Soffocamento da cibi: numeri e motivi di questo fenomeno allarmante

In genere se ne parla solo in seguito a tragici fatti di cronaca, ma poi l’attenzione cala e il problema torna a essere trascurato: in realtà, se analizziamo i numeri scopriamo che il soffocamento da cibo è un fenomeno molto preoccupante e rilevante, tanto in Italia quanto all’estero, e che ci sono alcune categorie di persone a rischio, principalmente bambini e anziani.

I numeri del soffocamento da cibi

Partiamo dai dati: secondo la Società Italiana dei Sistemi 118, ogni settimana una persona muore per soffocamento a causa di un boccone che va di traverso e ostruisce le vie aeree. Simili anche le stime del Ministero della Salute, che ha stilato delle specifiche Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo: negli ultimi 10 anni il trend di incidenti è stato stabile, mantenendosi vicino alle mille ospedalizzazioni all’anno.

In Italia 80mila episodi l’anno

Includendo anche i “quasi-eventi” e gli episodi di minore gravità (ovvero i casi risolti direttamente in famiglia, senza ricorso ai sanitari), si ritiene però che l’incidenza reale del problema sia superiore di quasi 80 volte rispetto al dato dei ricoveri, raggiungendo quindi gli 80mila episodi all’anno, solo in Italia. Un ultimo riferimento statistico, molto duro: in Italia, l’Istat riscontra che il 27% delle morti accidentali nei bambini da 0 a 4 anni avviene per soffocamento causato da inalazione di cibo o di corpi estranei, circa 50 sono i decessi totali causati da soffocamento e, più in generale, in Europa ogni anno muoiono 500 bambini per effetti di queste situazioni.

A rischio non solo i bambini piccoli

I più colpiti dal fenomeno sono i bambini di età inferiore ai tre anni, ma strozzarsi con del cibo può succedere anche a persone adulte e ad anziani: solo per restare all’ultimo mese, una ricerca su Google News ci fa scoprire che il 23 ottobre a Roma una bambina di otto anni sarebbe morta dopo aver pranzato in mensa, che il 10 novembre al parco tematico Leolandia di Capriate San Gervasio una piccola di due anni è stata salvata in extremis dal soffocamento, ma anche che agli inizi del mese in Trentino un anziano 88enne è morto improvvisamente durante il pranzo.

Rischio sia da alimenti che da altri oggetti

E non c’è solo il problema del cibo, perché anche l’inalazione di corpi estranei può essere fatale e rientra nei casi di incidenti domestici, prima causa di morte dei bambini nei Paesi sviluppati secondo le statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il progetto Susy Safe (Surveillance System on Foreign Body Injuries in Children, un registro di controllo per le lesioni causate da ingestione, aspirazione, inalazione o inserimento di corpi estranei) segnala che il 77% degli incidenti riscontrati in Europa è causato da alimenti, mentre il restante 23% da oggetti di tipo non alimentare (come parti di giochi in plastica e metallo, cancelleria, monete).

Il valore fondamentale di consapevolezza e attenzione

È fondamentale conoscere il problema perché sono molti, troppi gli incidenti causati da disinformazione (che porta i genitori a servire alimenti non adatti ai bambini) oppure da mancanza di attenzione, che permette ai piccoli di avvicinarsi a oggetti pericolosi: il 58% degli incidenti di soffocamento avviene infatti sotto la supervisione attiva dell’adulto.

Il primo step per acquisire una diversa e maggiore consapevolezza su questo argomento è quindi sapere dove si annida il rischio, chi ne è più esposto e come fare a limitare conseguenze tragiche.

Le cause del soffocamento da cibo

Come dicevamo, il soffocamento da cibo colpisce con maggior frequenza bambini di età compresa tra 0 e 4 anni, per motivi fisici e pratici: le loro vie aeree hanno un diametro piccolo, innanzitutto, sono di forma conoide e non hanno ancora sviluppato una efficace coordinazione tra la masticazione e la deglutizione del cibo. Inoltre, la loro dentizione è incompleta, mentre la frequenza respiratoria è più elevata, e in genere questi piccoli svolgono altre attività mentre mangiano (ad esempio corrono, guardano la tv, giocano).

