La colazione è davvero il pasto più importante della giornata? Vogliamo saperne di più

C’è chi vuole iniziare la giornata con dolcezza e ai biscotti non sa proprio rinunciare. Chi preferisce una colazione salutare, cereali e un po’ latte o forse meglio una tisana energizzante per partire con il piede giusto. La colazione proteica, poi, raccoglie sempre più adesioni. Ma la colazione è davvero il pasto più importante della giornata? Ci hanno sempre detto di sì, non solo mamme e nonne ma anche le ricerche scientifiche. Eppure c’è chi sostiene che sia tutto frutto di una sorta di auto-convincimento dettato dalla volontà di non rinunciare a un momento di quiete e coccole per iniziare la giornata.

Iniziare con gusto e sorriso

Una buona colazione è uno dei rari momenti che nella frenetica vita moderna vede riunita tutta la famiglia intorno a un tavolo. I più piccoli pronti per andare a scuola, mamma e papà già con un occhio al cellulare per recuperare le ultime (o le prime) email di lavoro. Tutti convinti che il rito non sia solo un momento speciale per rafforzare l’unione della famiglia ma che sia anche una delle poche regole della vita sana che riescono ancora a rispettare. Cosa mangiare a colazione, poi, apre spesso a lunghi dibattiti in famoglia e alla fine in tavola finiscono sempre versioni capaci di accontentare tutti i componenti.

Brutte notizie

Eppure dagli Stati Uniti arrivano notizie pronte a smontare questa rassicurante visione di insieme e a elaborarle non sono i soliti troll del web ma un pediatra statunitense, Aaron E. Carroll, docente di pediatria alla Indiana University School of Medicine. Sembrerebbe che i pilastri a sostegno della tesi che vede la colazione come principe dei pasti quotidiani siano in realtà non proprio solidissimi. Ma perché?

Colazione e obesità

Moli studi scientifici che hanno avvalorato la tesi della colazione come pasto principe della giornata poggiano in realtà su un bias, un pregiudizio, quello che vede una stretta correlazione tra l’assenza di una sana ed equilibrata colazione nella dieta di persone affette da obesità. In realtà non è possibile accertare un legame diretto tra i due elementi ma è facile trarre “a occhio nudo” questa conclusione. Un approccio, secondo Carrol, poco scientifico. Non è errato il principio, attenzione.

Senza colazione si ha solo più fame

E’ errata la conclusione che porta a legare a doppio filo i due aspetti, In realtà, è logico che saltare la colazione, più o meno abbondante, provochi uno stato di fame costante che ci porta a mangiare di più (e peggio) durante tutta la giornata. E’ anche conseguenza del fatto che, privi di energie, ci sentiamo molto più spossati e privi di forze e sostentamento nell’arco della mattinata. Carroll punta il dito sul fatto che queste conclusioni che portano ad attribuire valenza scientifica a un legame tra “niente colazione-obesità” siano frutto non tanto di risultati di una ricerca ma dell’osservazione, con la conseguenza che poggino su pilastri empirici.

La metanalisi che riapre il caso

E sì, di un vero e proprio caso si tratta. Sul banco degli imputati c’è la colazione ideale. Colpevole o innocente? Saltarla provoca obesità? Colazione americane abbondanti o solo latte e cereali? Nel 2013 è stata condotta una metanalisi che ha messo in evidenza una serie di aspetti a lungo sottovalutati. Il primo: le ricerche che affermano con sicurezza questo nesso, come detto, poggiano più sull’osservazione che sula ricerca scientifica. Il secondo: il nesso causale è stato troppo marco, la ragione è da ricercare in una errata interpretazione dei dati frutto proprio del bias a cui facevamo riferimento all’inizio. Spiega Carroll: “n maniera ingannevole. Secondo gli autori della metanalisi non si tratta necessariamente di malafede: le cause di questi bias sono probabilmente psicologiche e sociologiche. Come chiosa Carroll sul Nyt: “Le persone credono, e vogliono che noi crediamo, che saltare la colazione è male. Se crediamo che la colazione sia il pasto più importante della giornate, tenderemo a vedere solo ciò che supporta questa visione, scartando le prove contrarie”. I trial clinici, infatti, non hanno manifestato una evidenza diretta tra l’obesità e la mancata colazione ed è su questi risultati che possono essere elaborate evidenze scientifiche, non sulla mera osservazione della realtà.

Il ruolo della pubblicità

Dito puntato, poi, da parte di chi smonta il ruolo primario della colazione nella dieta giornaliera, anche contro la pubblicità. Molti studi che finiscono con il considerare questo l’elemento primario di una dieta equilibrata, infatti, sono finanziati proprio da aziende che producono alimenti per la colazione e non c’è dubbio che l’idea di colazione come pasto più importante della giornata abbia iniziato a prendere piede verso al fine dell’Ottocento con l’avvento delle pubblicità dei cereali.

Colazione sì, colazione no

Ma allora la colazione diventa superflua? Assolutamente no, negare l’evidenza scientifica del rapporto tra la mancata colazione e l’aumento dell’obesità è sbagliato ma questo pasto continua a mantenere un ruolo da protagonista in una dieta equilibrata e sana. Durante la colazione, infatti, si assumono alcuni elementi fondamentali. A difesa di questo pasto di è schierata, ad esempio, la nutrizionista Linda Van Horn, evidenziando però la necessità di una colazione intesa come pasto sano ed equilibrato. Resta, poi, l’aspetto legato a un’idea di colazione come momento di condivisione in famiglia. Come quel momento di pace da regalarsi prima di gettarsi a capofitto neo caos della giornata. E chi si sente pronto a rinunciare a questa piccola tregua che molti utilizzano proprio per carburare al meglio? Colazione sì, colazione no, quel che è certo è che a una coccola mattutina nessuno si sente pronto a rinunciare.

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