Stampi per Pandoro: i più sfiziosi, i classici e le novità da accaparrarsi al volo

Ci siamo: il conto alla rovescia per il Natale è già partito da qualche settimana e fervono i preparativi (anche se per ora solo “teorici”) per festeggiare al meglio le tradizionali giornate di fine anno. Per chi vuole un dessert speciale e non si arrende al classico prodotto confezionato, ecco qualche idea per fare il pandoro in casa e per usare il giusto stampo per pandoro.

Stampo pandoro, i modelli principali

Non esiste infatti un solo modello di stampo per pandoro, perché negli ultimi anni – complice anche la tendenza del do it yourself e delle preparazioni casalinghe – tante aziende hanno messo in vendita i propri prodotti rendendoli accessibili anche per i pasticceri comuni e non professionisti. Da quelli in carta a quelli in silicone, fino alla più comune (e forse più efficace) versione in alluminio, anche anodizzato, ecco una rapida panoramica per chi cerca il contenitore più adatto per la propria ricetta, con qualche spunto creativo e originale.

Gli stampi più originali

Anche un dolce classico come il Pandoro (qui la ricetta del cuore dalle pagine del blog) può infatti subire un piccolo processo di trasformazione: nessun attentato alla tradizione perché non parliamo di modificare gli ingredienti, ma solo di dare una sagoma differente al dolce. In commercio ci sono infatti tantissime varianti di stampi che possono essere usati per fare il pandoro in casa, osando ad esempio con uno stampo in silicone a forma di albero di Natale, perfetto per chi vuole far stendere la sua preparazione in orizzontale anziché in verticale.

Un pandoro dalla forma diversa da quella tradizionale

Oppure, restando sempre all’aspetto esteriore e agli stampi in silicone, ci sono delle comode formine che ci permettono di realizzare (almeno) sei pandorini, trasformando quindi il grande dolce (che rischia spesso di non essere consumato e di dover essere riciclato in modi creativi) in piccoli dessert monoporzione, da servire in tavola nei giorni di festa a ogni singolo invitato. Inoltre – informazione aggiuntiva – questi stampi possono essere utilizzati anche per preparare muffin e cupcake, evitando quindi di doverli riporre per un anno in dispensa in attesa del Natale successivo!

Le tipologie di stampo per pandoro

I puristi che hanno storto il naso o che hanno saltato i paragrafi precedenti possono ora tranquillizzarsi, perché parleremo degli stampi da Pandoro dalla classica forma, allungata in verticale e con la base circolare da cui si dipana la raggiera a stella caratteristica del dolce. Come dicevamo, però, anche in questo caso ci sono almeno tre grandi categorie di calchi in base alla materia prima del prodotto, che ovviamente influisce anche sulla preparazione.

Gli stampi in alluminio

In genere, la versione più diffusa è lo stampo in alluminio, meglio se anodizzato, che assicura la massima praticità e la miglior resa a ogni temperatura: questo materiale assicura una cottura omogenea, è resistente agli sbalzi di temperatura e alle cotture prolungate e, pertanto, riduce il rischio di trovare bruciatura sulla superficie dell’impasto.

I vantaggi di questa soluzione

Un vantaggio di questa soluzione è anche la versatilità, perché le aziende produttrici propongono stampi di ogni dimensione e capacità: per chi vuole fare delle versioni mignon ci sono anche modelli da 40 grammi, mentre i più grandi contengono 1 chilo di impasto (e arrivano a pesare, vuoti, anche 350 grammi!).

Se ben lavato e conservato, poi, uno stampo in alluminio può durare per molti anni, ma bisogna rispettare alcune condizioni: innanzitutto, non va mai lavato in lavastoviglie, ma bisogna usare delle soluzioni sgrassanti e antiossidanti, meglio se naturali. Ottimo l’aceto, ad esempio, che può servire anche a ridare vita a un vecchio calco un po’ annerito o macchiato.

La diffusione degli stampi in silicone per pandoro

Le macchie, la ruggine e le scottature sono invece i limiti principali dell’alluminio, che hanno contribuito al successo degli stampi in silicone, che invece sono antiaderenti e, quando usati in maniera accorta, non subiscono traumi da cottura e possono permettere anche di surgelare il prodotto.

Inoltre, il silicone è molto flessibile e questa proprietà permette di estrarre più facilmente il pandoro dopo la cottura, evitando spiacevoli e antiestetiche rotture del dolce e pezzi attaccati alle pareti dello stampo. Le case produttrici hanno messo in commercio tantissime versioni di questi modelli, che hanno sempre una capacità massima di 1 litro di impasto, più che sufficiente ad accogliere una preparazione casalinga; per offrire stabilità allo stampo, poi, sono stati sviluppati speciali “piedini” che lo tengono fermo durante la cottura.

Gli stampi in carta

L’ultima tipologia che analizziamo è quella degli stampi da pandoro in carta: in genere, siamo abituati a utilizzare questi “incarti” per servire il dolce in tavola, oppure per confezionarlo a regola d’arte in vista di un regalo, ma ormai si possono acquistare anche prodotti che sono indicati per la cottura perché resistenti anche alle alte temperature del forno.

Gli stampi in carta per pandoro hanno un vantaggio e uno svantaggio immediato: non serve nessun altro tipo di calco per la preparazione, il confezionamento e il servizio, ma allo stesso tempo sono monouso. Per questo motivo sono anche più economici, venduti spesso in kit da 4 o 5 incarti. Per chi vuole dare al dolce una forma differente ci sono anche versioni modellate come albero di Natale, stella a 8 punte o a 5 punte, con capacità di impasto variabili.

Chiarite le idee su questo argomento, non resta che rimboccarci le maniche, preparare un pandoro e festeggiare il Natale!

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