Vinitaly 2019: tutto quello che c’è da sapere sulla manifestazione appena conclusa e perché non dovremo mancare alla prossima

Si è da poco conclusa la 53° edizione del Vinitaly, il Salone Internazionale dei vini e dei distillati, che quest’anno ha visto protagoniste 4.600 aziende con oltre 16mila etichette in degustazione: un’occasione ormai divenuta un’autentica istituzione per tutti gli amanti del vino che, oltre alla possibilità di assaporare vini d’eccellenza del territorio, esibisce e propone interessanti alternative di nicchia destinate ai veri intenditori. Tantissimi i vini noti e dalla fama consolidata, altrettante le novità pronte a “dettare legge” nel settore enologico. Ecco dunque tutto quello che c’è da sapere circa il Vinitaly 2019: quali saranno i vini che accompagneranno prossimamente le nostre tavole?

Vinitaly 2019: focus sulla territorialità

A pochi giorni dalla sua conclusione il Vinitaly 2019 porta con sè una ventata di novità per quel che concerne il settore enologico così caro al nostro territorio: protagonisti come ogni anno i produttori con i loro vini che, anche e soprattutto grazie alle degustazioni, hanno permesso ai presenti, di apprezzare le variegate interpretazioni enologiche dei vitigni in rassegna, così come delle zone vinicole e dei climi differenti che caratterizzano lo Stivale, tutti elementi che hanno contribuito a distinguere perfettamente tra loro, le molteplici annate in assaggio.

Ancora una volta il Salone internazionale dei vini e distillati, promuove la territorialità valorizzando le peculiarità di ogni zona di provenienza di aziende e produttori: ogni vino infatti possiede caratteristiche ben definite che ne determinano l’unicità. Piccole e grandi realtà a confronto ma sempre con un valore comune: produrre eccellenze enologiche in grado di farsi ricordare da esperti e non, con un occhio attento volto principalmente alla qualità delle uve prodotte. Quali sono stati i vini che durante questo Vinitaly 2019 si sono distinti? Quali produttori si sono rivelati particolarmente rappresentativi? Verdicchio, Amarone e Rosso Piceno assoluti protagonisti della rassegna, anche sotto l’aspetto dell’export che nell’ultimo decennio ha subito una crescita decisamente esponenziale.

Vinitaly 2019: le migliori annate proposte

Verdicchio e Rosso Piceno assoluti protagonisti di Vinitaly 2019 complice anche la notevole crescita dell’export di vino verso i Paesi terzi incrementato del 56% e che coinvolge il territorio marchigiano, 75% se rivolto ai paesi Extra Europei: a determinare un’impennata di questa portata è sicuramente la diversificazione del mercato che ha saputo rispondere efficacemente alla domanda. E se di fatto il Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica rappresenta la fetta maggiore dell’export regionale, il Rosso Piceno tiene sicuramente testa mettendo a segno un’importante progressione nelle vendite estere, soprattutto in Cina e Giappone.

Si è fatto sicuramente notare anche il “5” Frizzante Ancestrale 2018 proposto da Donne Fittipaldi, un vino rosato prodotto da Malbec argentino, senza sboccatura, che vede cioè la presenza di particolari lieviti che lo rendono torbido al calice. Prodotto in sole 2000 bottiglie risulta perfetto se degustato con i salumi, complice una gradazione alcolica contenuta pari al 10,5%: può essere shakerato o degustato in purezza mantenendo i caratteristici lieviti sul fondo.

Degne di nota anche le nuove annate proposte da L’Astemia Pentita: qualche esempio? Il Barolo Cannubi Riserva e il Barolo Terlo Riserva 2013, proclamato Migliore Vino Italiano Banco BPM 2019 prodotto in poco meno di 1000 bottiglie e caratterizzato da piacevoli sentori di chiodi di garofano e frutta rossa uniti a un tannino vibrante che ne rende ancora più piacevole la degustazione.

Per gli amanti degli spuntati invece, IOMazzucato, nota cantina veneta di Breganze a ridosso dell’altopiano di Asiago, ha proposto due interessanti bollicine: Pas Dosè da metodo classico ottenuto da rifermentazione in bottiglia di uve Vespaiola e Pinot Nero nelle versioni rosato che bianco. Ogni singola bottiglia riporta sull’etichetta la propria numerazione in quattro cifre: è possibile infatti provare ad acquistare la bottiglia corrispondente al proprio anno di nascita o anniversario.

Restando ancora in Veneto, Terre di San Rocco introduce un modo innovativo e originale di fare il classico aperitivo: ha infatti lanciato i vini 18:00 20:00 nelle versioni Veneto IGT Rosso, Bianco e Rosato. Per l’occasione l’azienda ha realizzato delle etichette che diventano fluorescenti al buio, dalle quali su sfondo nero, risalta perfettamente l’orario tipico di questo irrinunciabile momento di relax che di norma si estende proprio dalle 18:00 alle 20:00.

Per quanto riguarda la Sicilia, Valle dell’Acate ha introdotto il nuovo Cerasuolo di Vittoria Classico Cru Iri da Iri, nato dalla fusione tra Nero d’Avola e Frappato. Il caratteristico nome del prodotto è ispirato a un passo dantesco nel quale vengono descritte due iridi che si riflettono l’una nell’altra, determinando un terzo cerchio di fuoco, lo stesso riportato simbolicamente in etichetta. Intenso, avvolgente e succoso, è sicuramente un vino che riesce a sposarsi in maniera coerente anche a gustosi piatti di pesce.

Al Vinitaly 2019 ha saputo stupire anche la Puglia dove, la cantina Michele Calò che produce solo nelle annate migliori, ha proposto un eccellente Negroamaro in purezza, lo Spano Salento Rosso Riserva IGP. Solo 6500 le bottiglie prodotte e 300 Magnum disponibili per l’annata 2013 per un vino che convince grazie ai suoi caratteristici aromi balsamici e di arancia tarocco, a supporto della sua stessa struttura e corpo.

Non meno importanti il Lessona DOC 2016 proposto dalla cantina Villa Guelpa, un vino particolarmente elegante dove prorompono sentori di frutta rossa croccante e karkadè per un palato lungo e fresco, e il Novebolle dell’Azienda Bolé in Romagna sapientemente interpretata con la nuova vendemmia 2018 che ha permesso di produrre un piacevole Charmat lungo indicato a tutto pasto.

Vinitaly 2019 anche quest’anno ha sicuramente toccato tutte le regioni d’Italia, valorizzandone sapientemente il territorio attraverso vini ricercati e sofisticati ma sempre più vicini alle esigenze dei palati più raffinati che considerano il “nettare degli dei” qualcosa di irrinunciabile.