Gli errori da evitare a tavola con i bambini

Il tema dell’educazione alimentare è uno dei più delicati del mondo contemporaneo, e spesso abbiamo cercato di offrire qualche spunto di riflessione o qualche consiglio pratico (ad esempio, su come si leggono le etichette dei cibi); di recente, l’Oms ha di nuovo sollevato l’allarme dell’obesità, definita una “epidemia” su scala globale, visto che negli ultimi quaranta anni il numero di persone sovrappeso e obese è aumentato in maniera considerevole.

L’obesità infantile in Italia

Ed è davvero drammatico leggere i dati che riguardano il fenomeno dell’obesità infantile, che riguarda da vicino molti Paesi Europei e, in particolare, anche l’Italia: nonostante la diminuzione registrata nell’ultimo decennio, nel nostro Paese il numero di bambini e adolescenti sovrappeso e obesi è ancora molto elevato, con un’incidenza del 42 per cento sul totale che ci colloca al terz’ultimo posto in tutta Europa.

Imparare e insegnare a mangiare bene

Insomma, questi pochi dati servono a spiegare ancora una volta perché è importante mangiare bene, in modo sano e senza esagerare, ma anche che è fondamentale coinvolgere i più piccoli in questo processo, avvicinandoli a un rapporto migliore con il cibo e con il gusto. Il primo elemento da ricordare è che le nostre scelte, le scelte dei genitori, possono influire in maniera diretta sui comportamenti dei piccoli, sia in senso positivo che, purtroppo, in senso negativo, compromettendo la loro salute e le loro abitudini alimentari.

Gli errori da evitare a tavola con i bambini

E allora, quali sono i principali errori da evitare a tavola con i bambini? Negli ultimi anni questo argomento è stato affrontato da libri, corsi e articoli di approfondimento, e tutti sembrano concordare su alcuni elementi, che qui proveremo a sintetizzare. Innanzitutto, i nutrizionisti consigliano di non caricare di ansie il momento del pasto, per evitare che il bambino possa reagire in maniera negativa o utilizzare la condotta alimentare in modo ricattatorio, dando il via a un atteggiamento che rischia poi di degenerare con la crescita in un rapporto errato con il cibo, sia in senso di assunzione smodata che, al contrario, di privazione.

Non sgridare il bebè che tocca il cibo e non accendere la TV

Il primo consiglio pratico che gli esperti offrono si può mettere in pratica già dopo lo svezzamento: i neogenitori dovrebbero evitare di sgridare il bebè che tocca con le mani il cibo, perché questo comportamento (che comunque dura solo pochi mesi) è il suo modo per conoscere non solo gli alimenti, ma tutto il mondo che lo circonda. Altrettanto importante, sin dalle prime fasi del pranzo insieme, è cercare di tenere spenti i dispositivi video come TV e tablet, che possono distrarre il pargolo dal pasto, che deve invece restare centrale.

Non lasciare che il bimbo sia solo a tavola

Secondo i nutrizionisti, i piccoli devono essere educati da subito a concentrarsi su quello che stanno mangiando, anche perché un bambino distratto non si sentirà mai sazio e potrebbe diventare un adulto che mangia senza gustare e non riconosce il senso del limite a tavola. Per creare un clima migliore, poi, è consigliabile non lasciare che il piccolo mangi in modo isolato dal resto della famiglia: per quanto siano diversi i ritmi dei vari componenti, è comunque importante assicurare almeno la presenza di un familiare seduto accanto a lui, che ritualizzi un momento centrale della sua giornata.

Come gestire il rifiuto di un alimento

Tra i tanti comportamenti che le neomamme e i neopapà alle prese con i “pupi” devono cercare di mitigare c’è anche l’insistenza di fronte al rifiuto di un alimento: gli esperti suggeriscono di non insistere, perché questo atteggiamento rischia di provocare un’ostinazione del no del bambino. Meglio sarebbe cercare di procedere per altre strade, proponendo il piatto critico in altre forme: se il “problema” riguarda la verdura, ad esempio, si può optare per renderle condimento di una pasta, anziché semplice contorno, e via così.

Variare le preparazioni stimola la curiosità

Proprio in tema verdure, poi, c’è un altro errore da non ripetere: mai iniziare un pasto presentando al piccolo l’alimento che preferisce in assoluto, così da incentivarlo a gustare con appetito altre preparazioni. Molto importante è, come detto, variare anche la forma e la presentazione dei piatti, per non “annoiare” anche la vista del nostro bambino e anzi stimolarne la curiosità.

Non esagerare con zucchero e sale

Gli ultimi errori da evitare sono più che altro dei suggerimenti che valgono anche per noi adulti: bisogna limitare l’assunzione di zucchero e sale, ma soprattutto non consumare merendine confezionate ricche di grassi saturi né, se possibile, succhi di frutta e tè freddo “industriali”. I motivi dovrebbero essere piuttosto evidenti: lo zucchero è ritenuta la prima causa di obesità, diabete e carie già nella prima infanzia, e il suo consumo dovrebbe essere “vietato” per i bambini di età inferiore ai 2 anni. Molto importante è anche non aggiungere in questa fase dello zucchero alla frutta, perché tale abitudine compromette il gusto del piccolo, che in seguito “sentirà” sempre acre e acida la frutta, e per fortuna le alternative non mancano.

Il giusto consumo di zucchero

In termini scientifici, è ancora l’Organizzazione Mondiale della Sanità a offrire delle linee guida sul consumo di zucchero nella nostra alimentazione: per i “piccoli” di età compresa tra i due e i 18 anni l’apporto di zuccheri aggiunti deve essere inferiore al 10 per cento delle calorie totali. Solo così si possono ridurre i rischi di contrarre malattie cardiovascolari da adulti e di abituare il bambino al sapore molto deciso dello zucchero e alla ricerca del dolce anche da adulto.

Limitare l’apporto di sale

Un altro “nemico” è il sale, per cui vale lo stesso principio: se il bambino si abitua, in seguito continuerà a ricercare cibi dal sapore deciso, rifiutando allo stesso tempo alimenti più neutri come frutta e verdura. Il dosaggio ideale sarebbe di circa 2 o 3 grammi al massimo ogni giorno nei bambini tra uno e 14 anni, per poi salire a 5 grammi al giorno intorno ai 14 anni.

Meglio le merende fatte in casa!

Le ultime indicazioni riguardano i cibi e le bevande confezionate: non si tratta solo di una filosofia di vita (che poi è alla base anche del Blog di cucina), ma anche di un’abitudine che ha effetti positivi sulla salute e sull’organismo. Anche in questo caso, le alternative non mancano, e basta davvero solo un po’ di tempo, buona volontà e creatività per preparare in casa succhi di frutta naturali o merende più salutari di quelli in vendita nei supermercati.