minima di 30 cl a quella massima di 45 cl per i cocktail serviti con ghiaccio. È poi importante rispettare le dosi dell’alcol“, mentre come scelta green “per differenziare si può utilizzare un bucatino come cannuccia evitando quella di plastica”. Infine, un suggerimento pratico: “Quando si ricorre agli agrumi, la scorza va tolta prima di spremere un’arancia, un limone o un pompelmo così che si sprigionino gli oli contenuti nella buccia e per ottenere un gusto particolare”.