Gli alimenti più pericolosi per i bambini

Ancora più importante è conoscere la lista degli alimenti ritenuti più pericolosi per i bambini, quelli che con meccanismi differenti potrebbero comportare il rischio di soffocamento: da monitorare sono tutti i cibi che hanno forme, dimensioni e consistenza particolari, che comunque è possibile rendere innocui con alcuni accorgimenti, a cominciare dal sapere come tagliare e somministrare tali ingredienti.

  • Attenzione quindi ad alimenti troppo piccoli o troppo grandi, come semi, arachidi o, al contrario, pezzi di carne, frutta, verdura cruda.
  • Rischiosi sono anche gli alimenti molli o scivolosi, di forma sia tonda che cilindrica, come uva, ciliegie, wurstel, mozzarella, kiwi, olive e pomodorini.
  • Sono da controllare anche i cibi duri o secchi, tra cui verdure crude di consistenza fibrosa (carote, finocchio, sedano), noci e frutta a guscio.
  • L’ultimo gruppo da non sottovalutare è composto dagli alimenti con una consistenza appiccicosa, come il burro di arachidi.

Cosa fare nei casi di pericolo

Anche queste informazioni rientrano nel più ampio campo della sicurezza alimentare. Nei casi di pericolo, sarebbe fondamentale intervenire subito con le manovre di disostruzione pediatrica, che tutti i genitori e le persone alle prese con i piccoli dovrebbero conoscere. E per aiutare tutti gli italiani, e in particolare mamme e papà, è bene ricordare che il 118 è a disposizione anche per ottenere indicazioni sul comportamento da seguire quando avvengono incidenti che possono diventare anche letali.

Il vademecum del 118 per ridurre il rischio da soffocamento

Inoltre, lo stesso servizio gratuito nazionale ha stilato un piccolo vademecum del “comportamento ideale” per evitare o comunque ridurre il rischio di soffocamento da cibo.

  1. I bambini piccoli devono essere sorvegliati anche e soprattutto quando mangiano.
  2. Almeno fino all’età di 5 anni, evitare di far mangiare ai piccoli cibi troppo grossi, non adeguatamente tagliuzzati (diametro in media non superiore a 5 millimetri nei più piccoli e 1 cm nei più grandi), in particolare quando lisci, rotondi o cilindrici. Inoltre, non lasciar mettere in bocca cibi con ossicini, caramelle (particolarmente se morbide), gomme da masticare, giocattoli o pezzi di giocattoli, monete o batterie a bottone.
  3. È fondamentale che genitori e familiari riconoscano immediatamente i segni della ostruzione severa delle vie aeree e dell’arresto cardiaco ad essa conseguente. Tra i principali, il bambino (quando molto piccolo) non piange, non emette suoni (non parla, non tossisce), cambia improvvisamente colore (il volto e le labbra diventano cianotiche), perde rapidamente coscienza e smette di respirare (torace immobile).
  4. In presenza di un caso del genere, chiamare il 118 diventa una priorità assoluta potenzialmente salvavita: questa telefonata non solo assicura l’invio immediato sul posto di un mezzo e di un equipaggio di soccorso in grado di assicurare la rianimazione più appropriata (avanzata), ma attiva già in quel preciso istante l’atto terapeutico più determinante. Gli infermieri operatori della Centrale Operativa organizzano e guidano la risposta emotiva disperata dei genitori e dettano in tempo reale le manovre salvavita da effettuare prima dell’arrivo del mezzo di soccorso inviato. Bisognerà mettere in modalità viva voce il telefono e rimanere in contatto con gli operatori della CO118 durante tutto il tempo che precede l’arrivo dei soccorsi, per eseguire le prime operazioni.
  5. La vittima deve essere soccorsa immediatamente. Se c’è arresto cardiaco, la morte subentra dopo soli 3-4 minuti di anossia cerebrale (assenza assoluta di ossigeno), e tra le procedure da rispettare c’è il divieto assoluto di spostare il corpo della vittima trasportandolo inutilmente al presidio sanitario più vicino. È invece consigliato il tentativo di fare sul posto le compressioni toraciche del massaggio cardiaco.
  6. Attenzione anche alle tecniche convulse di soccorso improvvisato “fai da te”, come ad esempio infilare le dita in gola cercando di rimuovere il corpo estraneo: non solo questo intervento potrebbe non risolve l’ostruzione ma la complica ulteriormente, perché spinge ancora più in profondità il corpo estraneo incastrato. Quindi, l’ampio intervallo temporale che precede la chiamata al 118, fa in tutti i casi una pesantissima differenza sul piano prognostico e tra la vita e la morte.