Qualivita, Joe Bastianich e il paradosso di un McDonald di qualità

Negli ultimi giorni sono apparse due notizie specifiche che riguardano la nota catena di fast food McDonald’s e il suo approccio all’Italia, entrambe incentrate a comunicare la rinnovata attenzione che la compagnia sta rivolgendo al nostro mercato e ai nostri gusti, che si traducono nell’utilizzo di prodotti migliori se non addirittura di vere e proprie “eccellenze” del made in Italy gastronomico.

Dieci anni di collaborazione tra McDonald’s e Fondazione Qualivita

La prima news riguarda il traguardo dei dieci anni raggiunto dall’iniziativa lanciata da McDonald’s Italia con il supporto della Fondazione Qualivita, che per l’appunto dal 2008 promuovono un progetto di valorizzazione delle produzioni italiane di qualità DOP IGP, introdotte all’interno dei menu dei 570 punti vendita della compagnia americana sparsi in tutta Italia.

A tal proposito, il direttore generale della Fondazione Qualivita Mauro Rosati ha ricordato che “quando, molti anni fa, proposi a McDonald’s Italia di inserire nei loro menu i prodotti italiani di qualità certificata sembrava una sfida impossibile”, mentre invece “oggi festeggiamo 10 anni di collaborazione e i numeri sono molto positivi: 38 preparazioni con prodotti DOP IGP, 12 prodotti e Consorzi DOP IGP coinvolti, 80% delle materie utilizzate prime provenienti da aziende italiane, 20 giovani agricoltori coinvolti nella filiera”.

Ritorna My Selection, i panini McDonald’s firmati da Joe Bastianich

Ben più “succulenta” (è il caso di dirlo) è l’altra anticipazione giunta in queste ore, che riguarda la rinnovata collaborazione tra McDonald’s e l’imprenditore e showman Joe Bastianich che prende vita con il progetto My Selection 2019, ovvero i nuovi panini McDonald’s firmati da Joe Bastianich. Già l’anno scorso avevamo avuto un primo assaggio di questa partnership con i primi tre panini (per la precisione, My Selection BBQ, My Selection EGG e My Selection CHICKEN, con hamburger di carne bovina o petto di pollo), che secondo i dati aziendali ha raggiunto gli obiettivi, vendendo oltre 10 milioni di panini venduti a fronte di 130 tonnellate di prodotti DOP e IGP provenienti da tutta Italia.

Per My Selection 2019 due nuove specialità in menu

La nuova campagna sarà disponibile a partire dal primo gennaio 2019 e prevede ancora una volta tre specialità: resta confermato il My Selection BBQ, che si è rivelato il “best seller” dell’anno scorso, che viene affiancato da due nuove ricette My Selection Chicken e My Selection Smoky. È lo stesso Bastianich a raccontare le ricette di queste preparazioni: il My Selection Chicken “è un panino intenso, in cui si sposano i gusti e i sapori del tipico pasto country style a quelli della cucina italiana”, composto da un hamburger di pollo accompagnato da Speck Alto Adige IGP, Fontina DOP della Valle d’Aosta, insalata, pomodoro, salsa ai funghi porcini, tutto racchiuso in pane con semi di sesamo e papavero.

Il secondo nuovo panino McDonald’s di Joe Bastianich è il My Selection Smoky, un hamburger di carne bovina arricchito da bacon croccante, scamorza affumicata prodotta con latte italiano, pomodoro, cipolla croccante e senape delicata, in cui si nota “il sapore caratterizzante della scamorza affumicata” che lo rende “deciso, energico e forte”. Come detto, non cambia il My Selection BBQ, hambuger di carne bovina con salsa a base di Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP e Aceto Balsamico di Modena IGP, con formaggio gouda stagionato, salsa coleslaw, bacon croccante e insalata, che viene definito come “un panino vero, concreto e perfettamente equilibrato nelle consistenze e nei sapori”.

McDonald’s sceglie i prodotti italiani

Alle descrizioni di Bastianich si aggiungono anche le note informative di McDonald’s, che rivelano i quantitativi richiesti per l’approvvigionamento delle materie prime selezionate per la linea My Selection 2019: dalla Valle d’Aosta verranno acquistate circa 80 tonnellate di Fontina DOP e dal Trentino Alto Adige altrettante di Speck Alto Adige IGP; dall’Emilia Romagna arriveranno 7,7 tonnellate di Aceto Balsamico di Modena IGP e 7,5 tonnellate di Scamorza Affumicata prodotta con 100% latte italiano, mentre dalla Calabria tornerà la Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP, per un totale di quasi 27 tonnellate. Ma non solo: la catena di fast food più famosa del mondo sta anche introducendo degli “innovativi finger food” per i quali ha acquistato 41 tonnellate di Asiago DOP dal Veneto e dalla provincia di Trento.

Resta qualche dubbio

Queste erano le notizie “nude e crude”. Ora, per una volta, abbandoniamo il ruolo di “osservatori” per aprire una piccola nota polemica: al di là dei pregiudizi e delle perplessità che ci possono essere circa la qualità delle proposte alimentari di McDonald’s e sulla effettiva bontà dei panini e hamburger che propone la compagnia, bisognerebbe ragionare anche sul ruolo di Joe Bastianich in questa campagna di comunicazione. Innanzitutto, perché per la promozione dell’italianità l’azienda ha puntato su un imprenditore italoamericano, per quanto noto nel nostro Paese? Forse il caso delle “patatine di Carlo Cracco” (con le polemiche sulla sponsorizzazione fatta dallo chef stellato a una nota marca di patatine fritte confezionate) ha suggerito ad altri chef noti a stare lontani dal rischio boomerang di campagne di questo tipo, anche se non va dimenticato che, anni fa (e in contesti completamente diversi), uno dei testimonial di McDonald’s fu il compianto Gualtiero Marchesi.

Ma c’è un altro punto su cui concentrare l’attenzione: siamo abituati a vedere l’istrionico italoamericano nel ruolo di inflessibile giudice a Masterchef Italia (e già prima, Masterchef USA) e lo conosciamo anche come imprenditore di successo nel settore della ristorazione, con una sfilza di ristoranti stellati e menu con cifre da capogiro, sempre promuovendo i valori del mangiar bene e del ricercare la qualità degli ingredienti. Come si coniuga tutto questo, ovvero la sua storia, con la filosofia tradizionale di McDonald’s, orientata alla raggiungimento di altri obiettivi? E più in generale, bastano “38 preparazioni con prodotti DOP IGP” in 10 anni o 5 panini più o meno sofisticati per parlare entusiasticamente di un McDonald’s gourmet?

Insomma, questa iniziativa ci convince relativamente e ci fa sorgere diversi dubbi: se va dato merito a McDonald’s di aver previsto dei panini con alcuni prodotti “migliori” e di aver puntato su materie prime certificate italiane, resta però un timore sulla qualità effettiva di queste proposte e, soprattutto, sul rischio di mortificare queste eccellenze nel nome della “quantità” che da sempre orienta il business delle catene di fast food.