La Guida Michelin 2020 che aspettavamo è pronta

Finalmente è arrivato il momento tanto atteso della proclamazione delle stelle Michelin del 2020. L’evento atteso dagli amanti della buona cucina per conoscere i migliori ristoranti del Paese. La Guida Michelin 2020 è stata presentata al Teatro Municipale di Piacenza, con ben più di 2000 ristoranti all’interno, dei quali sono ben 30 i nuovi ristoranti stellati, mentre sono 2 i ristoranti che diventano doppiamente stellati e mentre Enrico Bartolini con il suo Mudec ottiene la terza stella. Ma sono stati tanti anche gli altri premi individuali.

Ecco i trentatré ristoranti premiati

Sono ben 33 le nuove stelle Michelin che si vanno ad aggiungere alle precedenti. In tutto i ristoranti stellati presenti sulla Guida Michelin 2020 sono 374, di cui 328 da una stella, 35 da due stelle e 11 da 3 stelle. I nuovi ristoranti stellati presentati dal Direttore Internazionale della Guida, Gwendal Poullenec sono:

  • daGorini, San Piero in Bagno (FC)
  • Iacobucci, Castel Maggiore (BO)
  • Apostelstube, Bressanone (BZ)
  • L’Asinello, Castelnuovo Berardenga (SI)
  • Santa Elisabetta, Firenze
  • Gucci Osteria da Massimo Bottura, Firenze
  • Virtuoso – Tenuta le Tre Virtù, Scarperia e San Piero (FI)
  • Lunasia, Viareggio (LU)
  • Petit Royal, Courmayeur (AO)
  • Glicine, Amalfi (SA)
  • Monzù, Capri (NA)
  • La Tuga, Ischia (NA)
  • George Restaurant, Napoli
  • Il Flauto di Pan, Ravello (SA)
  • José Restaurant, Torre del Greco (NA)
  • Idilyo by Apreda, Roma
  • Atelier, Domodossola (VB)
  • Fre, Monforte d’Alba (CN)
  • Condividere, Torino
  • Casamatta, Manduria (TA)
  • Memorie di Felix Lo Basso, Trani (BT)
  • Otto Geleng, Taormina (ME)
  • Zash, Riposto (CT)
  • Impronte, Bergamo
  • L˜Aria, Blevio (CO)
  • Villa Naj, Stradella (PV)
  • L’Alchimia, Milano
  • It Milano, Milano
  • Storie d’Amore, Borgoricco (PD)

Manca nella lista il Parco di Villa Gray di Forte dei Marmi, non presente alla premiazione a causa di chiusura momentanea.

Aggiungono una stella due ristoranti:

  • Glam, Venezia
  • La Madernassa, Guarene (CN)

E un ristorante arriva a 3 Stelle ed è il “Mudec” di Milano del “collezionista” di Stelle, lo chef Enrico Bartolini (ben 8 stelle!), diventando così l’undicesimo ad ottenere il massimo riconoscimento conferito dalla Michelin.

Sono stati inoltre conferiti premi individuali. A Rino Billia di “Le Petit Restaurant” va il premio “Passion For Wine 2020”, a Sara Orlando della “Locanda Aorta”, va il “Premio Servizio Sala 2020”. A Gennaro Esposito di “Torre del Saracino” va invece il premio “Chef Mentor 2020”. Al giovane Davide Puleio invece è stato assegnato il premio “Giovane Chef 2020”, che si aggiunge alla Stella guadagnata con il ristorante “L’Alchimia” di Milano.

Chi non conferma la stella

Sono invece 13 i ristoranti che per uno motivo o per un altro, non hanno confermato la stella:

  • I due buoi, Alessandria
  • San Marco, Canelli (AT)
  • Pomiroeu, Seregno (MI)
  • La Locanda del Notaio, Pellio Intelvi (CO)
  • Locanda Stella d’Oro, Soragna (PR)
  • Poggio Rosso, Castelnuovo Berardenga (SI)
  • Winter Garden by Caino, Firenze
  • Relais Blu, Massa Lubrense/Termini (NA)
  • Mosaico, Ischia (NA)
  • Vairo del Volturno, Vairano Patenora (CE)
  • Caffe’ Les Paillotes, Pescara
  • La Sponda, Positano (SA)
  • Alpes, Sarentino (BZ)

Perdono una stella invece, retrocedendo ad una stella, 4 ristoranti:

  • Al Sorriso, Soriso (NO)
  • Locanda Don Serafino, Ragusa
  • Vissani, Baschi (TR)
  • Locanda Margon, Ravina (TN)

La Guida Michelin, da libretto per gli automobilisti ad istituzione culinaria

La Guida Michelin è diventato un classico per gli amanti della buona cucina ma la sua storia è nata un po’ per caso e in un contesto inaspettato: furono infatti i fondatori dell’omonima casa di produzione pneumatici, i fratelli Michelin, Andrè ed Edouard, a crearla. Esattamente nel 1900, i due fratelli già sapevano che le nostre città sarebbero state piene di automobili, e quindi proposero un libretto per gli automobilisti in viaggio che offrisse un modo semplice per individuare i punti migliori per rifocillarsi a mangiare un buon boccone.

La prima edizione fu stampata a tiratura limitatissima (soltanto 35mila copie), e fu pensata solo per il mercato francese. Visto il buon successo, la Guida si trasformò da un semplice elenco pensato per i soli automobilisti, ad vera e propria icona di massa: l’azienda non a caso nel 1908 istituì l’Ufficio Itinerari a Parigi, in modo da fornire a tutti i guidatori informazioni sui percorsi da seguire. Le richieste si moltiplicarono nel giro di pochi decenni diventando sempre di più, fino ad arrivare alle 155.000 del 1925. Un numero davvero enorme per l’epoca.

Appena dopo nel 1926 fu creata stella della buona tavola, alla quale si aggiunse la seconda e la terza nel 1931. Oggi La Rossa (come viene chiamata a causa del colore della copertina) è un vero e proprio punto di riferimento mondiale, uscendo per la prima volta i confini europei nel 2005, arrivando negli Stati Uniti e in Asia.