Guida all’alimentazione dei piccoli di casa: un decalogo da tener sott’occhio per questo periodo

L’esperienza dell’emergenza da COVID -19 dura ormai da diverse, difficili settimane e ci sta imponendo di ripensare a tanti piccoli e grandi aspetti della nostra vita e dello stare al mondo, dalle relazioni sociali ai gesti quotidiani. Siamo in uno stato di reclusione domestica quasi completa e tra i più colpiti da questa situazione ci sono sicuramente i bambini, stravolti nelle loro abitudini basilari, a cominciare dalla chiusura delle scuole.

Le difficoltà per i bambini

Distacco sociale forzato, spesso impossibilità di vedere e abbracciare nonni e altri parenti, festeggiamenti via Whatsapp e didattica e catechismo a distanza sono solo alcune delle conseguenze che la lotta al coronavirus sta provocando nei nostri piccoli; se spesso i bambini sviluppano strategie adattative anche prima di noi adulti, ci sono comunque alcuni ambiti in cui dobbiamo esser capaci di intervenire per evitare ripercussioni negative.

Facciamo attenzione all’alimentazione!

Parliamo in particolare dell’alimentazione e dell’attività fisica, che sono collegati se pensiamo alla prevenzione dell’obesità, un fenomeno che è ancora molto presente in Italia e che colpisce tantissimi piccoli: secondo gli ultimi dati Istat il 25,2 per cento dei bambini e ragazzi italiani è clinicamente obeso (mentre le persone adulte obese sono 5 milioni, quasi una su dieci), mentre l’Unicef rivela che la percentuale di bambini sovrappeso tra i 5 e i 19 anni è al 36,8 per cento, con un incremento del 39,1 per cento rispetto al 1990.

Le cause del sovrappeso dei bambini italiani

È la stessa Unicef a spiegare alcune motivazioni di questo fenomeno drammatico: quasi un bambino su due al di sotto dei 2 anni non mangia con regolarità frutta o verdura, mentre il 60 per cento non mangia uova, latticini, pesce o carne. Aggiungiamo anche altri numeri, ricavati dal sistema di sorveglianza Okkio alla salute, che ci dicono che il 3,4 per cento dei piccoli non fa la merenda di metà mattino e il 54 per cento consuma merende a elevata densità energetica.

Insomma, i nostri piccoli sono vittime di cattive abitudini alimentari e di nostri errori a tavola, ma possiamo “sfruttare” questa fase di estrema difficoltà per seguire da vicino e guidare la loro dieta, impiegando il tempo che trascorriamo insieme in casa per orientare diversamente la loro dieta.

È il momento di guidare la dieta dei piccoli

La prima norma è cercare di ridurre il consumo di cibi confezionati non salutari, che secondo l’Unicef sono tra i responsabili delle “diete sbagliate” dei piccoli che, a causa di marketing e pubblicità inappropriate, di un facile accesso ai fast food e della diffusione di bevande zuccherate, non apprezzano più i sapori e le preparazioni forse più semplici ma sicuramente più sane e salutari.

È bene chiarire che i prodotti industriali non hanno nulla di sbagliato – lo chiarisce anche Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione, “ma certo contengono più sale e conservanti rispetto a quello che si cucina in casa”, e la quarantena in casa ci offre l’occasione “per preparare più verdure, legumi e cereali e scegliere meglio la distribuzione delle calorie nei pasti della giornata”.

Le regole di una buona alimentazione

Il primo passo di una buona dieta anche per i bambini è rispettare la scansione temporale quotidiana, iniziando da una colazione ricca, passando poi per uno snack di metà mattina, il pranzo, una merenda a metà pomeriggio e poi la cena. In base ai principi della cronobiologia, il metabolismo gestisce molto meglio le calorie assunte nella prima parte della giornata rispetto a quelle introdotte dal pomeriggio in poi, e quindi dobbiamo tenerne conto in questa gestione.

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Le idee per la colazione

Si ripete spesso che la colazione è il pasto più importante della giornata, e quindi non dobbiamo trascurarla: deve essere ricca e abbondante, con una tazza di latte accompagnata da una fetta di pane burro e marmellata o da una fetta di ciambellone fatto in casa, ma possiamo anche scegliere un spremuta di frutta di fresca.

Gli spuntini di mattina e pomeriggio

Lo snack di metà mattina e quello di metà pomeriggio “dovrebbero coprire il 5-10 per cento dell’introito energetico giornaliero”, sostengono gli esperti della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) e sono da considerare quindi un momento importante della giornata alimentare dei bambini (servono perché il loro organismo è in crescita) e devono soddisfare requisiti qualitativi e nutrizionali.

Per la mattina, i pediatri consigliano di offrire ai nostri bambini un frutto fresco di stagione (mordere dà un senso maggiore di sazietà) o alimenti ricchi in carboidrati complessi, alternando proposte dolci e salate per variare ogni giorno della settimana: tra i cibi approvati ci sono verdura fresca e spremute, frullati o succhi, pane e cioccolata oppure del formaggio stagionato, se il nostro piccolo preferisce i gusti salati.

A metà pomeriggio possiamo invece offrire yogurt con frutta secca, pane e formaggio o pane e marmellata. È concessa anche una merendina confezionata, senza esagerare e rinunciando nel caso ad altre fonti di zucchero.

La dieta mediterranea alleata per pranzo e cena

Per la gestione dei pranzi e delle cene possiamo contare sulla dieta mediterranea e sulle tante ricette di stagione che possiamo preparare; gli esperti consigliano comunque di preparare primi piatti con sughi poco elaborati, privilegiando ingredienti come verdure o ortaggi, oppure di fare zuppe di legumi.

Tra i secondi, sono adatti alle diete di questo periodo di reclusione carni bianche, pesce, formaggi magri o latticini, affettati magri o uova. Meglio evitare i piatti pronti come burger o prodotti impanati a base di carne e di pesce, che sono molto calorici e perdono sostanze preziose nel processo di lavorazione industriale.

Non trascurare l’attività fisica, anche in casa

Come dicevamo, c’è un altro aspetto a cui dobbiamo prestare la massima attenzione, il rischio sedentarietà per la reclusione domestica forzata, che nei nostri bambini si può tradurre in noia, che a sua volta rischia di dar vita alla richiesta di cibo ulteriore e fuori orario. I pediatri consigliano di attrezzare delle piccole palestre con oggetti inconsueti – bottiglie di plastica piene di acqua da usare come pesi, cerchi, palle e tappetini di gomma – e alzarsi ogni mezz’ora per camminare nelle stanze di casa per qualche minuto.