E’ buona e fa bene alla salute: amanti della liquirizia vediamoci chiaro

È usata per preparare dolci, caramelle e tisane, ma si trova anche sotto forma di bastoncini da masticare e se ne ricava un liquore ottimo: oggi ci concentriamo sulla liquirizia, un alimento dalle proprietà benefiche straordinarie, note sin dall’antichità e tramandate fino ai nostri giorni. Ma bisogna fare attenzione sia a scegliere prodotti puri – senza aggiunta di edulcoranti, zuccheri e additivi – sia ai possibili effetti collaterali che possono svilupparsi.

La storia della liquirizia

La Glycyrrhiza, nome scientifico della liquirizia, è una pianta spontanea e perenne: ne sono registrate una ventina di specie, tra cui la Glycyrrhiza Glabra, che è quella più nota e usata, originaria dell’Asia sudoccidentale e del bacino mediterraneo.

La pianta è erbacea rustica, capace quindi di resistere al gelo, e cresce solitamente in terreni calcarei e argillosi: per ricavare la liquirizia come alimento si usano i rizomi sotterranei, raccolti durante la stagione autunnale ed essiccati. Queste radici contengono un estratto dal sapore molto gradevole e dal profumo caratteristico, trasformato in una sostanza acquosa agrodolce dal caratteristico colore nero, conosciuto e amato da millenni anche per le numerose proprietà benefiche.

Gli usi della liquirizia nell’antichità

La sostanza aromatica prodotta dalle radici ha conquistato l’apprezzamento di tantissime culture dell’antichità: la liquirizia era diffusa e usata nell’antica medicina cinese, menzionata negli erbari dell’epoca, così come nell’antico Egitto e in Assiria. Anche la medicina della Grecia classica sfruttava le proprietà di questa pianta e si racconta che gli Sciiti in Medio Oriente camminavano per ore nel deserto senza soffrire la sete grazie a estratti di liquirizia.

Le proprietà benefiche della liquirizia

Secondo la medicina cinese, la liquirizia ha effetti digestivi, depurativi e antinfiammatori e, in particolare, serve a curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari. Inoltre, sono note le proprietà dissetanti della pianta e i frati domenicani – che la introdussero nella cultura europea continentale nel corso del XV secolo – la usavano in infusione o sotto forma di tintura per garantire il benessere delle vie respiratorie e per depurare il fegato.

Gli studi scientifici più recenti hanno confermato queste teorie, tanto che la liquirizia è stata eletta pianta medicinale dell’anno 2012 dall’Università di Wurburg in Germania. In particolare, i rizomi della pianta sono ricchi di flavonoidi e soprattutto di glicirrizina, un principio attivo che vanta caratteristiche antinfiammatorie, gastroprotettive ed espettoranti. Grazie a queste proprietà, la liquirizia è davvero un rimedio naturale potente e versatile a fini terapeutici, utile in caso di tosse secca, asma e ulcere, oppure per contrastare spasmi addominali e crampi grazie all’apporto antispastico esercitato dai flavonoidi.

I benefici per il corpo umano

Negli anni, si sono scoperte anche funzioni particolari della liquirizia, spesso consigliata a pazienti che assumono farmaci gastrolesivi e nell’ulcera gastroduodenale per proteggere la mucosa gastrica. Gli zuccheri contenuti hanno un’azione lassativa e facilitano lo svuotamento del colon, e per quanto blandi sono presenti anche proprietà antivirali e antibatteriche, oltre che caratteristiche antinfiammatorie e cicatrizzanti, che rendono la liquirizia un alleato del nostro corpo nella cura di herpes, eczema, dermatiti e altre infiammazioni cutanee.

 

Inoltre, nella medicina omeopatica le radici di liquirizia sono indicate per trattare stipsi, sindrome dell’intestino pigro e stati di alitosi, con possibilità di fluidificare le secrezioni e agire contro le lesioni di bocca e gengive.

Gli altri effetti positivi

Uscendo dai territori più certi, ci sono studi più o meno confermati che sostengono altre proprietà della liquirizia: in particolare, il consumo di estratti di questa pianta può generare un effetto saziante e quindi servire a placare gli attacchi di fame, o addirittura determinare un processo attivo di dimagrimento. Uno studio giapponese di qualche anno fa, condotto con esami su persone in sovrappeso, ha dimostrato che la somministrazione di olio di liquirizia contribuisca a perdere peso naturalmente, eliminare il grasso in eccesso e controllare i livelli di colesterolo, per merito dei flavonoidi antiossidanti che bloccano la produzione di grasso.

Le controindicazioni della liquirizia

C’è un altro fattore molto rilevante legato al consumo di prodotti derivanti da questa pianta, che ha un’azione ipertensiva, agendo sulla pressione arteriosa e sulla pompa sodio-potassio. Questo significa che consumare liquirizia aumenta la pressione del sangue, con conseguenze positive per chi soffre di pressione bassa, perché può trarre giovamento soprattutto nei periodi di afa estiva, ma che espone a rischi chi invece è iperteso.

Difatti, il consumo di liquirizia è sconsigliato (se non in dosi parsimoniose) alle persone che soffrono di ipertensione, ma questo è solo uno degli effetti collaterali di questo alimento.

Ad esempio, sono possibili anche problemi di ritenzione idrica, soprattutto in caso di assunzioni in dosi eccessive, perché aumenta la concentrazione del sodio nel sangue e riduce il potassio, causando gonfiore al viso e alle caviglie e mal di testa.

Quindi, la liquirizia è sconsigliata anche a persone che soffrono di problemi venosi o di ristagno dei liquidi o predisposte a edemi, così come i medici sono propensi a vietarne il consumo a chi soffre di insufficienza renale, ritenzione idrica, cirrosi epatica, diabete. Possono consumare liquirizia, ma in modo moderato, le donne in gravidanza e in allattamento.