Cosa mangiare a Roma. I migliori piatti della cucina romana

Roma è Roma.

La capitale del nostro Bel Paese ha una grandissima storia culturale, architettonica ed artistica che fa invidia in tutto il mondo.

E’ molto difficile restare indifferenti entrando a S. Pietro, attraversando il Tevere per trovarsi davanti Castel Sant’Angelo oppure fermandosi in Piazza di Spagna ed alla Fontana di Trevi. Roma è ricca di piazze, monumenti e chiese, tant’è che non basta un solo viaggio per poterla visitare completamente.

A tutto ciò va anche aggiunta la cucina, una ricca cucina.

Per tradizione, infatti, le ricette romane sono particolarmente nutrienti e servite sempre in porzioni abbondanti. Visto che in passato le principali pietanze erano destinate agli uomini che lavoravano i campi, e che quindi necessitavano di pasti sostanziosi, ancora oggi c’è l’abitudine di conservare quest’usanza.

In trattoria o al ristorante, è sempre bene considerare quanto si voglia realmente mangiare!

La cucina tradizionale romana offre innanzitutto i primi piatti, asciutti o accompagnati con legumi e verdure, l’abbacchio ed il quinto quarto. Per chi non è di casa e non sa cosa sia quest’ultimo, il quinto quarto è ciò che restava invenduto delle vacche e delle pecore alle famiglie benestanti, prevalentemente interiora. Molta importanza a Roma ce l’ha anche l’uso e la produzione dell’olio, divenuto nel tempo un prodotto tipico per tutta la regione Lazio.

Cosa mangiare a Roma

Lo scorso weekend mi sono regalata una duegiorni nella capitale, e ne ho approfittato per assaggiare la carbonara e la cacio e pepe in varie osterie della città. In qualsiasi momento sarete assaliti dalla fame, durante il vostro giro turistico, troverete senza alcuna difficoltà un posto in cui poter entrare e ordinare un piatto tipico però occhio ai posti troppo turistici che propongono piatti come le fettuccine Alfredo!!!

Detto questo, se siete A Roma per la prima volta ecco quali sono i piatti tipici romani da provare assolutamente prima di tornare a casa :

Carbonara

E’ sicuramente il piatto che più facilmente associamo a questa città, quello che molto spesso replichiamo anche a casa nostra ma che la maggior parte di noi sbaglia a fare. Si perché la carbonara è un primo piatto a base di spaghetti (per cui pasta lunga e non corta) preparato con pecorino, sale, pepe, uova e soprattutto guanciale. Se siete soliti sostituire quest’ultimo con pancetta o simili, o se cuocere la crema d’uovo ottenendo qualcosa che assomiglia ad una pasta con la frittata, sappiate che avete stravolto totalmente il piatto e non si fa! Mangiare questo piatto in una delle osterie storiche della città e capirete di cosa sto parlando 😉

Amatriciana

Assieme alla carbonara troviamo la nota amatriciana. In realtà questo piatto nasce ad Amatrice (nella provincia di Rieti), dove si prepara con gli spaghetti, mentre a Roma viene portato in tavola unicamente con i bucatini. Tutto uguale per quanto riguarda i restanti ingredienti: guanciale, pomodori e pecorino non possono mai mancare! Ah, tenete ben presente che stiamo parlando di un sugo che potrebbe schizzare un po’ ovunque, meglio prepararsi prima ad eventuali macchie.

Gricia

La pasta alla gricia è un altro primo legato alla tradizione eppure la maggior parte dei turisti non la prendono in considerazione, forse perché è un po’ meno noto. Per semplificare il tutto e spiegarvi che ti tipo di piatto è, possiamo dire che in grandi linee è un’amatriciana senza pomodoro. Per i suoi ingredienti viene considerato un piatto povero, ma per il suo magnifico profumo e buonissimo sapore non si possono trovare parole adatte.

Cacio e Pepe

Mettendo gli spaghetti in acqua bollente e proseguendo la cottura in padella con olio e pepe, la pasta cacio e pepe termina con una ricca spolverata di pecorino grattugiato che fondendosi legherà il tutto. Quando si dice che le cose più semplici sono le migliori… Io, durante il mio weekend romano ne ho mangiata una versione servita in una cialda di formaggio… deliziosa!

Carciofi alla Giudia

Lasciando i primi piatti e passando ai contorni, troviamo i carciofi alla giudia che sono legati alla tradizione culinaria ebraica. Si tratta in pratica di carciofi fritti, salati, impepati e nuovamente fritti! Per preparare questo piatto però non si possono impiegare dei carciofi qualsiasi, quelli adatti sono i cimaroli (più  comunemente detti mammole) visto che sono più teneri e privi di spine. Se volete provarli dovete farlo rigorosamente nel quartiere ebraico, uno dei ghetti più antichi del mondo!

