Ristoranti Serra ad Amsterdam: quell’idea che ci piace un sacco

Mentre in Italia siamo ancora alle prese con le possibili idee e soluzioni per far ripartire il mondo della ristorazione in tutta sicurezza dopo il blocco causato dal Coronavirus, all’estero c’è chi progetta modalità innovative e creative per riprendere le attività. Dai Paesi Bassi arriva l’originale proposta di un ristorante, che ha deciso di allestire uno spazio originale in cui accogliere i propri clienti, ovvero delle piccole serre.

Piccole serre per i ristoranti

L’intuizione è frutto dell’ingegno dei responsabili di Mediamatic ETEN, uno speciale ristorante vegano inserito nel più ampio contesto del progetto Mediamatic Biotoop di Amsterdam, un centro artistico e imprenditoriale attivo ormai che ha come mission la promozione della sostenibilità e dell’attenzione alle tematiche ambientali e climatiche.

Già da qualche giorno, i clienti possono vivere un’esperienza fuori dal comune e trascorrere la serata nelle serres séparées, che sono per l’appunto dei dehors esterni completamente in vetro e a forma di serra, forniti di un piccolo tavolo e capaci di ospitare fino a un massimo di tre persone.

Come funziona la cena in serra

Il costo di questa esperienza originale è di 100 euro per una cena per due persone. Sono previste due fasce orarie per la cena, con il primo turno alle 18 e l’altro che inizia alle 20.30; nella fase di cambio clienti, la cabina viene opportunamente sanificata in rispetto delle normative.

C’è solo una norma da cui al momento non si può transigere: la prenotazione della piccola serra è riservata esclusivamente a persone che vivono già insieme, che possono sedersi al tavolino e consumare la cena limitando il potenziale contagio da Covid-19 in caso di portatori sani.

Nonostante questa limitazione, l’idea sembra aver funzionato alla grande, tanto che il sito ufficiale del ristorante è stato preso d’assalto per le prenotazioni delle cene in serra, che sono andate esaurite in pochissimo tempo: dal 21 maggio al 27 giugno non c’è alcuno spazio libero per poter vivere l’esperienza!

I punti forti: location d’eccezione e menu originale

Sono due i punti forti dell’iniziativa, oltre al fatto della sua unicità (o quasi, come vedremo): la location e un menu davvero particolare, che cambia e “non è mai uguale a se stesso”, come sottolineano con orgoglio da Mediamatic ETEN.

Il ristorante infatti sorge nelle vicinanze di un fiume e affaccia sul Dijksgracht e sull’isola di Kattenburg, rendendo l’atmosfera davvero romantica e ideale per una cenetta intima. Intimità che viene resa ancora più esclusiva dalla serra, che isola fisicamente dagli altri avventori e crea uno spazio davvero riservato, consentendo allo stesso tempo di garantire l’opportuno distanziamento di sicurezza.

L’effetto che traspare dalle prime foto dimostrative pubblicate sul sito del ristorante (e riprese da tantissime testate informative) è davvero molto suggestivo, lontano da quelle sensazioni di soffocamento che invece si provano vedendo i pannelli di vetro o plexiglass nelle simulazioni per distanziare le persone.

Il menu variabile e sempre di qualità

L’altra caratteristica vincente di Mediamatic ETEN è il menu, che è preparato seguendo la filosofia che guida tutto il concept su cui si basa il Mediamatic Biotoop: ingredienti a chilometro zero, coltivati rigorosamente nella serra acquaponica che sorge a poca distanza dal ristorante, fertilizzata con il compost realizzato con gli scarti della stessa cucina, che quindi consente di portare in tavola e servire una grande varietà di frutta, verdura, erbe e fiori commestibili.

Molta attenzione viene ovviamente riservata alla stagionalità delle materie prime, oltre che all’effettiva disponibilità: per questo, specificano i gestori del ristorante, ogni cena diventa una sorpresa e nessuna visita al Mediamatic ETEN è identica alla precedente.

Grande cura e selezione degli ingredienti

Nella gestione regolare (pre-Coronavirus), il ristorante sfornava anche delle pizze vegane cotte nel tradizionale (per noi) forno a legna in diverse varianti, tra cui quelle chiamate semplicemente (e abbastanza misteriosamente) Nero, Rosso, Verde.

Inoltre, dal mercoledì a sabato era presente un particolare Chef’s Menu, definito “un’esperienza culinaria progettata per farvi entrare in contatto con il cibo con tutti i sensi”, e difatti i clienti erano invitati a condividere le portate e consumare usando le mani anziché le classiche posate per sperimentare anche un’esperienza tattile.

I piatti del ristorante vegano in serra

I piatti sono creati con “ingredienti di stagione dei nostri produttori selezionati, erbe aromatiche dalla nostra serra acquaponica e prodotti fermentati nel Mediamatic Clean Lab”, e un altro elemento sottolineato con forza è il “massimo rispetto” con cui i cuochi trattano gli ingredienti, perché “è nostro dovere elevare gli ingredienti con la nostra arte di trasformazione, senza trascurare la loro potenza”, giocando “come food designer con diverse tecniche di preparazione o conservazione”.

Anche per le bevande si rispettano questi principi: le birre sono prodotte da Oedipus beers, un birrificio del quartiere di Amsterdam Noord, in collaborazione con Mediamatic ETEN, che propone un progetto o un ingrediente specifico da valorizzare. Inoltre, la carta offre vini biologici provenienti da Paesi Bassi, Italia e Francia più una sorprendente selezione di jenever, il distillato tipico dei Paesi Bassi.

Ristoranti in serra ad Amsterdam, l’esempio di De Kas

Come dicevamo, l’idea di abbinare serra e ristoranti non è proprio una novità, per la città olandese: in una vecchia serra cittadina del 1926 sorge infatti il Restaurant de Kas, premiato anche con una stella Michelin, che offre un menu ricco e variegato con specialità caratterizzate da contrasti di sapori agrodolci.

La particolarità si racchiude nel motto “picked in the morning, served in the afternoon” (raccolti al mattino, serviti alla sera): i piatti sono preparati solo con prodotti freschi e di stagione, raccolti per l’appunto il giorno stesso nell’orto compreso nella serra o provenienti da una serra ancora più grande nel polder di Beemster, una trentina di chilometri a nord di Amsterdam.