Acqua dinamizzata: se non sapete cosa sia, ne parliamo qui

Si parla sempre più spesso di acqua: il nostro Paese è potenzialmente uno dei più ricchi di questo bene primario, universale e di uso quotidiano, grazie a fonti naturali e precipitazioni piovose che assicurano un buon bacino, anche se in realtà la disponibilità effettiva di risorse idriche è più limitata. C’è poi un altro problema, perché molte famiglie continuano a preferire il consumo di acqua in bottiglia, con conseguenze negative per l’ambiente e per le finanze, ed è per questo che si stanno diffondendo varie soluzioni alternative, come i filtri per l’acqua, le caraffe filtranti. Infine, c’è l’acqua dinamizzata, una speciale tecnica che serve a restituire all’acqua le sue caratteristiche naturali, sfruttata per la preparazione di prodotti lievitati… senza lieviti chimici!

Che cos’è l’acqua dinamizzata

La dinamizzazione o rivitalizzazione dell’acqua è metodo antichissimo che permette di emulare il movimento dell’acqua di sorgente che, stando ai sostenitori di questa teoria, assicura maggiore vitalità ed energia alla bevanda.

Tra i primi a descrivere le proprietà della dinamizzazione è stato Rudolf Steiner, teosofo austriaco considerato tra i padri dell’agricoltura biodinamica, che concepiva la realtà universale come una manifestazione spirituale in continua evoluzione.

Questa concezione si applica anche all’elemento più mobile tra tutti, appunto l’acqua: quella di sorgente non sta mai ferma, ma è un elemento in continuo movimento ed evoluzione, e nel suo percorso incontra le pietre, si vaporizza e si carica di ossigeno, diventando così più leggera e digeribile. Al contrario, l’acqua stagnante tende a putrefarsi e a degenerare.

Pertanto, l’acqua dinamizzata è un liquido a cui viene restituita parte delle sue caratteristiche naturali, e che quindi mantiene in vita anche le sostanze chimiche che contiene, a partire dai preziosi sali minerali.

Il processo di dinamizzazione o rivitalizzazione dell’acqua

Secondo i principi della biodinamica e del sistema antroposofico per il progresso dell’agricoltura, l’acqua allo stato naturale non è un elemento fermo e, anzi, nel suo muoversi in vortici e movimenti ritmici si arricchisce, perché le molecole si ossigenano scontrandosi con rocce e ostacoli lungo il percorso che inizia sulle vette montane e si conclude alla sorgente da cui sgorga.

Di questo possiamo accorgerci tutti e basta fare un semplice esperimento bevendo acqua di sorgente o semplice acqua imbottigliata: la prima è più leggera, digeribile e “buona”, proprio perché più viva. Ma la stessa acqua di sorgente, portata a casa e consumata dopo svariate ore, perderà queste caratteristiche e tenderà a diventare pesante e di difficile digestione.

L’azienda italiana specializzata in acqua dinamizzata

Il processo di dinamizzazione è invece capace di rivitalizzare l’acqua e ricreare il flusso costante che è caratteristica peculiare di quella naturale.

È quello che spiega la Piasotti Srl di Santarcangelo di Romagna (RN), azienda italiana che ha da anni lanciato sul mercato i prodotti da forno a marchio B’io Piaccio, una linea di biscotti, cracker e piadine certificate biologiche, tutti realizzati senza lieviti chimici. Il segreto che rende queste ricette semplici, leggeri e digeribili è proprio l’utilizzo di acqua dinamizzata, e quindi più vicina possibile al suo stato quando sgorga dalla fonte sorgiva.

La Piasotti ha sviluppato un sistema per la dinamizzazione dell’acqua riprendendo una metodica utilizzata sin dai tempi degli Egizi, che consiste nell’emulare l’acqua di sorgente portando l’acqua “ferma” a sbattere contro le pietre, in modo tale che si vaporizzi e carichi di ossigeno, riacquistando le positive caratteristiche originarie.

Nella versione moderna, la dinamizzazione avviene con un sistema brevettato di vasche-recipienti chiamate flowform, che riescono a garantire specifici movimenti che riproducono quelli naturali e permettono all’acqua di restare sempre allo stato in cui si presenta alla sorgente.

Queste flowform sono accuratamente studiate e il movimento generato non è assolutamente casuale, bensì ordinato secondo un ritmo preciso; grazie a questo processo l’acqua si ossigena e, addirittura, modifica anche la composizione chimica delle sostanze che contiene, che si presentano in una forma più ordinata e armonica. La prima conseguenza di tale sistema è evitare l’accumulazione del calcare, con effetti positivi al palato, che percepisce una sensazione di leggerezza, e al sistema digestivo, che non sente il peso eccessivo del liquido.

Inoltre, la maggiore ossigenazione delle molecole dell’acqua ha una conseguenza benefica anche nel campo della trasformazione alimentare, come dimostrano le applicazioni della Piasotti nel settore dei prodotti da forno: l’acqua dinamizzata aiuta i processi di lievitazione degli impasti, e i prodotti finali sono meno soggetti allo sviluppo di muffe, fattore che ne permette una migliore conservazione e durata nel tempo

Limiti e controversie sull’acqua dinamizzata

Le informazioni fin qui presentate derivano per lo più dal sito ufficiale della B’io Piaccio, perché non ci sono molte altre fonti che trattano dell’acqua dinamizzata, e va quindi sottolineato come queste teorie non siano supportate da evidenze scientifiche né sono ufficialmente riconosciute.

È inoltre importante ciò che viene spiegato sul sito Chiedi le Prove, un’iniziativa CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) che ha cercato di approfondire la questione interrogando direttamente i responsabili di Piasotti, senza però ottenere particolari informazioni aggiuntive.

Secondo gli esperti, acqua dinamizzata è diventata un’espressione abbastanza comune ma dai contorni poco definiti: “nato in origine per descrivere i trattamenti attraverso i quali vengono prodotti i medicinali omeopatici, qui viene riferito ad una pratica diversa, che sembra avere in comune con la precedente solamente l’operazione fisica dell’agitare l’acqua”. Ad ogni modo, è il giudizio netto di Chiedi le Prove, “né la dinamizzazione omeopatica, né altre forme di dinamizzazione risultano mai aver avuto basi scientifiche accettate”.