Ittiturismo in Italia: cos’è e dove praticarlo

È una forma di servizio di accoglienza turistica che sta riscontrando grande diffusione nelle aree costiere d’Italia, e in particolare in Sardegna, Liguria e Veneto, e si lega strettamente al pescaturismo, di cui può essere considerato una sorta di “completamento”. La nostra attenzione oggi si dedica all’ittiturismo, un’attività imprenditoriale che offre agli ospiti la possibilità di alloggiare in case tipiche e gustare alimenti e ricette che arrivano direttamente dalla pesca quotidiana in mare.

Che cos’è l’ittiturismo

Il termine ittiturismo fa specifico riferimento ad “attività di ospitalità ricreative, didattiche, culturali e di servizi” offerti dai pescatori sulla terra ferma, completando quindi il cosiddetto Turismo Attivo Esperenziale, che consente al turista di vivere una giornata intera (o un periodo più lungo) completamente immerso nell’ambiente di chi vive il mare come professione.

La parola e il significato ittiturismo ricalcano il concetto di agriturismo, spostandone ovviamente il focus dalla campagna e dal mondo agricolo al mare: in questo caso, le persone possono trascorrere il loro tempo libero nel mondo della pesca, in un ambiente sano e pulito, a stretto contatto con i pescatori e le loro famiglie, mangiando cibo fresco con forte legame con l’attività stessa di pesca.

Questa attività è disciplinata in Italia dalla Legge n.96/2006 e da vari regolamenti regionali specifici, che impongono i requisiti che gli operatori devono rispettare per fornire il servizio, che ha come finalità proteggere le risorse marine dal continuo depauperamento e, dal punto di vista dei pescatori che offrono accoglienza, rappresentare una dignitosa alternativa reddituale.

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Cosa offre l’esperienza in ittiturismo

Scegliere una vacanza in un ittiturismo significa vivere un’esperienza completa nel mondo della pesca e dei professionisti del settore, immergersi nella vita locale dei pescatori, mangiare ricette di pesce preparate da mani abili e scoprire segreti di abbinamenti e cotture.

Nell’ittiturismo, e più in generale nel turismo esperienziale legato al mare e ai corsi d’acqua, tutti i servizi sono caratterizzati proprio dal rapporto diretto con chi vive il mare quotidianamente, dall’accoglienza nelle comode e caratteristiche case di pescatori e in borghi marinari familiari fino alla ristorazione base di pescato locale, generalmente curata dagli stessi operatori. Il tutto avviene in uno scenario incantevole, lungo alcune delle zone più suggestive della costa italiana, elemento che contribuisce a rendere il soggiorno indimenticabile.

Non tutte le regioni italiane sono riuscite a sviluppare ancora queste attività, ma negli ultimi anni ci sono alcune realtà che emergono in maniera molto netta, in particolare con i servizi di ittiturismo in Sardegna, Liguria e Veneto, dove sempre più imprenditori ne hanno colto e sfruttato il potenziale di questa forma di accoglienza che associa allo svago anche aspetti culturali e di valorizzazione degli usi e dei costumi che risalgono alle più antiche tradizioni marinare e della pesca.

Cosa si fa durante una vacanza in ittiturismo

Per approfondire in che cosa consiste l’offerta ricettiva di un ittiturismo possiamo far riferimento alle linee guida normative che vincolano gli operatori, che sono tenuti a esercitare attività quali:

  • Fornitura di ristorazione e consumazione di prodotti in locali, ambienti o in spazi aperti appositamente allestiti e attrezzati.
  • Organizzazione di degustazioni di prodotti aziendali.
  • Organizzazione di attività didattiche e ricreative, rivolte in particolare alle scuole, con lezioni tenute dai pescatori finalizzate alla valorizzazione degli aspetti socio‐culturali delle attività del settore e alla conoscenza dell’ecosistema marino.
  • Ospitalità in adeguati alloggi o in altri locali, ambienti o spazi aperti appositamente allestiti e attrezzati nella disponibilità dell’imprenditore ittico.
  • Lavorazione, confezionamento e vendita di prodotti derivanti dalla propria attività di pesca e/o acquacoltura.

Per far avvicinare ulteriormente gli ospiti al suo mondo, il pescatore dovrebbe organizzare dei momenti “formativi” in cui mostra i suoi diversi attrezzi da pesca, il modo in cui ne cura la manutenzione, il processo di armamento di reti, nasse e palangari, ma anche occasioni di incontro per raccontare aneddoti e caratteristiche della sua vita e del suo lavoro. L’aspetto gastronomico, poi, non si risolve semplicemente nel consumare un piatto a base di pesce, ma in un vero e proprio percorso in cui i turisti scoprono tutti i passaggi della preparazione dei piatti, a partire pulitura e sfilettatura del pesce fino ai segreti della “ricetta del pescatore”.

Ancora più in dettaglio, le degustazioni creano un’esperienza nell’esperienza, perché mettono insieme il prodotto ittico pescato localmente con alimenti e bevande con provenienza dalla filiera corta, quali olio, verdure, pane, vino e altri prodotti di stagione. Un viaggio gastronomico all’insegna della qualità che valorizza il territorio ed esalta i sapori della cucina del pescatore, che ha la possibilità di far conoscere e assaporare anche le specie meno conosciute, illustrando ai presenti la ricetta per cucinare questi pesci poco noti per permettere a tutti, al ritorno a casa, di preparare piatti a base di pesce buoni, nutrienti e a costi contenuti, incentivando i consumatori a differenziare la propria spesa in pescheria.

