Ristoranti aperti e fasce di colore: è in arrivo il nuovo cambio

Piccoli spiragli di ottimismo per le attività di ristorazione in Italia: nella conferenza stampa di oggi, 16 aprile, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha infatti annunciato che ci saranno delle riaperture dei ristoranti a partire dal prossimo 26 aprile, anche se limitate solo alle zone gialle e al consumo all’aperto.

La conferenza stampa di Draghi

L’intervento di Draghi era molto atteso, soprattutto da parte del mondo della ristorazione, che negli ultimi tempi aveva fatto sentire la sua voce di polemica con manifestazioni in varie città italiane. In realtà, anche sulla scia delle anticipazioni e delle indiscrezioni giunte già in mattinata, dopo il confronto con la cabina di regia a Palazzo Chigi, le mosse del Governo sono ancora molto caute e consentono solo una ripresa (molto) parziale delle attività.

Ristoranti riaperti dal 26 aprile, le regole

In dettaglio, è stata decisa la riapertura dei ristoranti anche a cena dal 26 aprile, ma con evidenti limitazioni: possono riprendere l’attività serale solo i locali che ricadono nelle zone gialle (che tornano a comparire quindi sulla cartina italiana, seppure con criteri rafforzati) e che hanno disponibilità di servizio all’aperto, e inoltre il coprifuoco per tutti resta fissato alle ore 22.

Sempre dalla stessa data, inoltre, saranno nuovamente consentiti gli spostamenti interregionali, sempre però tra zone parimenti gialle, mentre per andare in aree arancioni o rosse servirà un apposito certificato.

Cosa cambia per i ristoranti

Nel breve periodo, quindi, non sembrano esserci particolari motivi di gioire per i ristoratori: in base ai dati attuali di contagi e ricoveri per Covid-19, le possibili regioni gialle in Italia sarebbero meno di 13, e quindi la mossa del Governo appena annunciata riguarda una platea ristretta di attività.

Altra limitazione riguarda, come detto, la sola concessione del servizio serale ai tavoli all’aperto, che non tutti i ristoranti si possono permettere per varie ragioni, così come un ostacolo è rappresentato dall’orario di coprifuoco che resta alle 22, e che inevitabilmente impone di terminare il servizio almeno mezz’ora prima, per consentire ai clienti il ritorno a casa (e quindi lascia una finestra molto breve per il turno di cena).

Insomma si può dire, quindi, che le decisioni di Draghi e del Governo svelate nella giornata di oggi non smuovono granché le acque per la maggioranza dei ristoranti italiani, che dovrà attendere interventi successivi per riaprire davvero i battenti e superare finalmente il periodo nero.

Ristoranti in Europa, ancora tutto fermo (tranne in Regno Unito)

Situazione simile, in verità, la stanno vivendo anche le attività di ristorazione nel resto d’Europa, ancora alle prese con restrizioni o veri e propri lockdown. In Germania le misure cautelative del Governo scadono il 18 aprile, ma negli ultimi giorni il tasso di contagi è nuovamente cresciuto e sono possibili quindi ulteriori misure restrittive; in Francia si spera in una possibile riapertura generalizzata dal 12 giugno, con un anticipo tra metà e fine maggio per dehor, terrazze bar e ristoranti; in Spagna le attività sono riaperte, ma ci sono varie polemiche con il Governo, che invece vorrebbe maggiori restrizioni.

Unica eccezione sembra essere la Gran Bretagna, dove da alcuni giorni il governo locale ha concesso di nuovo l’apertura per le attività con tavoli esterni, con ipotesi di riapertura del servizio nelle sale interne da maggio – in linea, più o meno, con gli auspici italiani.

La road map del Governo per le riaperture

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che ha annunciato che “il 26 aprile è la data chiave in cui ripristiniamo le zone gialle, investendo sugli spazi aperti”, anticipando anche una road map che accompagnerà le riaperture: dopo i ristoranti all’aperto sarà il turno della ripresa delle piscine all’aperto, a partire dal 15 maggio, mentre il 1 giugno sarà consentito l’avvio di alcune attività legate alle palestre e il primo luglio quello alle attività fieristiche.

È stato lo stesso ministro a spiegare la ratio dei provvedimenti: la possibilità di riaprire i ristoranti solo all’aperto si basa sui dati epidemiologici, che evidenziano “una difficoltà significativa nella diffusione del contagio nei luoghi all’aperto”. Ad ogni modo, il Governo ha utilizzato un principio di gradualità nell’approccio a queste questioni spinose, che sarà seguito “nell’ambito della ristorazione e non”; inoltre, Speranza ha auspicato che “il quadro epidemiologico migliori per programmare ulteriori aperture per le attività che non si svolgono all’aperto“.

Le parole di Draghi sulle riaperture

Il presidente del Consiglio ha aperto la conferenza stampa dicendo che le aperture “sono una risposta al disagio di categorie e giovani e portano maggiore serenità nel Paese, ponendo le basi per la ripartenza dell’economia”, sottolineando anche il cambiamento rispetto al passato, con una maggiore “priorità alle attività all’aperto e alle scuole” (con lezioni in presenza fino alla terza media, sempre dal 26 aprile, anche in zona rossa).

Draghi ha comunque rimarcato un aspetto fondamentale, ovvero che “il governo ha preso un rischio ragionato, fondato sui dati in miglioramento, che si basa però su una premessa: che nelle attività riaperte siano osservati scrupolosamente i comportamenti, come mascherine e distanziamenti”.