Let’s pizza: distributore di pizza, è realtà ed è stato appena presentato al pubblico

All’ultima edizione del Sigep di Rimini ha destato molta curiosità la presentazione di Let’s Pizza, un distributore automatico che riesce a sfornare una pizza in meno di tre minuti! Non si tratta di una invenzione del tutto nuova, ma questa volta l’azienda produttrice intende davvero sfondare sul mercato.

Che cos’è Let’s Pizza

Un pizzaiolo elettronico, una pizzeria aperta 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, un distributore automatico per pizza: è stato definito così lo strumento inventato alcuni anni fa da Claudio Torghele, imprenditore statunitense originario di Rovereto (Trento), e di recente perfezionato da SFB, azienda croata, che ha messo il macchinario in mostra al Sigep 2020.

E proprio negli spazi del 41esimo Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè di Rimini, tra gli stand di alta cucina, gli addetti ai lavori hanno trovato questa speciale vending machine, dal brillante colore rosso e dall’altisonante promessa di preparare una vera pizza cotta in forno in appena due minuti e mezzo.

Come funziona il distributore automatico di pizza

Al contrario di altri esperimenti e di altri prodotti competitor, Let’s Pizza non si limita a riscaldare un disco di pasta surgelato già condito e pre-confezionato, ma – tenendo fede alla definizione di “pizzaiolo elettronico” – è capace di preparare una pizza in poco tempo su richiesta del cliente.

Questo significa che il macchinario riesce a unire gli ingredienti freschi per l’impasto, assembla il disco di pasta sul momento, applica il condimento scelto dal cliente in fase di acquisto tra le quattro possibili varianti e cuoce la pizza, servendola dopo meno di tre minuti alla persona in attesa.

Altro dettaglio interessante, una particolare finestra con video integrato permette di seguire tutte le fasi della preparazione, per capire come funziona la macchina in tutti i vari processi, dalla stesura dell’impasto alla cottura.

Le caratteristiche di Let’s Pizza

Partendo da acqua e farina, il distributore automatico di pizza impasta, stende, farcisce, cuoce e serve il prodotto desiderato: come detto, a disposizione ci sono al momento quattro gusti e condimenti. Oltre alla Margherita classica, si può selezionare la versione al salame, al prosciutto o allo speck, ma l’azienda fa sapere che c’è possibilità di personalizzare gli ingredienti e quindi le varianti.

Il disco di pasta ha dimensioni di circa 27 centimetri di diametro – un po’ più piccolo quindi della classica pizza napoletana, che secondo il disciplinare di produzione STG può arrivare al massimo a 35 centimetri, e che in media si attesta intorno ai 31 – e viene cotto in un forno a infrarossi, che raggiunge la temperatura di 380 gradi.

La macchina ha un’autonomia di 100 pizze prima che sia necessario ricaricare gli ingredienti e garantisce un alto livello di igiene, sia per la cura degli alimenti che per l’assoluta assenza di tocco umano, come sottolinea l’azienda.

La storia del distributore automatico di pizza

La notizia del lancio di questa vending machine alimentare è interessante, perché ci racconta l’evoluzione della tecnologia in cucina, anche se è ovvio che Let’s Pizza non intende (né potrà) togliere clientela alle pizzerie classiche napoletane (o italiane), così come è inutile provare a fare paragoni sulla qualità di una pizza preparata da uno chef professionista con quella prodotta da un macchinario, per quanto fantascientifico sia.

Un altro dettaglio curioso che abbiamo notato è che, almeno in apparenza, non sembrano esserci particolari differenze tra il modello presentato al Sigep 2020 di Rimini e quello già in funzione – anche in Italia – meno di dieci anni fa.

I distributori di pizza a Sorrento e Malpensa

Già tra il 2012 e il 2013, infatti, alcuni prototipi di Let’s Pizza iniziarono a scorgersi in alcune parti d’Italia: se la macchina automatica all’aeroporto di Malpensa aveva un “senso”, intercettare i turisti (magari stranieri) in attesa del volo e fornire un pasto veloce e ispirato all’Italia, molto più difficile era capire la strategia del distributore posizionato a Sorrento.

La cittadina della costiera ha sempre avuto nella pizza uno dei prodotti gastronomici di eccellenza del territorio e conta oltre 200 pizzerie attive nei dintorni (spesso anche fino a notte fonda, per assecondare le esigenze dei vacanzieri): fu perciò sorprendente scoprire l’esistenza di un distributore Let’s Pizza nel pieno centro, nel parcheggio Lauro. L’esperimento è durato solo un anno, appunto tra 2012 e 2013, e poi il macchinario è stato disinstallato senza troppi rimpianti per la cittadinanza (stessa fine fatta a Malpensa, comunque).

Largo alle macchine che fanno la pizza?

A distanza di qualche anno, il brand Let’s Pizza è stato rilevato e perfezionato da un’azienda croata, che ha deciso di investire sul distributore automatico di pizze per conquistare il mercato mondiale: un’impresa non impossibile, e che sembra già piacere agli americani, ma che inevitabilmente dovrà bypassare i clienti italiani che – si spera – sono abituati a ben altri gusti e qualità quando di parla di pizza.