Palazzo Petrucci e lo Chef Scarallo

Immerso in uno dei panorami meravigliosi della città di Napoli, Palazzo Petrucci affaccia nella baia di Posillipo. Da qui è possibile scorgere Castel dell’Ovo, il Vesuvio, la bellissima penisola sorrentina, l’isola di Capri ed il vicinissimo Palazzo Donn’Anna, un palazzo storico situato direttamente sul mare.

Nato nel 2007 da un progetto di Edoardo Trotta e Lino Scarallo, Palazzo Petrucci è stato per ben 9 anni in Piazza San Giovanni Maggiore dove, ricevendo una stella Michelin nel dicembre 2008, è diventato il primo ristorante stellato della città. E’ soltanto nel gennaio 2016 che il ristorante si è spostato in questa nuova ed affascinate location di cui oggi vi parlo.
Lo ammetto, Palazzo Petrucci è il mio posto del cuore, un ristorante in cui ho scelto di festeggiare il mio anniversario di nozze lo scorso anno e un’occasione speciale di recente. E questo perchè riesce a combinare una location suggestiva con dei piatti da urlo!

Il locale

Passando dalla Napoli esoterica del centro storico al panorama mozzafiato di Posillipo, l’interno di Palazzo Petrucci non delude affatto.

Il mare e la terra sono gli elementi principali di questo posto. Il primo, il mare, viene rappresentato tridimensionalmente stilizzato come le vele in legno delle barche dei pescatori ed esposto su una parete della sala. Il secondo, la terra, è invece la cantina al piano ristorante in cui ci sono oltre 1000 etichette visibili con una parete vetrata. Qui c’è inoltre un albero di vite stilizzato, simbolo della fecondità della terra.

Sempre a vista anche la cucina, voluta così per mostrare a tutti l’impegno e l’amore messo nella preparazione di ogni piatto.

Quello che c’è al di fuori delle vetrate invece è indescrivibile…

Lo Chef

Lino Scarallo è nato in uno dei quartieri più veraci di Napoli, la Sanità, il 10 aprile del 1973.

Da giovanissimo fa la sua gavetta lavorativa nella macelleria del padre ma, grazie agli studi all’alberghiero, a soli 15 anni parte per un’esperienza stagionale in Sardegna. E’ proprio qui che s’inizia a capire che Lino ha grandi capacità e per questo viene promosso da subito a responsabile della cucina. Negli anni successivi acquisirà esperienza lavorando in Svizzera, Belgio ed Austria prima di aprire (a 21 anni) un ristorante a Panza  e successivamente (a 22 anni) diventare chef de “La Maschera” ad Avellino. Preparando soprattutto zuppe, pesce e carne, Lino Scarallo fa diventare questo posto un vero e proprio punto di riferimento della cucina Irpina.

Il successo più grande resta però quello di Palazzo Petrucci, ovviamente.

I piatti

Antipasti, zuppe, primi piatti, secondi e dolci, tutto è la perfetta unione tra la tradizione e l’innovazione, tra preparazioni a base di mare e quelle di terra. Anche se, affidarsi allo Chef è spesso la migliore scelta, saprà deliziarvi con i piatti fuori carta: “Lino fai tu”:

Potendo scegliere tra i singoli piatti oppure un ottimo menù degustazione da 5 e 7 portate (con la variante dei crudi), ci sono alcune preparazioni che vanno assolutamente assaggiate.
Partiamo dai crudi, un’esplosione di colore e sapore. Il piatto sembra un quadro e ti dispiace quasi mangiarlo

La tartare di manzo con crudo di scampi, gelato alle cipolle di Tropea e fagiolini è proprio una di queste ma la lasagnetta di bufala campana e crudo di gamberi con crema di broccoli è un evergreen, così elegante e gustosa.

Perfette dopo la lasagnetta le triglie in carpione con riduzione alla socia, cuscus di cavolo bianco, olive nere e papacelle, così come l’imperdibile rivisitazione del “ciurillo” fritto, fatto con fiore di zucca cristallizzato con cremoso di ricotta, acciughe, provola, basilico e pomodoro. Un piatto bellissimo!

Le zuppe sono i piatti forte dello chef, probabilmente anche quelli più amati. La zuppa di patate con anguilla affumicata, zenzero ed alga croccante è una delle più richieste ma sorprende anche quella di castagne con borlotti rossi e spuma di guanciale.

Tra i primi piatti c’è lo spaghettone con crema di friarielli e ricci, un primo piatto che per me è una scelta irrinunciabile 🙂

ma ad unire al meglio tradizione ed innovazione ci sono i buonissimi paccheri ripieni di ricotta con ragù napoletano e grattugiata di ricotta di pecora.

Un secondo piatto a base di terra è il cosciotto di coniglio ripieno di pinoli, uvetta ed erbe aromatiche, adagiato su un letto di zucchine alla scapece intrecciate, oppure vale la pena assaggiare la parmigiana di astice appena scottato e servito su una melanzana indorata e fritta ripiena di mozzarella.

I dolci sono tutti uno più buono dell’altro, ottima la mousse alla nocciola con sorbetto di arance, spugna al caffè e salsa di cachi, così come la goccia di cioccolato fondente ripiena di cremoso al cioccolato bianco, cuore di lamponi, arachidi salati e salsa di finocchio candito.

 

Da provare la stratificazione di pastiera napoletana, un dolce che si allontana del tutto dall’originale ma che preserva al meglio tutto il suo magnifico sapore.

Il menù cambia spesso in base alla stagionalità, ed è per questo che appena posso, mi concedo una dolce coccola da Palazzo Petrucci.