È uno degli alimenti più presenti nelle dispense italiane, pratico, versatile e immediato da usare: il tonno in scatola continua a essere una certezza per milioni di famiglie. Secondo le rilevazioni più recenti, è presente in circa 9 case italiane su 10 e viene consumato regolarmente almeno una volta a settimana da quasi un italiano su due. Un successo che non accenna a diminuire, ma che oggi viene accompagnato da una maggiore attenzione alla qualità, alla provenienza e agli aspetti nutrizionali.
Negli ultimi anni, infatti, il tonno in scatola è passato dall’essere un semplice “salva pasto” a un prodotto sempre più analizzato, confrontato e scelto con consapevolezza.
Il successo del tonno in scatola: praticità, gusto e nuove abitudini
Il motivo per cui il tonno in scatola piace così tanto è semplice: si adatta perfettamente allo stile di vita moderno. È veloce da usare, non richiede cottura, ha una lunga conservazione ed è estremamente versatile in cucina. Dalla classica pasta al tonno alle insalate estive, dai panini alle bowl proteiche, resta un ingrediente trasversale, adatto a ogni stagione.
Il suo consumo aumenta soprattutto nei mesi estivi, quando cresce la richiesta di piatti freschi e leggeri, ma resta costante durante tutto l’anno. Non a caso, il consumo medio annuo si aggira intorno ai 4 kg a persona, per un mercato che supera 1 miliardo di euro di valore, dominato dal tonno sott’olio, che rappresenta ancora circa l’88% delle vendite, anche se il tonno al naturale continua lentamente a guadagnare terreno.
Il tonno in scatola fa male? Facciamo chiarezza
Nonostante qualche allarmismo che circola online, il tonno in scatola non è un alimento nocivo, se consumato con moderazione e scelto con attenzione. È vero che non ha lo stesso profilo nutrizionale del tonno fresco, ma rimane un alimento valido all’interno di una dieta equilibrata.
Le principali linee guida nutrizionali suggeriscono di non superare una porzione a settimana, soprattutto per limitare l’assunzione di sale e di eventuali tracce di metalli pesanti. Inserito correttamente nel menu, il tonno in scatola può rientrare a pieno titolo in un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea.
Le caratteristiche nutrizionali del tonno in scatola
Dal punto di vista nutrizionale, il tonno in scatola è una buona fonte di proteine ad alto valore biologico, con circa 22–25 g di proteine ogni 100 g di prodotto sgocciolato. È povero di carboidrati, fornisce grassi prevalentemente “buoni” (omega 3) e contiene micronutrienti importanti come iodio, fosforo, potassio e vitamine del gruppo B.
Le calorie variano in base al tipo di confezionamento:
- tonno al naturale: circa 100 kcal per 100 g
- tonno sott’olio: circa 180–190 kcal per 100 g
Proprio per questo, la scelta tra olio e naturale dipende dalle proprie esigenze nutrizionali e dal tipo di utilizzo in cucina.
Tonno sott’olio e tonno al naturale: quali differenze contano davvero
La differenza principale tra le due versioni riguarda il liquido di governo. Nel tonno sott’olio il pesce viene immerso in olio (di oliva, extravergine o di semi), mentre nel tonno al naturale viene conservato in una soluzione acquosa leggermente salata.
Il tonno sott’olio è più saporito e morbido, ma anche più calorico; quello al naturale è più leggero e adatto a diete ipocaloriche, ma può risultare più asciutto se di qualità inferiore.
Le specie più utilizzate sono:
- tonno pinna gialla (Thunnus albacares): il più diffuso e apprezzato
- tonnetto striato (skipjack): più economico, dal sapore intenso
- tonno rosso: raro e protetto, praticamente assente nelle conserve comuni
Il processo produttivo prevede la pesca, il congelamento a bordo, la cottura a vapore, la pulizia manuale e l’inscatolamento.
Come scegliere un tonno in scatola di qualità
La qualità di un tonno in scatola dipende da diversi fattori: materia prima, lavorazione, tipo di olio e formato. Leggere attentamente l’etichetta è fondamentale.
Tra le informazioni più importanti da controllare:
- specie di tonno utilizzata
- tipo di olio o liquido di governo
- peso sgocciolato
- stabilimento di lavorazione
- eventuale indicazione della zona o tecnica di pesca
Un consiglio utile è preferire formati più grandi, dove il tonno appare più compatto e meno sminuzzato. Anche i vasetti in vetro sono una buona scelta, perché permettono di valutare visivamente il colore e la consistenza delle carni, che dovrebbero essere rosate, compatte e prive di sfumature anomale.
L’importanza delle zone FAO: cosa indicano e perché contano
Negli ultimi anni, accanto a ingredienti e valori nutrizionali, un elemento sempre più rilevante per valutare la qualità del tonno in scatola è la zona FAO di pesca, un’informazione che talvolta compare in etichetta o sul sito del produttore. Le zone FAO sono aree geografiche definite dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) per monitorare e gestire le attività di pesca a livello globale.
Nel caso del tonno, le aree più comuni sono:
- FAO 71 (Oceano Pacifico centro-occidentale)
- FAO 77 (Pacifico orientale)
- FAO 34 (Atlantico centro-orientale)
- FAO 51 e 57 (Oceano Indiano)
Conoscere la zona FAO non significa automaticamente sapere se un prodotto è “migliore” di un altro, ma permette al consumatore di avere maggiore trasparenza sulla provenienza del pesce e di orientarsi verso aziende che adottano politiche di pesca più responsabili. Alcune zone, infatti, sono soggette a controlli più stringenti e a piani di gestione delle risorse ittiche, fondamentali per contrastare la sovrapesca.
Sempre più marchi scelgono di indicare volontariamente anche la tecnica di pesca (come la pesca a canna o con reti senza dispositivi di concentrazione dei pesci), un ulteriore segnale di attenzione verso la sostenibilità ambientale e la tutela degli ecosistemi marini.
Qual è il miglior tonno in scatola? I risultati dei test aggiornati
Per orientarsi tra le tante marche disponibili, è utile fare riferimento ai test comparativi condotti da Altroconsumo, che ha analizzato 24 prodotti diversi presenti nella grande distribuzione.
Dall’indagine emerge che:
- il prezzo medio del tonno in scatola è di circa 20 €/kg, con un range che va da 10 a oltre 40 €/kg
- la qualità media è buona, ma con differenze significative tra i prodotti
- il sale risulta eccessivo in tutte le confezioni analizzate
- tracce di mercurio in quantità di attenzione sono state riscontrate in pochi casi specifici
Dal punto di vista sensoriale (aspetto, odore, consistenza e sapore), gli esperti hanno premiato Angelo Parodi, Mareblu Leggero e Conad, mentre i consumatori hanno mostrato una preferenza per As do Mar e Selex.
Un alimento quotidiano, da scegliere con maggiore consapevolezza
Il tonno in scatola resta un pilastro della cucina quotidiana italiana, ma oggi più che mai va scelto con attenzione. Informarsi, leggere le etichette, alternare le tipologie e non abusarne sono piccoli gesti che permettono di continuare a consumarlo in modo sicuro e consapevole.
Perché anche un alimento semplice, quando è così diffuso, può fare la differenza — nel gusto, nella salute e nelle nostre abitudini alimentari quotidiane.







