Luini Milano: il re dei panzerotti in Duomo

È uscito da poco il libro che racconta la storia incredibile di Luigi Luini, meglio noto come il re dei panzerotti a Milano. La sua è un’avventura che lo ha portato in breve tempo a diventare il fornaio più famoso in città. La bottega di via Santa Radegoda, a due passi dal Duomo, nasce nel 1949 e, da allora, allieta i palati di turisti, cittadini e passanti con tante profumatissime bontà, tra cui il panzerotto ripieno di pomodoro e mozzarella.

Il libro “Volevo solo fare il panettiere”

La storia di Luigi profuma di tradizione e ricordi familiari se pensiamo che il suo lavoro nasce come naturale prosecuzione di quello del padre. Alla mamma, invece, si deve l’idea del panzerotto che lo ha reso famoso a Milano e che viene raccontato anche tra le pagine di “Volevo solo fare il panettiere”, autobiografia curata da Egea che si inserisce tra i successi di Luigi giunti con la sua vita tra impasti, farine e profumo di bontà.

La voglia di mettere nero su bianco le pagine della sua vita nasce dall’esigenza, o meglio, dal desiderio di condividere i momenti più significativi dell’attività imprenditoriale di Luigi. I ricordi e il passato della famiglia, dell’attività a Milano, le fotografie e le lettere di giornale diventano un libro da sfogliare e di cui godere come quando un caro nonno ci racconta con nostalgia la sua gioventù.

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La ricetta del panzerotto

Oggi la ricetta del famoso panzerotto resta segreta ma Luigi ha svelato che questa proviene dai ricettari della mamma, quelli di una volta, che si scrivevano a mano. Poi nel tempo sono state aggiunte piccole variazioni che, tuttavia, rispettano fedelmente la base della preparazione e i fondamentali di lievitazione e cottura. L’unica eccezione risulta essere quella del panzerotto integrale arricchito con zucchine e mozzarella che, per ovvie ragioni, ha una diversa proporzione tra le quantità di acqua, farina e lievito.

Non solo street food

Secondo i più celebri esperti del gusto la bottega di Luini costituisce uno dei precursori del tanto conclamato street food. Il fornaio prende le distanze dalle etichette alle quali ritiene di appartenere e preferisce considerare il suo lavoro come un’arte da gustare in piedi, passeggiando o seduti in una panchina in città.

Ci tiene a precisare che street food non è sinonimo di economico e veloce e che questa definizione, a volte, potrebbe non rendere giustizia al lavoro che c’è dietro. Il motivo per cui i costi sono minori è legato all’inesistenza di una sala e dei relativi costi. Di conseguenza è il tipo di gestione a rendere il prodotto meno costoso e non di certo il processo produttivo.

Il futuro della bottega

E di questo se n’è accorta la città di Milano che Luini ha visto cambiare, vivendo i felici anni cinquanta, i favolosi anni sessanta e il boom degli anni ’80. Ha visto la città superare ogni momento, bello o brutto, sino alla crisi odierna della quale ha vissuto il senso di insicurezza, il pessimismo e la sensazione di blocco totale. La sua speranza è riposta in Cristina ed Emanuela, le amate figlie che lo affiancano da vent’anni e che porteranno avanti con orgoglio la profumata e fragrante tradizione tramandata dal padre.