Frutti di bosco congelati, fanno male? Ecco tutta la verità

Sono una vera e propria prelibatezza, anche se spesso sono difficili da trovare freschi: more, mirtilli, lamponi e ribes sono alcuni dei più comuni frutti di bosco, che possiamo consumare in tantissime preparazioni e ricette. Attenzione, però: dal 2013 ci sono specifiche raccomandazioni del Ministero della Salute che invitano a consumarli sono dopo cottura, perché i frutti di bosco congelati fanno male o, per meglio dire, potrebbero provocare alcune conseguenze spiacevoli.

Frutti di bosco, quali sono

Iniziamo però a descrivere quali sono i frutti di bosco. Tra quelli che più comunemente si trovano in commercio in Italia, generalmente in vaschette di plastica, al self service nel banco frigo dei supermercati o in buste preconfezionate ci sono:

  • More, di varie tipologie
  • Lamponi
  • Mirtilli
  • Ribes
  • Uva spina
  • Fragole di bosco
  • Amarene
  • Ossicocco

Ovvero, come si intuisce dal nome della “categoria”, tutto un insieme di bacche che hanno in comune l’origine, perché nascono tutte nel sottobosco di alcune zone montane, in condizioni di particolare umidità e clima freddo.

Le proprietà nutrizionali dei frutti di bosco surgelati

Oltre a essere un insieme goloso e saporito, i frutti di bosco sono anche un tesoro di qualità benefiche per il nostro organismo, perché sono ricchi di proprietà protettive e aspetti nutritivi utili per il nostro benessere. In particolare, il loro consumo consente di fare un carico di vitamina C e altre vitamine, e inoltre sono un alimento antiossidante che protegge quindi l’organismo da infiammazioni e radicali liberi. Aspetti non meno interessanti per chi segue regimi dietetici, poi, contengono una grande quantità di acqua e apportano poche calorie: in media, i frutti di bosco misti contano circa 50 calorie per 100 grammi.

I frutti di bosco congelati fanno male?

Come detto, non è sempre facile riuscire a reperire i frutti di bosco freschi – che arrivano sui mercati ortofrutticoli solo in alcuni periodi dell’anno e, spesso, solo in determinate zone geografiche (ad esempio, al Sud Italia è più difficile riuscire ad acquistarne) – e quindi la soluzione più pratica è la versione surgelata.

C’è però una particolare precauzione da mettere in pratica, perché dal 2013 il Ministero della Salute italiano (insieme agli altri organi sanitari, anche a livello europeo), ha pubblicamente sconsigliato il consumo di frutti di bosco scongelati senza precedente cottura perché potrebbe essere pericoloso, in quanto l’operazione di congelamento mantiene vivi virus come il norovirus e l’epatite A.

Questo allarme deriva da una vera e propria epidemia di contagi da virus dell’epatite A (HAV) a seguito del consumo crudo di frutti di bosco misti surgelati in Italia, Francia e Norvegia, e le indagini epidemiologiche hanno confermato il ruolo di questi prodotti come causa del problema, pur senza evidenziare unico punto di contaminazione che colleghi tutti i casi e tutti i lotti contaminati (le ipotesi sono ribes rossi prodotti in determinate regioni e annate in Polonia o more prodotte in Bulgaria).

Da questo problema sembrano invece essere esclusi i frutti di bosco freschi, che sono sicuri da mangiare seguendo tutti i classici consigli che valgono per frutta e la verdura fresche, a partire dal lavaggio accurato prima del consumo.

Prima di generalizzare e affermare che i frutti di bosco congelati fanno male, comunque, ci sono alcuni chiarimenti da fare: innanzitutto, il rischio sembra essere legato soprattutto a prodotti importati; inoltre, c’è una semplice operazione che ci permette di scongiurare il pericolo, come vedremo.

Come consumare i frutti di bosco congelati in sicurezza

La soluzione al problema della possibile contaminazione dei frutti di bosco congelati è infatti la cottura: come spiegano le indicazioni del Ministero, il virus dell’epatite A viene rapidamente inattivato dal calore, e basta mettere l’alimento appena 2 minuti in acqua bollente per garantirne la salubrità.

Ci sono anche raccomandazioni specifiche per gli operatori del settore, che devono utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus (al fine di minimizzare il rischio di contaminazione crociata attraverso gli impianti, gli ambienti, le linee di produzione e gli strumenti) e valutare accuratamente, nelle procedure aziendali i potenziali rischi di contaminazione da virus quali HAV e Norovirus e batteri patogeni come Salmonella ed Escherichia coli VTEC.

Dal 2013 a oggi la situazione non è migliorata, e anche nei mesi passati ci sono state segnalazioni di altre contaminazioni in mirtilli, fragole o lamponi surgelati in Europa. Per la cronaca, tutto iniziò quando le autorità sanitarie in Danimarca segnalarono un incremento anomalo di casi di epatite A a causa del consumo di un frullato a base di frutti di bosco congelati, individuato come fonte dell’infezione.

In seguito, il fenomeno interessò altri Paesi, tra cui anche l’Italia, e si estese anche a infezioni causate da norovirus. In questo secondo caso, gli ambienti più colpiti sono quelli confinati o comunitari (scuole, case di riposo o navi da crociera, ad esempio), e non esiste un trattamento specifico: i sintomi della malattia sono simili a quelli delle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali, da cui si guarisce in due giorni, compensando la disidratazione con l’assunzione di molti liquidi.

Stando agli esperti, l’insorgenza della malattia con epatite A si verifica da 15 a 50 giorni dopo il consumo di cibo contaminato (media 28 giorni), mentre il norovirus è più rapido, perché i sintomi compaiono già dalle 12 alle 48 ore dopo aver mangiato i frutti di bosco contaminati.

smoothies frutti di bosco

Come scongelare i frutti di bosco

È importante prestare attenzione anche alle procedure per scongelare correttamente i frutti di bosco: il consiglio è di riporli nel frigorifero almeno 6/8 ore prima del momento dell’utilizzo, oppure di farli scongelare lentamente in un sacchetto o un contenitore a tenuta stagna all’interno una ciotola di acqua fredda.

I frutti scongelati vanno consumati entro 48 ore.

Come usare i frutti di bosco in ricette e preparazioni

Veniamo ora a qualche consiglio pratico per usare i frutti di bosco congelati e poi scongelati.

Innanzitutto, dobbiamo tenere a mente che si tratta di alimenti che contengono molta acqua e, quindi, potrebbero assumere una consistenza molliccia dopo lo scongelamento. Per questo, ricordando anche che serve un trattamento termico per consumarli in sicurezza (ovvero, almeno una bollitura di 2 minuti), il suggerimento è di usarli per preparare salse, topping, composte e marmellate calde, oppure aggiungerli (sempre a caldo) ad altri ingredienti come latte e yogurt per fare smoothie e frullati.

In alternativa, possiamo usare i frutti di bosco congelati (e ancora in questo caso) per farcire golose torte o per guarnire le nostre preparazioni fresche come torte gelato o le torte yogurt.