Guinness Storehouse di Dublino, una visita che vale la pena fare

Lo dico subito: secondo il mio parere e la mia esperienza diretta, chi si trova in viaggio a Dublino non può mancare di visitare la Guinness Storehouse, uno dei musei più visitati d’Europa (più della Torre Eiffel e della Sagrada Familia, per dire). Non bisogna pensare a un giro in una vecchia fabbrica, però: questo edificio racchiude tutto il cuore e il senso della mitica birra scura di Irlanda!

Primo mito da sfatare: la Guinness Storehouse non è la fabbrica attuale dove si produce la birra, ma un palazzo di ben sette piani che racchiude uno straordinario museo (anche interattivo) che coinvolge i visitatori in un percorso sensoriale completo, che interessa la vista, l’olfatto, il tatto, l’udito e, ovviamente, il gusto!

Non posso invece sfatare l’altro “mito” relativo a questo museo, ovvero quello delle lunghe code: anche nel corso della mia visita, infatti, era assolutamente pieno di gente curiosa e appassionata, che si concentrava soprattutto all’ultimo piano, dove sorge il bar che offre una vista spettacolare sulla città. Io però avevo acquistato i biglietti online e non ho dovuto fare code ;P

Visitatori che, dunque, non trovano troppo esoso il costo del biglietto di ingresso: in effetti, però, il ticket per la Guinness Storehouse costa comunque tanto,  20 euro.  Ma, qui c’è una notizia interessante da segnarsi, acquistando online sul sito ufficiale dell’azienda si possono ottenere sconti anche del 10 per cento in relazione alle date e agli orari scelti (ovvero, dimenticatevi di trovare disponibilità per weekend o periodi di grande affollamento turistico), evitando anche il caos alle biglietterie all’ingresso, e soprattutto i bambini di età inferiore ai 10 anni entrano gratis.

Completiamo il quadro delle informazioni utili per pianificare la visita aggiungendo che la Guinness Storehouse si trova all’indirizzo St. James Gate, Dublin 8, ed è aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 19 (ma l’ultimo ingresso è programmato alle 17), mentre nei soli mesi di luglio e agosto la chiusura è posticipata alle 20, con ultimo ingresso alle 18. I giorni di chiusura totale, invece, sono appena quattro durante l’anno: a Natale (24, 25 e 26 dicembre) e a Pasqua (il Venerdì Santo). Come detto, è possibile entrare anche con i bambini, per i quali è pensato un simpatico omaggio alternativo alla classica pinta di birra, un buon drink analcolico.

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E ora andiamo a scoprire cosa “nascondono” i sette piani di questo edificio straordinario, la cui struttura ricorda la forma della pinta di birra! Il museo nasce esattamente mezzo secolo fa, nel 1966, e dal 2000 è stabilmente la prima attrazione di Irlanda (e tra le prime in assoluto in Europa), grazie anche all’impegno della città di Dublino, che ha reso il tour all’interno dello stabilimento una tappa obbligatoria dei viaggi nella capitale dell’Irlanda. Come accennato prima, la visita all’interno del Museo ti coinvolge in modo completo, a partire dalla vista: la prima cosa che si notano, infatti, sono gli ingredienti e dei macchinari utilizzati sin dai tempi antichi per la produzione della birra, e i visitatori hanno anche la possibilità di toccare i chicchi di orzo, di odorare i singoli profumi e sentire lo scorrere della famosa acqua proveniente da Lady’s Well, situata nelle Wicklow Mountains, che dona alla birra Guinness la tipica corposità e la cremosità.

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Inoltre, durante il percorso si può interagire con installazioni audiovisive e i vari totem multimediali che offrono diverse funzioni (tra cui condivisione social), a cominciare dalla possibilità di leggere le nozioni della Guinness Academy. Concludendo tutti gli step di questo speciale tour, ovvero dopo aver appreso le nozioni di produzione e le tecniche di spillatura della birra, si riceve anche un originale e ambito attestato di “Guinness Master Brewer’s Honorary Apprentice”. Devo dire che ho trovato poi molto interessanti le pubblicità storiche del marchio, proposte nella sezione “World of Advertising”, dove ho scoperto le varie grafiche, etichette e prodotti di merchandising realizzati dal marchio irlandese sin dagli origini.


Il momento più atteso della visita è però l’assaggio finale offerto ai maggiorenni, che possono degustare una pinta di birra presentando il proprio “peeble” (il coupon che si riceve all’ingresso, da utilizzare appunto per la degustazione o per l’attestato) al bancone del Gravity Bar (dove viene anche sinteticamente spiegato come valorizzare il sapore e il bouquet della bevanda grazie a piccoli gesti, come la corretta postura). Questo bar, che si trova all’ultimo piano a più di 45 metri di altezza, è il più alto di tutta Dublino e offre un panorama davvero mozzafiato della città, grazie a una pianta circolare e dalle pareti interamente realizzate con ampie vetrate che consentono una visuale davvero a 360 gradi, che esalta lo skyline della capitale irlandese soprattutto con il sole (se siete particolarmente fortunati, visto il clima tipico della zona!).



Meritano una menzione anche il ristorante Girloy’s, che cucina in salsa Guinness presentando in menu non solo piatti a base di carne (come lo stufato cotto con questa birra), ma anche di pesce (come il salmone affumicato o al forno). Punto forte, ovviamente, è una selezione a dir poco ampia di birre, in tipologie che altrove è difficile trovare. Inoltre, immancabile è il passaggio allo store Guinness più grande in Irlanda, dove personalmente ho fatto diversi acquisti, non si può entrare in casa guinness e non portarsi a casa un ricordino, io ho preso fudge e cioccolatini alla guinness 😉


Concludiamo parlando un po’ della storia di questo palazzo, che ha suscitato davvero il mio interesse. Il merito ovviamente va ascritto al papà della birra, Arthur Guinness, che all’età di 34 anni (nel 1759) firmò un contratto di affitto per il birrificio di St James’s Gate a Dublino per 9000 anni al prezzo di 45 sterline l’anno. Quindi, l’edificio della Guinness Storehouse è stato il primo nucleo della fabbrica della scura più famosa d’Irlanda e del mondo , ma nel tempo è stato “abbandonato” fino a quando, appunto cinquanta anni fa, non è stato riconvertito in museo, con un successo incredibile.