Dove sono i ristoranti di Chef’s Table? Vediamolo insieme

Un giro del mondo alla scoperta dei gusti e dell’ospitalità. Un giro di tavola, un’esplosione di sapori, una capacità di accogliere e far sentire a casa i propri ospiti. Sei stagioni, sei successi. È Chef’s table, la serie che ci ha portati alla scoperta dei migliori ristoranti del mondo, mettendoli a nudo e facendoci entrare nelle segrete stanze delle cucine e negli ancora più segreti meandri delle menti degli chef e dei ristoratori. Avete perso qualche puntata? Un consiglio: chef’s table streaming per completare il vostro viaggio in torno al mondo.

Atlante del gusto

Ma dove sono tutti questi templi del gusto? Siete in procinto di organizzare le vacanze e una tappa dedicata a uno di questi ristoranti non vi dispiacerebbe farla? Dall’Italia agli Stati Uniti, scopriamo quali sono gli indirizzi e i luoghi da segnare in agenda.

Partiamo dall’Italia

State pianificando un weekend fuori porta all’insegna del relax e del gusto? Bene, organizzatevi per tempo perché prenotare in uno dei ristoranti italiani protagonisti di Chef’s Table non è poi così semplice e immediato. Basti pensare che uno dei grandi protagonisti, la rinomata Osteria Francescana di Massimo Bottura, è stato eletto ancora una volta il miglior ristorante del mondo. La lista d’attesa è lunga ma ne vale di certo la pena. Tre stelle Michelin, una fama internazionale da far invidia, l’indirizzo è: via Stella, 22 – Modena. Per la vacanze estive sarete in Sicilia? Fate un salto a Noto, alla scoperta dei sapori dolci del Caffè Sicilia di Corrado Assenza.  Dalla fine dell’800 qui si può gustare tutto il sapore della vera pasticceria siciliana, spazio alle granite, alle cassate, ai cannoli. Sì, questo indirizzo dovete assolutamente segnarlo: Corso Vittorio Emanuele, 125 – Noto. Non potete fare a meno di impazzire per la carne? Il vostro posto è l’Antica Macelleria Cecchini: Via XX Luglio, 11 – Panzano in Chianti (Fi). Un tempio della carne che oggi si fa in tre con i locali Dario DOC, Solociccia e Officina della Bistecca.

Un salto in Francia

Prepariamo adesso la valigia e spostiamoci in Francia, Paese con il quale l’Italia si contende da sempre lo scettro della migliore cucina. Dove andare? Partiamo da Parigi. Ripercorrendo le puntate di Chef’s Table streaming segnamoci pure questi nomi:  Restaurant yam’Tcha, una sorpresa continua grazie alla sua vulcanica chef Adeline Grattard. Nel cuore di Rue Saint Honoré gioca con la sua offerta, proponendo anche un servizio di take away, tea shop e dim sum. A Prigi c’è anche L’Arpège, di Alain Passard che fa degli ingredienti freschi e genuini i pilastri della sua cucina. Tre stelle Michelin e nessun menu fisso, il piatto del giorno lo decidono gli ingredienti. E poi, fuori dalla capitale, si può andare alla scoperta di Troisgros, guidato dallo chef tristellato Michel, o di La Marine, sull’isola Noirmoutier-en-l’Île, regno di Alexandre Cuillon.

Dalla Spagna al Regno Unito

In Spagna, invece, da non perdere El Celler de Can Roca,a Girona. Dove lo chef Jordi Roca realizza menu con materie prime inconsuete e consistenze. A Barcellona, invece, c’è Tickets di Albert Adrià, un cognome importante e un’offerat che innova il più classico dei piatti spagnoli: le tapas. Mentre si discute ancora sulla Brexit, Chef’s table ci segnala il Darjeeling Express di Londra, a Carnaby Street. Il locale di Asma Khan che propone piatti della tradizione indiana. Tra le proposte europee ci sono anche locali tedeschi e sloveni. Dove andare in Germania? Al Restaurant Tim Raue, dove assaggiare cucina di ispirazione asiatica, affiancati da alcuni piatti tradizionali. La cucina slovena è quella proposta da Hiša Franko, a Kobarid. Anche in Svezia si gioca a innovare la cucina tradizionale. È quello che Magnus Nilsson nel suo Fäviken.

USA on the road

Siete amanti degli Stati Uniti e il sogno della vostra vita è percorrerli on the road? Con le proposte di Chef’s Table proviamo a disegnare un itinerario su misura per voi. Tre i locali californiani da visitare: Atelier Crenn, a San Francisco, un locale piccolo con otto tavoli e un menu in continua trasformazione; a Los Angeles due i luoghi da assaggiare, il primo è Niki Nakayama, che propone un menu su misura per ogni cliente, e l’Osteria Mozza, con le proposte made in Italy dello chef Nancy Silverton. A New York, sulla costa opposta, tappe obbligate sono Ivan Ramen, ramen bar di Ivan Orkin che propone un incontro perfetto di culture diverse attraverso i sapori: qui dialoga il Giappone con gli USA, passando per una forte influenza ebraica. Una cena da terminare con un dolce preso al Milk Bar di Christina Tosi. Poco fuori città, a Tarrytown, Dan Barber prepara piatti con ingredienti dell’orto nel cortile del ristorante. Il nome del locale? Il Blue Hill At Stone Barns. Fate un salto in Georgia per scoprire, a Savannah, The Grey: ottima cucina del Sud, con influenze africane e americane.