Dieci curiosità sulla Nutella

Amata per il sapore sublime, ma detestata per gli effetti antiestetici sul nostro corpo: il rapporto che abbiamo con la Nutella è come quello con una donna (o uomo) bella e maledetta. Un oggetto del desiderio spesso alla portata di mano e nella quale possiamo affondare con un cucchiaio o, per i più temerari, il coltello rischiando l’incolumità delle nostre labbra. Un rapporto che trae origine dai primi anni di vita quella con la Nutella: una sorta di premio concesso “una tantum” dai genitori. Ma se credete di sapere tutto sulla vostra crema spalmabile preferita, vi sbagliate di grosso. Sono davvero tante le curiosità che si nascondono dietro al delizioso prodotto della Ferrero.

Ebbene si la Ferrero, proprio la compagnia dretta dal compianto Michele Ferrero. Un’azienda di punta del Made in Italy in grado di attirare milioni di grandi e piccini con il famoso Ovetto, il Pocket Coffee ed il Ferrero Rocher: una serie di nomi che rappresentano un misto di ricordi del passato e tentazioni del presente.

Chi ha “inventato” la Nutella?

Un prodotto che trae origine dall’idea di Pietro Ferrero il padre di Michele. Era la prima metà del secolo quando l’imprenditore, interessato alla realizzazione di un dolce con costi minori rispetto al cacao, realizzò la prima Nutella. Da allora il consumo della crema spalmabile non conobbe ostacoli imponendosi nei paesi esteri come uno dei simboli dell’export italiano.

La diffusione nel mondo

Dopo la pizza è forse uno dei prodotti dell’alimentare italiano più mangiati al mondo. Sono 75 i paesi nel globo a consumare la crema spalmabile. Dal Vecchio Continente all’estreme steppe dell’Asia centrale fino all’Oceania: mangiare Nutella oggi unisce i quattro angoli del globo.

La quantità di barattoli venduti nel mondo

Ad una diffusione senza confini non può non corrispondere un consumo dalle dimensioni impressionanti. Oggi, secondo una ricerca, viene venduto un barattolo di Nutella ogni 2,5 secondi. Riuscite ad immaginare un alimento con questi numeri?

La diffusione grazie agli assaggi

Ma come ha fatto a diventare così comune? Una strategia di marketing davvero geniale ha spinto il consumo del prodotto. E’ stato l’assaggio della crema su piccoli pezzi di pane a far conoscere la Nutella in giro per il mondo.

pane e nutella

La fama della Nutella sui social

L’amore per la crema spalmabile più conosciuta al mondo ha trovato la più immediata conferma su Facebook. Dal 2009 ad oggi la pagina della Nutella ha registrato ben 30 milioni di likes. Più delle rockstar o dei divi del cinema: la Nutella la vera stella della rete.

La colazione più grande del mondo

Iniziare la giornata con la Nutella può essere un vero e proprio toccasana per l’umore. Lo sapevano bene gli 27.854 tedeschi che a Gelsenkirchen, nel 2005, in occasione quarantesimo anno dalla nascita della crema spalmabile, realizzarono la più grande colazione del mondo. Un risultato da Guinnes dei Primati per un prodotto dal sapore fuori dal comune.

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La Giornata della Nutella

Non saranno 27mila, ma sicuramente numerosi gli utenti che, su internet, partecipano alla Giornata della Nutella. Ricette e consigli su come abbinarla con i vari alimenti compongono la “ricorrenza” stabilita per il quattro febbraio per ogni anno; appuntamento immancabile per i golosi di tutto il mondo.

I fattori geopolitici che hanno spinto la diffusione della Nutella

Le guerre nel Novecento e nel secolo precedente hanno favorito, indirettamente, la diffusione del prodotto. Il costo del cioccolato nella Seconda Guerra Mondiale, come nei conflitti napoleonici, hanno reso eccessivo il costo della cioccolata ricercando un ingrediente che potesse allungarne la composizione. Quale migliore ingrediente della nocciola? Le condizioni economiche hanno fatto la loro parte, unita all’inventiva del signor Pietro Ferrero.

Come veniva venduta negli anni Quaranta?

Appena inventata, la Nutella aveva poco a che fare con la nostra crema spalmabile. Si chiamava Pasta Gianduja e si componeva di un impasto di zucchero e cacao a cui è stato aggiunta la crema di cocco. Il tutto racchiuso in una carta stagnola pronta per essere commercializzata. Era il 1945 e sulle ceneri di un conflitto devastante stava nascendo un prodotto che avrebbe fatto la storia.