Food for Earth, la maratona mondiale per salvare il Pianeta partendo dal cibo

Il 22 aprile di ogni anno si celebra la Earth Day, la giornata internazionale della Terra, che rappresenta la più imponente manifestazione ambientale del pianeta, in cui i cittadini di tutto il mondo si uniscono per “celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia”. In occasione dell’edizione di questo 2021, la numero 51, prende vita anche una grande lezione di sostenibilità con Food for Earth, una maratona digitale di 24 ore incentrata sul potere rigenerativo dei sistemi alimentari sostenibili a beneficio del pianeta.

Che cos’è Food for Earth

L’iniziativa dedicata alla sostenibilità è organizzata da Future Food Institute e Fao elearning Academy e, dopo il successo della scorsa edizione (che ha riunito più di cento voci di esperti, con 24 sessioni di lavoro e registrato più di centomila partecipanti in tutto il mondo) ritorna anche per l’Earth Day 2021.

Food for Earth è una sorta di staffetta virtuale per il pianeta Terra che, come un’ideale torcia olimpica, viaggerà da Est a Ovest e coinvolgerà imprenditori, startup, scienziati, giornalisti, giovani leader, policymaker, consulenti, agricoltori da ogni angolo del mondo con l’obiettivo di fornire una piattaforma di confronto sulle migliori esperienze sui sistemi alimentari sostenibili.

L’evento si inserisce tra le iniziative organizzate da Earthday.org, l’organizzazione di Washington che da 51 anni organizza la Giornata mondiale della Terra e sarà un coro variopinto di voci ed interventi che coinvolgerà tutti i paesi del G20: la Global 24-hour digital marathon 2021 andrà a toccare 26 stati differenti, in un giro del mondo che va dall’Australia all’Argentina che punta sulla sensibilizzazione e sulla condivisione dei saperi.

I Paesi coinvolti dalla maratona globale

Per la precisione, Food for Earth prevede gli interventi – tra gli altri – di QU Dongyu, direttore generale della FAO; Maurizio Martina, vicedirettore e consigliere speciale Fao; Luigi Di Maio, ministro degli Esteri italiano, oltre che di ministri e rappresentanze istituzionali da tutto il mondo

Stando a quanto comunicato, l’evento attraverserà tutti i Paesi del G20, il Mediterraneo, Paesi emergenti e zone del mondo Patrimonio naturale dell’Umanità: il collegamento interesserà Australia, Corea del Sud, Indonesia, India, Cina, Giappone, Singapore, Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Turchia, Vaticano, Italia, Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Sud Africa, Tunisia, Senegal, Costa d’Avorio, Congo, Zimbabwe, Stati Uniti d’America, Messico, Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, Costa Rica, Argentina e Canada.

La maratona digitale globale prevede anche alcuni collegamenti speciali “con i climate shaper connessi da tutto il mondo ed impegnati in vere e proprie climate action”; per l’Italia, è coinvolto il piccolo paese di Pollica nel Cilento, che ha ospitato lo scorso anno il primo Boot camp italiano per formare climate shaper e si candida a essere un luogo-simbolo per il rispetto dell’ambiente, della legalità e culla della dieta mediterranea. Proprio di questi temi si parlerà nell’intervento, descritto come un momento più riflessivo dedicato al cibo e alla sostenibilità ambientale, con attenzione specifica sulla Dieta mediterranea, stile di vita che mira all’armonia tra l’uomo e l’ambiente e quindi alla salvaguardia della biodiversità e della nostra identità.

La diretta dell’evento sarà trasmessa integralmente sul canale YouTube di Future Food Institute e sul sito dell’evento; inoltre, la pagina Facebook di Future Food Institute trasmetterà le due sessioni italiane:

  • “Mediterraneo e dieta mediterranea: patrimonio essenziale per il futuro dell’Umanità” ore 15.30 – 16.15
  • “Agorà Italia” ore 17.15 – 18.00, con focus sul ruolo cruciale dell’Italia nell’anno della Presidenza del G20, di COP26 e del Food Systems Summit.

Il ruolo del cibo nella transizione ecologica

Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, ha scritto un lungo editoriale per descrivere l’iniziativa e, soprattutto, per spiegare in che modo il cibo è uno dei capisaldi della sostenibilità.

Gli alimenti non solo “soltanto diplomazia, cultura, politica, territorio e ambiente”, dice, ma sono “vita, ci curano e nutrono”. Per questo, alcune sessioni della maratona “2021 Food for Earth” saranno espressamente dedicate alla salute e alla nutrizione, così come al ruolo della gastronomia sociale e al linguaggio “per comunicare il modo in cui produciamo, trasformiamo, commercializziamo e consumiamo il cibo”.

Il cibo è al centro del processo verso la “transizione ecologica”, di questa “rete complessa che connette tutto e tutti ed è quindi lo strumento da utilizzare per la rigenerazione di cui abbiamo bisogno”. Secondo Riversi dobbiamo quindi partire dal cibo, quello “buono, giusto e pulito”, e poi “accelerare l’adozione di modelli di vita e sviluppo sostenibili, unica soluzione per lasciare un Pianeta vivibile alle future generazioni”.

La seconda maratona

Sempre il 22 aprile, poi, ci sarà un’altra maratona in concomitanza: si tratta di #OnePeopleOnePlanet – the multimedia marathon, che torna per la seconda edizione in occasione del 51° Anniversario della Giornata Mondiale della Terra (Earth Day) con un palinsesto di 13 ore di diretta streaming diretta da Gianni Milano sul canale televisivo digitale RaiPlay.

#OnePeopleOnePlanet è lo slogan che caratterizza le celebrazioni italiane e nasce dagli sforzi di due organizzazioni, Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, accolti dalla Rai “come forma di forte impegno sociale per la salvaguardia dell’ambiente in questa grave fase di crisi climatica”.

L’importanza dell’Earth Day

Alcuni numeri ci possono aiutare a comprendere l’esigenza alla base di una giornata dedicata ad accendere i riflettori sui problemi del nostro Pianeta, che è in forte sofferenza: a livello globale, circa il 25% della superficie terrestre è stata danneggiata; ogni anno si perdono 24 miliardi di tonnellate di terreno fertile, in gran parte a causa di pratiche agricole insostenibili, a cui si aggiungono le emissioni di gas serra, prodotte per il 18,4% direttamente da agricoltura e silvicoltura.

Ora più che mai servono quindi iniziative di sensibilizzazione e informazione, ottica in cui si inseriscono le iniziative sviluppate Earth Day, ONG riconosciuta dal Segretariato Generale dell’ONU, che dal 1970 organizza l’evento più impattante al mondo legato alla tutela del Pianeta, con oltre un miliardo di persone mobilitate ogni anno attraverso l’opera di 75mila partner distribuiti nei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite.