Pesce in scatola: c’è da capirne meglio per scegliere bene

È l’espressione generica per fare riferimento a pesci pronti da mangiare conservati in scatole di latta o altri contenitori, e viene generalmente prodotto con un’ampia varietà di specie, come tra gli altri salmone, sgombro, tonno, aringhe e sardine. Oggi parliamo di pesce in scatola, per scoprire quali sono gli aspetti da valutare al momento dell’acquisto e del consumo e, soprattutto, come scegliere i prodotti di miglior qualità.

Che cos’è il pesce in scatola

Pratico, economico e facile da preparare, il pesce in scatola è un alimento molto consumato a livello mondiale e comprendono una vasta gamma di prodotti ittici: la tipologia più famosa e utilizzata è sicuramente il tonno in scatola, ma ricordiamo anche sardine, sgombro e acciughe, oltre a varietà meno comuni come il baccalà e il salmone.

A seconda della ricetta e del processo di preparazione, questi pesci possono essere conservati a secco, oppure in olio o in acqua, ma anche già cotti in sugo di pomodoro o con altri condimenti, e altri metodi di conservazione includono la salatura e la marinatura del pesce. Queste pratiche scatolette di pesce sono generalmente sigillate con un tappo in alluminio o plastica e contengono il pesce in un liquido salato che aiuta a mantenerlo fresco; tale liquido può essere acqua di mare, olio di oliva o altri condimenti, appunto.

Dal punto di vista della sicurezza alimentare, come tutto il cibo in scatola anche le produzioni di pesce sono rigorosamente controllate per assicurarsi che siano garantite e salubri per il consumo umano; inoltre, alcuni prodotti hanno additivi alimentari per aumentarne la durata e le proprietà nutritive, come vitamine e minerali, e rappresentano quindi una buona fonte nutrizionale.

Come consumare il pesce in scatola

La maggior parte delle tipologie di pesce in scatola viene venduta già cotta ed è pronta per essere consumata direttamente dalla scatola, e quindi questi alimenti possono facilmente essere aggiunti a moltissime ricette grazie a una grande versatilità.

Dal punto di vista nutrizionale, il pesce in scatola è genericamente un alimento nutriente che fornisce proteine ​​di alta qualità e acidi grassi omega-3, e si rivela un’alternativa più economica rispetto al pesce fresco, essendo inoltre più facile da conservare e preparare.

Ad esempio, il classico tonno può essere consumato direttamente dalla scatola o utilizzato come ingrediente per innumerevoli piatti come insalate, piadine, panini e pastasciutte, mentre sgombri, aringhe, salmone e sardine possono diventare ingredienti di zuppe, stufati o anche insalate e antipasti.

Tutti questi alimenti sono ricchi di proteine e contengono importanti nutrienti come Omega-3, ferro, calcio e vitamina D, e quindi sono un’ottima opzione anche per chi vuole limitare il consumo di carne animale, in quanto forniscono proteine nobili e salutari.

I vantaggi e le proprietà: a chi e a cosa fa bene il pesce in scatola

Il pesce in scatola è un alimento salutare che fornisce una varietà di benefici per il nostro organismo: inserire questo prodotto nella nostra dieta può aiutare ad abbassare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro, grazie alla presenza di vari nutrienti positivi. In particolare, il pesce contiene un’alta quantità di acidi grassi omega-3, proteine e vitamine A ed E, e si rivela un’ottima fonte di iodio, un elemento essenziale per la produzione di ormoni tiroidei, importanti per la regolazione del metabolismo e della crescita, e di altri minerali come calcio, ferro, zinco e selenio. Tutti questi componenti offrono diversi benefici per la salute come sostegno al sistema immunitario, riduzione dell’infiammazione e prevenzione delle malattie croniche, e in particolare consumare regolarmente pesce aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e diabete di tipo 2.

Non è un semplice surrogato del pesce fresco

C’è in genere un po’ di pregiudizio verso questo alimento, ma in realtà il pesce in scatola può essere un’ottima alternativa al pesce fresco, e un recente studio italiano lo riabilita: la ricerca, condotta da un team dell’Università di Firenze, ha dimostrato che il pesce in scatola è una fonte significativa di micronutrienti come vitamina A, D e B12, acidi grassi omega 3 e proteine, e ha anche evidenziato che alcune specie di pesci in scatola sono più ricche di calcio rispetto a qualità simili di pesce fresco.

Inoltre, proprio come il pesce fresco, anche l’alimento in scatola è ricco di sostanze nutritive che contribuiscono alla salute generale del corpo; in alcuni casi, poi, i processi di lavorazione del pesce in scatola possono eliminare molti dei grassi saturi presenti nel fresco, motivo per cui l’alimento confezionato può essere addirittura più salutare rispetto all’alternativa – che resta comunque la migliore opzione nutrizionale per tutti i consumatori.

Di fondo, però, il motivo che ci può spingere a scegliere il pesce in scatola sono i vantaggi pratici tutt’altro che secondari: innanzitutto un costo più economico e la maggior facilità di conservazione (e più lunga durata) rispetto al prodotto fresco, ma anche la semplicità di preparazione, che si uniscono alla possibilità di beneficiare di proprietà nutritive simili a quelle della materia prima fresca.

La verità sul pesce in scatola

Se, quindi, dal punto di vista pratico il pesce in scatola può essere un’ottima opzione se desideriamo aggiungere un po’ di sapore ai nostri pasti perché versatile e facile da consumare in modi diversi, dall’altro lato diventa anche un componente prezioso per la nostra alimentazione e la nostra salute.

Tuttavia, bisogna prestare attenzione al contenuto di sale nella maggior parte delle confezioni: come noto, il sale può aumentare i livelli di pressione sanguigna e causare problemi cardiovascolari se assunto in grandi quantità. Inoltre, il pesce in scatola può contenere conservanti o additivi che possono causare problemi alla salute nel lungo periodo. Il consiglio, quindi, è di leggere l’etichetta prima dell’acquisto per controllare l’apporto di sale e altri additivi.

I prodotti ittici in scatola sono infatti una comodità e sono presenti praticamente in tutte le nostre cucine, ma non dobbiamo trascurare l’aspetto legato alla qualità dell’alimento, che dipende anche dal metodo di conservazione. Secondo gli esperti, in particolare, il vetro è il miglior materiale per confezionare i pesci in scatola, perché le scatolette di latta contengono sostanze chimiche che potrebbero influire sulla qualità del prodotto, e inoltre con il tempo possono arrugginire e liberare sostanze nocive nell’alimento stesso. Il vetro, invece, non presenta questi problemi ed è anche più resistente all’esposizione all’aria.

Mangiare pesce in scatola può essere un modo conveniente per raggiungere l’obiettivo di consumare due porzioni di pesce alla settimana raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tuttavia, è importante prestare attenzione a non eccedere nell’assunzione di sale e conservanti aggiuntivi presenti nella maggior parte degli alimenti in scatola.

Pesce in scatola: ecco i consigli per sceglierlo di qualità

A questo punto, dobbiamo imparare come scegliere il pesce in scatola in modo consapevole e come controllare le proprietà nutrizionali dei vari prodotti disponibili, così da esser certi di acquistare degli alimenti di pregio e qualità; per fortuna, anche se le opzioni sono molteplici e complicano la selezione, grazie ad alcuni consigli e trucchi possiamo trovare il prodotto migliore senza spendere troppo

La prima cosa da considerare quando compriamo pesce in scatola è la qualità, e il nostro riferimento è l’etichetta del prodotto: tra gli aspetti da valutare ci sono, innanzitutto, la data di scadenza, ma anche informazioni che ci consentono di sapere se l’alimento è stato processato prima dell’imbottigliamento e se è stato conservato a basse temperature. Ad ogni modo, è fondamentale che l’etichetta riporti informazioni dettagliate su produttore, origine del pesce e luogo e data della conservazione.

Molto importante è poi l’analisi della lista degli ingredienti del prodotto, per evitare quelli che contengono troppo sale o additivi di origine chimica; per sicurezza, potremmo rivolgere le nostre attenzioni a chi assicura un prodotto biologico certificato, poiché i pesci allevati in modo sostenibile sono più salutari per noi e per l’ambiente, possibilmente conservato in olio extravergine d’oliva.

Sono poi dissimili le considerazioni sul brand: in genere, i prodotti delle marche più famose sono più costosi, ma offrono anche una maggiore garanzia di qualità. Proprio il prezzo, infatti, è un potenziale indicatore della qualità del prodotto: spesso i più economici possono essere quelli meno freschi e con minor valore nutrizionale. Un consiglio pratico può essere leggere le recensioni degli altri acquirenti per avere un’idea più chiara della qualità del prodotto, che magari possono farci scoprire un pesce in scatola di un marchio meno noto, ma affidabile e saporito.

Quando apriamo la scatola, poi, è fondamentale che si sprigioni un odore piacevole: se invece percepiamo un profumo strano e sgradevole, o notiamo la presenza di muffe sulla superficie, non dobbiamo consumare l’alimento per questioni di sicurezza. Inoltre, è sempre bene controllare che il pesce abbia un colore vivace, perché la presenza di un colore spento potrebbe significare che il prodotto è stato conservato (e male) per troppo tempo.

La zona di provenienza del pesce: quanto conta e cosa significa

Lo abbiamo accennato prima: quando valutiamo del pesce in scatola, la zona di provenienza del prodotto è un fattore importante da considerare. La zona di pesca da cui proviene l’alimento può infatti influenzare e determinare la qualità finale del prodotto finito: se il pesce proviene da un’area più pulita ed ecologicamente sostenibile, sarà più salutare e avrà un sapore migliore. Inoltre, la provenienza può indicare se l’alimento è stato catturato o allevato in modo etico e responsabile. Il consiglio è di cercare un prodotto con origine certificata da alcune fonti affidabili come l’UE o l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

È quindi una buona pratica quella di informarsi sull’origine del pesce prima di acquistarlo, facendo riferimento alle etichette che riportano il nome della zona di pesca o forniscono altre informazioni sulle pratiche commerciali responsabili. Come consumatori abbiamo anche il diritto di chiedere al negoziante o ai rivenditori online le informazioni sull’origine del prodotto ed esigere che soddisfino le nostre aspettative in termini di qualità e tracciabilità, che possono assicurarci il consumo di un prodotto sano e sostenibile.

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