Il cono gelato più caro del mondo: al gusto d’oro

Il mondo della gastronomia è spesso ricco di storie bizzarre e prodotti a prima vista assurdi, che sembrano sfidare il buon senso e si legano al lusso e all’esclusività: è il caso, ad esempio, della bistecca da 650 euro di Salt Bae, oppure di altri alimenti realizzati con ingredienti di assoluta qualità e venduti a costi “fuori mercato”. L’ultima notizia in questo senso arriva proprio dall’Italia, dove è stato commercializzato uno dei coni gelato più cari al mondo, in vendita a 70 euro!

Lo Scettro del Re, gelato da 70 euro

Parliamo dello Scettro del Re preparato dalla gelateria Mokambo di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, un cono a dir poco speciale che vanta ingredienti gelato allo zafferano iraniano, panna e oro alimentare.

Il più prezioso è di sicuro lo zafferano iraniano, una delle migliori qualità di questa pregiata spezia (di cui per giunta si usa solo il sargol, ovvero la parte più nobile del pistillo più alto): solo per fornire qualche riferimento, contiene 233 nm di crocina (elemento che determina il colore, che quindi è molto più intenso), 100 nm di safranale (che produce l’aroma olfattivo) e 35 nm di picrocrocina (che influenza sull’aroma amaricante), tutti valori molto più alti rispetto allo zafferano italiano classico.

Le caratteristiche dello zafferano iraniano

Come spiega Giuliana Paparella, una dei titolari della gelateria pugliese, “la principale differenza tra lo zafferano made in Italy e quello che usiamo noi è la nota amara, molto marcata, quel sapore metallico della spezia”, che influisce anche sul gusto, perché “il primo assaggio del nostro gelato allo zafferano è leggermente metallico, ma poi inizia subito a liberare note agrumate e floreali”.

Queste caratteristiche motivano anche il costo differente tra i due prodotti, con lo zafferano italiano che ha un prezzo inferiore di un terzo rispetto allo zafferano iraniano – per la precisione, circa 20 euro al grammo per la spezia nostrana contro i 60-70 euro di quella che proviene dall’Iran.

Gli altri ingredienti del gelato

Anche gli altri ingredienti del cono Scettro del Re sono di assoluto livello e qualità: la panna è prodotta da latte appena munto, proveniente rigorosamente dalla vicina zona di Altamura, da un’azienda che opera nel Parco nazionale dell’Alta Murgia, a cui si aggiungono uova e zucchero.

E il processo di lavorazione non è da meno: la sola infusione dello zafferano si aggira attorno alle quattro ore, spiegano i proprietari a La Cucina Italiana, e la spezia deve essere impiegata a una temperatura non troppo alta. Dopo aver mantecato per un quarto d’ora il composto in una macchina storica (Carpigiani SED L20c del 1972), il gelato allo zafferano è pronto per essere montato sul cono, anche in questo caso con una tecnica rigorosa.

Com’è fatto il gelato da 70 euro

La composizione del prezioso cono inizia farcendo il fondo della cialda con panna e tre Pistacchi di Bronte DOP; a questo punto si aggiunge la porzione di gelato e un velo di panna fresca. Infine, come tocco finale per rendere davvero lo Scettro del Re degno del suo nome, si completa l’opera con qualche scaglia di zucchero caramellato (che ricordano le pietre preziose) e un foglio di oro alimentare.

Per realizzare questo capolavoro servono quindi tempo e attenzione, e per gustare il gelato serve prenotarlo con 3 giorni di anticipo, necessari per organizzare la lavorazione, e per un minimo di due coni. È anche possibile acquistare una vaschetta da mezzo chilo – prezzo tra i 450 e i 500 euro – e richiedere la spedizione a domicilio.

Stando alle valutazioni di chi l’ha provato, comunque, il cono da 70 euro è davvero gusto e speciale: all’assaggio si presenta elegante e vellutato, e al palato sprigiona i sentori agrumati che portano alla mente sensazioni e scenari da Mille e una notte.

Gli altri gusti della gelateria Mokambo

Il gusto Scettro del Re è il fiore all’occhiello della gelateria pugliese, riaperta nel 2016 dai fratelli Giuliana e Vincenzo Paparella, nipoti di quel Vincenzo che nel 1967 inaugurò il Bar Mokambo. Le altre specialità fisse presenti nei pozzetti sono:

  • Crema del Re 1840 (ricetta storica, tramandata da Luigi Marseglia – che fu maestro di Vincenzo Paparella – e premiata dal Re Ferdinando II di Borbone).
  • Torrone croccante di mandorle (con frutti locali, perché Ruvo è zona vocata alla coltivazione di mandorle).
  • Pistacchio di Bronte DOP.
  • Nocciola delle Langhe IGP.
  • Gianduia IGP.
  • Cioccolato Puro (ricavato da 20 diverse fave di cacao, selezionate da tutto il mondo; si può scegliere un gusto monorigine o un blend di fave).
  • Tartufo (una variante speziata del cioccolato).

A questi si aggiungono gusti che ruotano durante l’anno, come il Caffè superior, la Granita di Limoni di Sorrento IGP, il Gelato di Gelsi rossi, la Mela cotogna, fino al Nonna Lena, preparato con fichi secchi, scaglie di mandorle e pepite di cioccolato puro 100 per cento.

Tutti i coni, spiegano i fratelli Paparella, sono guarniti con panna rigorosamente fresca, granella di mandorle, granella di Pistacchio di Bronte DOP, di meringhe fatte in casa e fave di cacao.