Buono e misterioso: le 5 cose che non sapevi sul tiramisù

Tiramisù, impossibile resistergli!

Alzi la mano chi, anche in questo istante, non sarebbe disposto a prendersi una golosissima pausa affondando lentamente il cucchiaino in una succulenta porzione di tiramisù. Ci sarebbe quasi da scommettere, ma la risposta è sempre la stessa: resistere al tiramisù, così morbido e delicato, è una missione davvero impossibile.
Il più famigerato tra i dolci al cucchiaio è in cima alla classifica delle tentazioni più golose al mondo, apprezzato non solo in Italia, dov’è nato, ma nel mondo intero. Ma, diciamoci la verità, come si può anche solo pensare di sottrarsi alla scioglievolezza della crema al mascarpone, al sapore inebriante del cacao amaro e, soprattutto, al gusto e all’aroma del caffè che si sprigionano cucchiaiata dopo cucchiaiata? Siate sinceri: sentite già i vostri succhi gastrici che vi solleticano e l’acquolina in bocca sempre più forte?
Sdoganato da Parigi a Tokyo, da Sydney a Londra, passando per Roma e Bangkok, tanto per richiamare alla mente una delle hit più famose, il tiramisù è avvolto da qualche segreto.
Noi ve ne sveliamo cinque: riuscite a immaginare quali siano?

5 cose da sapere

1. L’origine

Non si può che partire, ovviamente, da qui per conoscere segreti e misteri del tiramisù. Chi l’ha inventato? Quando e, soprattutto, perché? Un’antica leggenda che si perde nella notte dei tempi, narra di come il tiramisù sia stato inventato nella bella città del Palio, Siena, per compiacere i gusti culinari alquanto difficili del nobile Cosimo III de’ Medici, il Granduca di Toscana. Raffinato e snob, qualcuno oserebbe definirlo con la “puzza sotto al naso”, il Granduca restò ammaliato e soddisfatto dalla preparazione del dolce che, in suo onore, fu chiamato “zuppa del duca”. Per quanto divertente ed esilarante, l’aneddoto è destinato a restar confinato nella leggenda. Il nostro amato tiramisù, in realtà, ha origini molto più recenti. Non è stato il dolce preferito di Camillo Benso di Cavour né è mai stato assaggiato dal celebre Pellegrino Artusi, padre dell’arte culinaria italiana. Il famigerato dolce al caffè è nato proprio nel Novecento, in provincia di Udine. Certo, se ne attribuiscono la paternità ben due città ma, a questo punto, poco importa. L’hanno inventato? Ci hanno reso più facile affogare i nostri dispiaceri in questa morbida crema? E a noi tanto basta!

2. Il tiramisù è un dolce povero

A differenza di ciò che comunemente si ritiene, il tiramisù non ha un’origine nobile o blasonata. Ma ciò, se vogliamo, è più che pacifico. Nessuno ricorda di quei freddi pomeriggi d’inverno in cui le nostre mamme sbattevano in una ciotola due uova con lo zucchero e poi ci ficcavano dentro i savoiardi, accompagnando il tutto con un po’ di caffè per ammorbidire il gusto troppo intenso delle uova?

3. Il mascarpone? E’ venuto dopo!

Tra le cinque cose che non sappiamo del tiramisù, c’è un dettaglio interessante. I primi esperimenti golosi (ricordate le merende della mamma?), infatti, non prevedevano affatto una crema di accompagnamento. L’aggiunta del formaggio spalmabile, il mascarpone per l’appunto, si è avuta solo negli anni Cinquanta, per conferire un sapore più vellutato al nostro dolce.

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4. Tiramisù in gravidanza? Sì, grazie!

Spesso, alle future mamme, si fa presente che il consumo di uova crude, possa causare delle sgradevoli conseguenze alla gravidanza, causate dalla salmonella. Grazie a Dio, ci siamo evoluti ed era anche ora! Non degnate di uno sguardo chi vi suggerisce di preparare un tiramisù senza uova (ma senza uova, che tiramisù sarebbe, siamo seri!) e procedete semplicemente a pastorizzare le uova. Il vostro bebè scalcerà compiaciuto!

5. Perché si definisce “dolce al cucchiaio”?

Questa, forse, è la curiosità più succulenta. Il tiramisù è chiamato dolce al cucchiaio perché esso va portato in tavola in una teglia intera, in una coppetta o in un bicchierino singolo. Mai servirlo in un “semplice” piatto. Se dobbiamo affondare, almeno facciamolo bene.