Si tratta quindi di attività molto ampie e varie, disponibili per ogni tipologia di turista e adatte, in modo particolare, a famiglie con bimbi, scolaresche, gruppi di amici, coppie di giovani e non più giovani, ma anche persone con alterate capacità motorie e fisiche in genere.

Differenze tra ittititurismo e pescaturismo

Spesso si fa confusione tra ittiturismo e pescaturismo, ma sono due attività diverse e complementari: come descritto, l’ittiturismo è l’insieme della attività complementari di accoglienza turistica attuate dal pescatore (ricadenti in estrema sintesi in ospitalità in case e villaggi di pescatori e in ristorazione a base di pescato), mentre invece pescaturismo è un tipo di servizio turistico che si concretizza in parallelo all’esercizio delle attività di pesca.

Si tratta in entrambi i casi di attività di pesca professionale che uniscono due mondi apparentemente lontani – la pesca e il turismo – grazie alla capacità degli imprenditori ittici, che in questo modo possono far conoscere a un pubblico ampio diversi ambienti (quello marino, quello delle lagune costiere e perfino quello delle acque dolci), ma anche valorizzare e tramandare gli aspetti tecnici del mestiere della pesca e le consuetudini lavorative quotidiane.

Più precisamente, il pescaturismo è regolamentato dal Decreto Ministeriale n.293/99 e dai regolamenti regionali, che lo definisce come pratica di “portare a bordo dell’imbarcazione da pesca turisti e mostrare l’attività di pesca professionale ed escursioni della costa” . A completare il quadro ci sono poi l’acquacoltura (l’attività esercitata in acque marine, salmastre o dolci, diretta all’allevamento o alla coltura di organismi acquatici attraverso la cura e lo sviluppo di un ciclo biologico) e infine l’acquaturismo (valorizzazione dell’acquacoltura, attraverso l’accoglienza e l’ospitalità presso le imprese ittiche e le loro imbarcazioni).

In pratica, quindi, possiamo vivere un’esperienza turistica che inizia al mattino salendo a bordo delle imbarcazioni dei pescatori e, insieme a loro, scoprire i segreti di questo mestiere antichissimo ed entrare in contatto diretto con la natura partecipando alla pesca mattutina o alla pesca sportiva, e poi ancora tuffarci e nuotare nelle splendide acque marine, vedere l’alba in posizione privilegiata e scoprire le meraviglie dei dintorni. Questo è il pescaturismo.

La giornata prosegue (e termina) nelle case dei pescatori, dove gustare i sapori genuini e autentici del mare e poi riposare per le avventure del giorno seguente, come previsto dall’ittiturismo.

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Ittiturismo in Italia: dove vivere questa esperienza

Come detto, ci sono vari ittiturismi in Italia che permettono di vivere questa esperienza, localizzati per lo più in Sardegna e Veneto. Tra i più famosi, che permettono al turista di accompagnare il pescatore e la sua famiglia nelle attività lavorative quali preparare le lenze, riparare le reti, partecipare alla giornata di pesca, pulire il pescato e preparare ricette speciali, citiamo:

  • Ittiturismo in Liguria

  1. Ittiturismo Ping One a Imperia
  2. Ittiturismo Motobarca Patrizia a Sanremo
  3. Cooperativa Pescatori di Chiavari a Chiavari
  • Ittiturismo in Veneto

  1. Da Alessandro a Chioggia
  2. Gaya a Venezia
  3. Ittiturismo Al Fritulìn e pescaturismo Asia a Scardovari
  4. La Dosana a Porto Venezia
  • Ittiturismo in Toscana

  1. Paolo il Pescatore a Fonteblanda
  • Ittiturismo in Campania

  1. La cucina del Saragone a Marina di Camerota
  • Ittiturismo in Calabria

  1. La Scogliera all’Isola di Capo Rizzuto
  2. Ittiturismo e lido La Tropicana a Longobardi
  3. Calabria Pesca a San Nicola Arcella
  4. Pescatour a Scilla
  • Ittiturismo in Sicilia

  1. La Tramontana a Trapani
  • Ittiturismo in Puglia

  1. Anime Sante ittiturismo a Tricase
  2. Oasi Gargamelle Ittiturismo e Acquacoltura a Cagnano Varano
  3. Cooperativa Fra Pescatori a Monopoli
  4. Cooperativa Francesco De Leonardis a Fasano
  5. Cooperativa Il Faro a Gallipoli
  6. Cooperativa Stella Maris a Taranto
  • Ittiturismo in Sardegna

  1. Il Pesca Tore a Mandriola
  2. La Peschiera a Tortolì
  3. Sa Pischera ‘e Mar ‘e Pontis a Cabras
  4. Sapore di Mare a Torre Grande
  5. Antares a Stintino
  6. Sabor’e mari a Teluada
  7. I due fratelli a Sant’Antioco