Oggetti più rubati nei ristoranti: ecco quali sono

Per alcuni clienti è uno sfizio, un passatempo, un modo per portare a casa un souvenir di una serata piacevole, ma per i ristoratori può essere un vero e proprio danno economico: parliamo dei piccoli furti al ristorante, ovvero della (cattiva) abitudine di portar via posacenere, tovaglioli e altri accessori dai tavoli o addirittura dai bagni dei locali, per scoprire insieme quali sono gli oggetti più rubati nei ristoranti e, soprattutto, i più curiosi!

I furti dei clienti al ristorante: perché succede e quanto costa ai proprietari

A risollevare il tema, che ciclicamente torna di tendenza, è stata la denuncia social di Alessandro Pipero, chef dell’omonimo ristorante stellato a Roma, che poco tempo fa, a fine turno, ha scoperto l’assenza di uno dei cubi di Rubik che fanno da segnaposti ai tavoli del suo locale.

Pipero è in ottima compagnia, e già nel 2002 il New York Times dedicava un report al problema dei furtarelli nei ristoranti più rinomati e cari degli Stati Uniti, citando tra i casi speciali un secchiello porta champagne in argento da 1.200 dollari presso Locke-Ober a Boston, una lampada in bambù a forma di pesce da 1.000 dollari al Dahlia Lounge di Seattle, tra gli altri, ma anche una rara foto d’epoca dal valore di 1.500 dollari che era affissa alle pareti dell’Eleven Madison Park di New York.

Qualche anno fa, invece, dal Regno Unito si lanciava l’allarme: i furti di accessori vari costano a ristoranti (e pub) dell’isola 186 milioni di sterline l’anno e circa un cliente su tre è autore di queste sottrazioni illecite; un altro nome famoso della cucina, Jamie Oliver, lamentava pubblicamente nel 2012 di perdere 30.000 sterline al mese a causa dei furti dei preziosi tovaglioli di marca che metteva a disposizione nei suoi ristoranti.

Insomma, il fenomeno è diffuso e globale, ma da cosa dipende? Trovare una risposta ai furti di oggetti vari nei ristoranti è probabilmente impossibile, perché entrano in gioco tantissimi aspetti e variabili: ci può essere un fattore legato alla “sfida” e al brivido di sottrarre un piccolo (e apparentemente insignificante) articolo proibito, oppure un tentativo di portare a casa un pezzetto concreto di memoria di una serata speciale in un posto meraviglioso (un souvenir d’eccezione), o anche semplicemente il desiderio di prendere un pezzo unico e magari prezioso, magari convinti dall’alcol consumato in precedenza che allenta le normali remore e inibizioni.

tavoli ristorante

I casi più strani di furtarelli al ristorante

Difficile trovare motivazioni, poi, quando si leggono notizie come le seguenti, che raccontano di alcuni dei più improbabili e impensabili oggetti rubati al ristorante.

A Toronto, presso il ristorante giapponese di lusso Kasa Moto, sono sparite le piante grasse posizionate sui tavoli, finite incredibilmente nelle borse dei clienti; a Dartmouth, Nuova Scozia, l’executive chef di The Canteen afferma di aver beccato attraverso le telecamere di sicurezza un ragazzo che rubava una delle foto appese alle pareti nel bel mezzo di un pranzo, mentre al Social Corner di Vancouver i clienti hanno rubato uno degli ombrelloni da patio (scappando via per alcuni isolati di distanza prima di essere catturati).

Il caso più bizzarro è forse quello del gastropub The Spotted Pig a New York dove, nel cuore della notte, qualcuno ha rapito il gigantesco maiale di ceramica che campeggiava vicino all’insegna e accoglieva gli ospiti!

A compiere questi misfatti non sono solo persone comuni, perché anche molti VIP vengono colti con le mani nel sacco: ne è un esempio Rihanna, che qualche anno fa è stata immortalata dai paparazzi mentre usciva dal lussuoso ristorante di sushi Nobu a New York City tenendo ancora tra le mani un bicchiere di vino che aveva appena sottratto al locale – e le foto sui social mostrano che per la cantante questo è un comportamento consueto, in più parti del mondo.

I 10 oggetti più rubati al ristorante in Italia

Nel nostro Paese forse non tocchiamo i picchi di valore e assurdità che abbiamo appena letto, ma comunque ci sono tantissimi articoli e accessori che tornano a casa con i clienti una volta terminato il pasto.

Tra gli oggetti più rubati al ristorante ci sono di sicuro le posate – sia quelle in acciaio che quelle in legno o altri materiali (ad esempio, nei locali orientali le bacchette per ramen e sushi sono praticamente un souvenir per tutti). Anche il tovagliame è facilmente preda dell’interesse delle mani leste dei clienti, soprattutto nei ristoranti di lusso, sia in termini di tovaglioli e tovaglie (ma le nuove tendenze in termini di allestimento della sala, che svuota il tavolo da questi elementi, mettono inevitabilmente un freno ai furti) che di gli asciugamani e i rotoli di carta per asciugarsi le mani nei bagni.

Molto gettonati anche i menu cartacei (quando presenti e non sostituiti dai menu digitali), che rappresenta l’oggetto perfetto per ricordare la cena speciale con tanto di portate, e bicchieri e tazzine, soprattutto se presentano loghi o decorazioni speciali o sono destinati a bevande particolari come il sake o i cocktail.

In tema stoviglie, i ladri più che abili riescono a trafugare anche i piatti (per lo più coppette, ciotoline, piattini da dolce e da caffè, viste le ridotte dimensioni), ma qualche cliente dalla mano lunga è riuscito anche a portar via con sé un elegante (ma piuttosto ingombrante) cestello del ghiaccio, tanto quanto i pratici contenitori per sale, pepe e zucchero che (se non sostituiti dalle confezioni monoporzione) sono posti sul tavolo.

Tra le tendenze più recenti nei furtarelli al ristorante citiamo poi i caricabatterie/powerbank che alcuni locali offrono a disposizione dei clienti (ma da usare sul posto!) e i profumatori d’ambiente (tanto che ormai molti ristoranti optano per soluzioni alternative, con diffusori d’ambiente più discreti o altri metodi per garantire la profumazione di bagni e ambienti comuni), fino ad arrivare a segnaposto, piantine e posacenere (nei locali con dehors all’aperto, almeno), che sono i primi oggetti a destare l’attenzione curiosa dei ladri e a finire tra le loro grinfie.