Puntarelle

Non le avete mai sentite nominare? Le puntarelle sono i germogli da poter consumare crudi o cotti, con l’aspetto degli asparagi ma che vengono raccolti in cespi. Insomma, le puntarelle sono quelle che in altre regioni si chiamano cicoria catalogna. A Roma, dopo un’accurata pulizia, si utilizzano soprattutto per una sfiziosa insalata.

Abbacchio

E’ il protagonista di moltissimi pranzi formali e viene portato in tavola durante i vari periodi di festività! L’abbacchio in pratica è l’agnello lattante o da poco svezzato, preparato al forno con intingoli vari oppure cotto alla griglia con sale, pepe ed un po’ di strutto. Per mangiarlo come si deve bisogna tirarsi su le maniche della maglia ed afferrarlo direttamente con le mani, senza alcun pudore.

Trippa

Non piace proprio a tutti ma è anche vero che molto spesso ci si lascia influenzare dall’aspetto di un ingrediente o, peggio ancora, quando scopriamo effettivamente di cosa si tratta. La trippa è lo stomaco del bovino, ed è proprio questo che la maggior parte delle persone non vogliono assaggiarla. La trippa alla romana però è una preparazione che risale a migliaia di anni fa, fatta con polpa di pomodoro e profumatissima menta. Se non vi lasciate suggestionare, provatela!

Coda alla Vaccinara

Ok, se avete provato la trippa potete anche provare un’altra ricetta antica e particolarmente famosa: la coda alla vaccinara, con la coda di bue. In molti dicono che sia la regina del quinto quarto (vi ricordate cos’è?), da stufate e condire prevalentemente con le verdure.

Dove mangiare a Roma

Ora che conoscete i piatti più tipici di questa bellissima città, ecco dove potete provarli. Io ho fatto un po’ di telefonate ai miei amici romani per farmi consigliare le osterie tipiche della città e ne è’ uscita fuori questa lista che giro anche a voi:

Una trattoria moderna con le pareti di mattoni e legno è “Felice a Testaccio”. Prima di entrare qui dimenticate pure il ricordo delle vecchie osterie, di “vecchio” troverete solo l’amore per la cucina perché parliamo di un locale raffinato in una zona centrale.

Felice a Testaccio si trova in Via Mastro Giorgio, 29

Un locale tipico romano, con specialità e menù degustazioni (anche nella versione vegetariana) è “Checchino”.  Qui noterete subito grande passione da parte dei gestori, che non fanno mancare anche cortesia e gentilezza. Il locale è molto elegante ed ha un arredo d’epoca che sposa benissimo con la tradizione dei piatti.

Checchino si trova in Via di Monte Testaccio, 30.

Famoso per la carbonara è invece “Lo Scopettaro”, aperto dal 1912. Prima di arrivare potrete godere di una bella passeggiata sul Tevere, deliziandovi poi a tavola con ciò che più gradirete. Tra un piatto ed un altro sicuramente vi soffermerete a guardare tra le tante foto appese al muro, scommettiamo?

Lo Scopettaro si trova in Via Lungotevere Testaccio, 7.

Vicino Campo de’ Fiori c’è “Osteria da Fortunata”. Se siete alla ricerca di un posto in cui mangiare benissimo e chi vi offra allo stesso tempo cordialità, siete nel luogo giusto. Sicuramente troverete anche voi accogliente quest’osteria e vi piacerà vedere le signore che preparano a vista la pasta fresca, magari non troppo distanti dal quadro della titolare (da cui prende il nome il posto) che è appeso al muro.

Osteria da Fortunata si trova in Via del Pellegrino, 11.

La “Trattoria da Danilo” è molto bella per le sue caratteristiche pareti zeppe di quadri e foto e per le sue tovaglie a quadretti. Tutto qui è curato nei particolari e, vista la grande affluenza, vi conviene magari prenotare con un po’ di anticipo ma ne vale davvero la pena se volete incrociare la simpatia e la grande attenzione dei camerieri. Tra l’altro il posto è a due passi da Piazza Vittorio.

Trattoria Da Danilo si trova in Via Petrarca, 13.

Quando siete particolarmente affamati e siete in cerca dell’abbondanza dei piatti romani vi conviene passare “Da Carlone”. Tra tutti i piatti presenti nel menù potete andare a colpo sicuro sui primi, sono ottimi.

Da Carlone si trova in Via della Luce, 5.

L’ultimo consiglio, non meno importante, è “Flavio al Veloavevodetto”. Luminoso, ben pulito, caratteristico e con un servizio cortese ed attento, merita sicuramente un salto. Nei piatti ordinati troverete tutta la freschezza di ogni singolo ingrediente e non resterete delusi.

Flavio al Velavevodetto si trova in Via di Monte Testaccio, 97.

Insomma ogni volta per me Roma ed i suoi piatti sono sempre una scoperta e al ritorno a casa già immagino la prossima volta che andrò a Roma quando sarò di nuovo alla ricerca della carbonara più buona del mondo 😉