Sono giorni difficili anche per i supermercati: vediamo come cambiano le cose

Sono giorni e settimane complicate per tutti noi: l’emergenza coronavirus ha travolto le nostre vite e completamente scombinato le nostre abitudini, anche quelle minime e quotidiane. Il decreto #iorestoacasa del 9 marzo e le successive norme e ordinanze, anche su base regionale, hanno avuto impatto su tantissime attività commerciali e, in particolare, sulla possibilità di fare la spesa al supermercato.

#iorestoacasa e la spesa

In base alle più recenti disposizioni del Governo, in tutta Italia è possibile fare la spesa di generi alimentari e di altri prodotti di prima necessità sia presso supermercati che nei negozi di vicinato.

Da martedì 10 marzo, in particolare, gli italiani devono giustificare i propri spostamenti con un’autocertificazione che attesti il motivo dell’uscita, e fare la spesa è una delle possibili motivazioni accettate, provando a restare nei confini del proprio Comune di residenza o comunque di non fare lunghi spostamenti per andare a fare acquisti.

Bisogna rispettare alcune norme di comportamento e di buon senso: è consigliabile che a uscire per la spesa sia una sola persona per famiglia (in macchina si può stare massimo in due), e per evitare assembramenti e garantire la distanza interpersonale di salvaguardia di 1 metro i gestori hanno l’obbligo di contingentare gli ingressi, con inevitabile aumento dei tempi per completare le operazioni e lunghe code all’esterno.

Dove si possono fare acquisti

Attualmente, come riporta il sito Ilfattoalimentare, possono continuare l’attività e restare aperti alla luce dei decreti le seguenti tipologie di negozio:

  • Ipermercati
  • Supermercati
  • Discount di alimentari
  • Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Farmacie
  • Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
  • Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
  • Mense e del catering continuativo su base contrattuale
  • Ristorazione con consegna a domicilio
  • Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali
  • Servizi bancari, finanziari, assicurativi
  • Attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi
  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse

Le regole per le giornate di sabato e domenica

L’attività regolare è consentita dal lunedì al venerdì, mentre per giornate festive e prefestive ci sono ulteriori indicazioni: è infatti stabilita la chiusura delle medie e grandi strutture di vendita, nonché degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Possono aprire al sabato e alla domenica solo i supermercati presenti nei centri commerciali e solo limitatamente alle aree di vendita di prodotti farmaceutici, parafarmaceutici e di generi alimentari (escludendo tutto ciò che non è di prima necessità), mentre nei mercati possono svolgere attività solo gli esercizi di generi alimentari.

Nuovi orari per i supermercati

Se questa è stata l’impostazione nazionale, c’è chi ha intrapreso azioni differenti: alcune insegne del Mezzogiorno, come Carrefour, Coop, Despar, Eurospar, Interspar e Famila, hanno infatti deciso di chiudere i punti vendita per le ultime domeniche di marzo, mentre altre catene hanno ridotto l’orario di apertura.

A fare da apripista è stata una ordinanza regionale del Lazio, che ha modificato gli orari dei supermercati per il Coronavirus: le saracinesche calano alle 19 e non alle 20.30 nei giorni feriali, mentre alla domenica le attività si fermano alle 15 per tutta la durata dell’emergenza.

Queste iniziative consentono ai dipendenti di godere di qualche ora aggiuntiva (e necessaria) di riposo, ma anche di potersi spostare in modo più agevole con i mezzi pubblici (che terminano servizio alle 21) completando il lavoro in negozio senza affanni.

Le restrizioni agli acquisti

Nei giorni passati c’è stato molto clamore per i provvedimenti assunti in alcuni supermercati italiani, che hanno limitato la possibilità di acquisto ai soli generi alimentari e vietato la vendita di altri prodotti.

In particolare, hanno destato stupore le foto scattate in supermercati come Esselunga, Carrefour, Eurospin e altri dove i cartelli segnalano che “gli articoli esposti in questo settore non sono in vendita”, riferiti a prodotti di cartoleria (quaderni e matite), biancheria, deodoranti per l’ambiente o articoli da giardinaggio.

Sono due le ragioni che hanno spinto a queste ulteriori restrizioni, secondo quanto spiegano le dirigenze dei supermercati: evitare una concorrenza sleale verso gli esercizi commerciali costretti a chiudere (come appunto le cartolerie) e velocizzare le operazioni della spesa. Limitare gli acquisti ai soli beni necessari (cibo e igiene della persona, in primis) significa ridurre i tempi trascorsi dalle persone all’interno del punto vendita e velocizzare le attese all’esterno.

In Puglia, invece, si è deciso di chiudere i locali con i distributori automatici h24, sempre nell’ottica di evitare assembramenti poco sicuri. A Milano, invece, la Polizia locale ha adottato un’interpretazione restrittiva dei provvedimenti, intimando la chiusura anche ai negozi “misti”, ovvero tabaccai con bar, alimentari con articoli per la casa e così via.

Cosa sta succedendo nei supermercati

Questo è lo scenario normativo più o meno completo e aggiornato della spesa degli italiani alle prese con il coronavirus; come dicevamo, la situazione di emergenza sta però cambiando anche le nostre abitudini. Ad esempio, c’è stato un vero e proprio boom delle spese online e delle consegne a domicilio, ma l’impatto si nota anche nei carrelli degli acquisti.

Come rivela la Coop, nelle ultime settimane gli italiani hanno comprato soprattutto pasta, riso e cereali (26%), latte, formaggi, frutta e verdura (17%), e poi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%). Sempre la stessa indagine analizza gli incrementi nelle spese di prodotti non alimentari: il più ricercato è l’Amuchina, con acquisti in crescita del 547% in poche settimane, e poi altri strumenti per la pulizia e la disinfezione come alcol denaturato del 203%, disinfettanti per superfici del 197% e candeggina del 47%. Impennata anche per salviette disinfettanti e semplici salviette umidificate, così come Federdistribuzione segnala in aumento gli acquisti nel campo parafarmacia, soprattutto garze e cerotti, per la carta igienica e per i prodotti per la pulizia della casa.