Melegatti pronta a ripartire per Natale: torna il sereno e noi ne siamo felici

Torna il sereno sul pandoro più amato di Italia. Proprio un anno fa, più o meno, la storia della Melegatti, una delle più famose aziende produttrici di pandoro italiane, è diventata tristemente famosa. Un racconto fatto di storia, passione per il proprio lavoro, resistenza e poi il triste fallimento. Oggi, invece, Melegatti rinasce e si prepara al picco produttivo per consentirci di gustare durante le feste un pezzo di tradizione rigorosamente made in Italy.

#Melegattisiamonoi, un allarme via social

Era proprio novembre di un anno, Natale alle porte e la storia della Melegatti che irrompe sulla scena pubblica lasciando l’amaro in bocca. A rimboccarsi le maniche provando a salvare l’azienda sono proprio i dipendenti che scelgono di lanciare una campagna di solidarietà tramite social: #Melegattisiamonoi. L’obiettivo era raggiungere la vendita di un milione e mezzo di pandori, previa autorizzazione del Tribunale di Verona. Tale il successo dell’iniziativa che sembrava pronto un finale diverso per una azienda sull’orlo del baratro e che ha portato alla riapertura dello spaccio aziendale. Ma così non è stato ed è arrivata implacabile la sentenza di fallimento a causa dell’incapacità dei soci di risolvere i problemi interni.

Oggi si ricomincia

Ma non è tutto è perduto. Oggi, infatti, la Melegatti, proprio come fosse una Fenice, rinasce dalle sue ceneri e rinasce proprio ripartendo dalla sua storia. Infatti, dopo un primo tentativo andato a vuoto, Melegatti è stata acquistata all’asta all’unico investitore presente: una newco della famiglia che fa capo all’imprenditore vicentino Roberto Spezzapria. Le prime assunzioni sono già partite e al lavoro per portare in tavola pandori d’eccellenza ci sono i primi 35 assunti a tempo indeterminato. Un nuovo inizio che riparte da radici antiche. L’accordo sindacale prevede che “per valorizzare le competenze interne e costruire un team affiatato e focalizzato sugli aspetti produttivi ha proposto la riassunzione a tempo indeterminato di 26 persone, di cui 16 impegnate nella produzione e 10 negli uffici amministrativi e commerciali. A queste si aggiungono nove assunzioni, i cui profili non erano più presenti fra quelli disponibili: si tratta perlopiù di ex dipendenti Melegatti che così rientrano in azienda. Coloro che non rientrano in questa prima tornata di assunzione potranno essere coinvolti nei prossimi mesi”. Gli assunti fanno parte della storica squadra di lavoratori dell’azienda, proprio per evidenziare quanto sia fondamentale per i nuovi investitori proseguire nel solco della tradizione.

Natale, Melegatti c’è

Grande soddisfazione per i tempi in cui è stata risolta la situazione è stata espressa anche dai nuovi proprietari dell’azienda. Ci sono, infatti, i tempi per avviare una massiccia campagna di marketing e pubblicità in vista del Natale. L0idea è quella di affermare la presenza del pandoro Melegatti sul mercato, perché sì, la storica azienda c’è, è tornata. “Siamo felici per il risultato che sostiene lo sforzo di avviare al più presto la produzione di pandoro, panettone e dolci vari nei due stabilimenti veronesi – ha spiegato di recente al Sole24Ore, Giacomo Spezzapria, presidente della Melegatti -. Confermiamo la volontà di una campagna natalizia che nel rispetto di elevati standard di qualità produttiva assicuri visibilità alla rinata Melegatti. La nostra strategia d’impresa è focalizzata sulla qualità e sull’innovazione di processo e, attraverso un adeguato piano di sviluppo e una nuova organizzazione orizzontale, puntiamo a riportare prestigio, tradizione e sicurezza alla Melegatti”.

L’azienda che inventò il pandoro

Molti di noi l’hanno scoperto l’anno scorso, proprio quando i lavoratori della Melegatti sono diventati famosi per le vicende che attraversavano: qui, nell’azienda veronese, è nato il pandoro così come ancora oggi lo gustiamo. La Melegatti, infatti, è stata fondata nel 1894 da Domenico Melegatti, che brevettò la ricetta del pandoro. Nel 2018 arriva la sentenza per Melegatti fallimento da parte del Tribunale di Verona ma sono stati sufficienti quattro mesi per riscrivere la storia grazie alla nuova proprietà Sominor, che fa riferimento a una società nell’orbita della famiglia Spezzapria.