La migliore pasta italiana: ecco la classifica dei 10 top brand

La pasta è stato uno degli alimenti che ci ha fatto maggior compagnia durante i vari lockdown causati dalla pandemia, e i numeri confermano che le confezioni di pasta secca hanno incrementato le vendite sia in Italia che all’estero. Ma qual è la migliore pasta italiana e quali criteri possono aiutarci nella scelta di un brand piuttosto che di un altro? Ecco le informazioni utili per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sull’argomento.

La pasta in Italia (e all’estero)

Per oltre la metà degli italiani la pasta è un alimento quotidiano: stando a recenti ricerche, anzi, il 62% della popolazione nazionale consuma tutti i giorni almeno un piatto di pasta.

La tendenza è in crescita nonostante le questioni legate alla dieta, e lo possiamo vedere leggendo i dati di Unione Italiana Food: nel 2020, il carrello della spesa degli italiani si è riempito con oltre 50 milioni di confezioni in più di pasta rispetto all’anno precedente, con picchi soprattutto a marzo e tra ottobre  e novembre (ovvero i periodi delle grandi “ondate” di contagi e di maggior restrizione).

I numeri dell’export confermano il trend, con un incremento di esportazioni di pasta nel mondo pari al 16 per cento, per un valore complessivo che supera i 3,1 miliardi di euro e Stati Uniti che superano Germania e Francia come principale mercato di sbocco del prodotto.

pasta italiana

La migliore pasta italiana

Insomma, la pasta è senza dubbio uno dei simboli più famosi del made in Italy gastronomico e la regina delle tavole globali, ma non sempre è facile orientarsi nella ricerca dei prodotti di qualità più elevata, né per noi stessi italiani, né soprattutto per gli stranieri.

Di questi temi ha parlato anche una nota inchiesta di Report sulla pasta del 2020, che ha confermato quanto sia difficile riconoscere la migliore pasta italiana.

La nostra arma è sicuramente l’etichetta nutrizionale riportata sulla confezione, che dobbiamo analizzare per ricercare informazioni su:

  • Contenuto di proteine. Una semola buona si attesta fra il 12,5% e il 15%, in etichetta possiamo leggere il valore in grammi per 100 grammi di prodotto).
  • Tipologia di trafilatura. La pasta trafilata al bronzo avrà una migliore tenuta di cottura.
  • Tecnica di essiccazione. L’essiccazione a basse temperature, solitamente segnalata sulla confezione, influisce positivamente sulle caratteristiche fisiche del prodotto (determinando un colore più simile a quello del grano), su quelle nutrizionali e sulla tenuta di cottura.
  • Provenienza del grano. Per legge, i marchi devono indicare la provenienza del grano, ovvero segnalare il Paese di coltivazione della materia prima per la pasta di semola di grano duro (solitamente c’è scritto se l’origine è Italia, Paesi UE o extra UE, senza ulteriori specifiche). Il ricorso a grani stranieri è stato per anni quasi obbligato perché il grano duro nazionale non era in grado di coprire le richieste del mercato, ma oggi c’è una inversione di tendenza. Ad ogni modo, l’utilizzo di grani stranieri non è necessariamente una garanzia di qualità inferiore, così come non significa qualità eccezionale l’impiego di soli grani italiani.

C’è poi un piccolo test casalingo che possiamo fare per scoprire se la pasta è di buona qualità: prendiamo una pentola e riempiamola d’acqua a temperatura ambiente, riversandoci all’interno la pasta; se, dopo alcune ore, la pasta si mantiene compatta e non rilascia troppo amido nell’acqua, è un buon prodotto.

I 10 brand di pasta italiana più famosi all’estero

Ma come possiamo capire quali sono i brand di pasta italiana su cui conviene orientare i nostri acquisti?

Una prima risposta arriva dal test di Bell Italia, sito che opera sul mercato internazionale come grossista di generi di largo consumo made in Italy, che ha sottoposto una serie di prodotti nazionali a rigorose prove, che si sono concentrate su tre elementi principali:

  • Qualità (indice proteico, grano 100% italiano, trafilatura al bronzo, temperatura di essiccazione, ecc.).
  • Appeal dell’etichetta (grafiche e colori, presenza di lingue straniere, popolarità del brand).
  • Assortimento (trafile disponibili, varianti particolari).

Ne è emersa la seguente classifica dei 10 marchi di migliore pasta italiana per un supermercato all’estero:

10. Pasta Buitoni
9.  Pasta Divella
8.  Pasta Barilla
7.  Pasta De Cecco
6.  Pasta Delverde
5.  Pasta Granoro Dedicato
4.  Pasta Garofalo
3.  Pasta Voiello
2.  Pasta La Molisana
1.  Pasta Rummo

A decretare la vittoria della pasta beneventana sono una serie di valutazioni, e in particolare la trafilatura al bronzo, la qualità delle materie prime italiane, l’alto indice proteico (14,5%) e il metodo di lavorazione lento con essiccazione a basse temperature.

spaghetti

Migliore pasta italiana, la classifica di Altroconsumo

Nelle scorse settimane, anche Altroconsumo ha messo sotto osservazione questo prodotto, sottoponendo le proposte di ben 25 campioni di pasta (per la precisione, penne) a una serie di rigorosi test organolettici e tecnici.

In particolare, gli esperti hanno valutato in laboratorio parametri come la presenza di grano tenero, il contenuto di proteine e fibre e le eventuali tracce di impurità, mentre nella fase di prove di assaggio sono stati presi in considerazione l’aspetto a crudo e il risultato dopo la cottura, con valutazione di caratteristiche quali la tenuta, la collosità e l’assorbimento del sugo.

Prima di scoprire le indicazioni giunte da questi esami, è bene sapere che Altroconsumo ha anche fornito una serie di consigli per riconoscere una pasta di buona qualità:

  • Il colore deve essere giallo intenso
  • La pasta deve fare un rumore secco quando si spezza
  • La confezione non deve contenere piccoli punti neri (indice di impurità) o punti bianchi (parti farinose della semola dovute a una lavorazione imperfetta).

La classifica di Altroconsumo vede una serie di sorprese sul podio, dove mancano i brand più famosi: il primo posto del test è infatti conquistato dalle penne rigate integrali e biologiche Libera Terra (79 punti su 100), il marchio fondato da don Luigi Ciotti e Gian Carlo Caselli che riunisce alcune cooperative accomunate dalla lotta contro le mafie. Al secondo posto troviamo le pennette integrali della Linea Equilibrio Esselunga (74/100) e al terzo le penne rigate di Sgambaro (72/100), che si caratterizzano per l’elevato contenuto di proteine.

Indietro le confezioni di pasta più famose: il primo nome noto è Voiello, azienda del gruppo Barilla che conquista 69 punti grazie anche all’utilizzo di grano italiano al 100%, superando la pasta De Cecco e la stessa Barilla, appaiate a 66 punti.