Guida allo street food italiano

Lo street food (letteralmente cibo da strada) è composto da tutti quegli alimenti che si possono mangiare seduti su una panchina ma anche camminando per strada, e che di solito viene preparato da venditori ambulanti nelle fiere e nei mercati oppure da piccoli negozietti, soprattutto nei centri storici delle città, specializzati in questa tipologia di preparazioni da asporto.
E’ un modo di mangiare sicuramente più informale ed economico della trattoria tradizionale, e anche molto piacevole, soprattutto in compagnia.
Non dobbiamo però lasciarci ingannare dal nome anglosassone e pensare che lo street food riguardi solo hot-dog, hamburger o fish & chips. Anche in Italia questo tipo di commercio ha una larga fetta di mercato e soprattutto una varietà di offerta, da regione a regione, sicuramente introvabile in altre parti del mondo.

Campania

La regina incontrastata dello street food italiano è sicuramente la pizza al taglio: margherita o farcita in mille modi, la troviamo ovunque nella penisola, una presenza rassicurante, familiare e gustosa. Da provare, ovviamente, quella di Napoli e dintorni.

Sempre in Campania troviamo i crocche’ o le zeppole o la pizza fritta.

pizza_margherita

Liguria

Ci sono invece cibi strettamente tipici di alcune zone o regioni italiane, che difficilmente si trovano altrove (almeno nella loro versione originale). La focaccia o fugassa genovese (reperibile comunque nell’intera liguria) è una bontà ineguagliabile: morbida o croccante, liscia o farcita con olive, cipolle, formaggio, rosmarino e chi più ne ha più ne metta, ma sempre molto molto unta. L’olio extravergine d’oliva, infatti, è uno dei suoi ingredienti principali e senza, non sarebbe la stessa cosa. Sempre in Liguria si trova la farinata, un impasto di acqua e farina di ceci cotto al forno in grandi teglie e spolverato di pepe. Una cosa insolita, ma veramente meritevole.

Emilia Romagna

In Emilia bisogna assaggiare lo gnocco fritto e le tigelle. Il primo è un impasto lievitato, tagliato a pezzetti, fritto nell’olio bollente che si mangia ben caldo accompagnato da formaggi o salumi. La tigella invece è una specie di focaccina, cotta nell’apposita tigelleria, che viene tagliata a metà e farcita in vari modi.
La piadina è l’icona della Riviera romagnola e siamo certi che non ha bisogno di presentazione alcuna.

tigelle-farcite

Abruzzo

In Abruzzo è facilissimo imbattersi nel classico panino con la porchetta, ma anche negli arrosticini, spiedini di carne di pecora arrostiti sull’apposito braciere.

Marche

Nelle Marche non riuscirete a resistere alle olive ascolane. Si tratta di olive verdi denocciolate, riempite con un ripieno di carni miste, impanate e fritte nell’olio. Una tira l’altra, è impossibile fermarsi!

Toscana

La bruschetta o fettunta, invece vi aspetta in Toscana. La ricetta base prevede una fetta di pane toscano (quindi senza sale), abbrustolita e strofinata con uno spicchio d’aglio, e condita con olio extravergine (da lì il suo nome dialettale). Da questa base si sono sviluppate e diffuse decine di variazioni sul tema: quella con i fegatini di pollo è sicuramente una delle più intriganti e particolari.

Sicilia 

In Sicilia verremo accompagnati ovunque dalla presenza degli arancini, delle polpette di riso ripiene con ragù, piselli e formaggio (ma anche prosciutto), impanati e fritti e dal pane con le panelle che è il cibo da strada per eccellenza di Palermo. Se non li conoscete dovete assolutamente rimediare a questa mancanza perchè la cucina siciliana è indubbiamente l’anticamera del paradiso.

arancini-di-riso

E finora abbiamo parlato solo di salato. Che dire di tutti i dolci, brioches, gelati, marzapane, pastine e biscotti della nostra tradizione pasticcera?

Irresistibili la sfogliatella napoletana, il babà o il cannolo siciliano.

Solo che non possiamo descriverli tutti (ci vorrebbe un’intera enciclopedia!) ma vi invitiamo a provare e assaggiare con curiosità tutte le meraviglie della gastronomia italiana. Di sicuro sarà un piacere.