San Pasquale Baylon, il santo protettore dei cuochi e pasticceri e la ricetta segreta dello zabaione

È venerato in Spagna, Paese di cui era originario, ma anche a Napoli e nel Sud Italia, dove si estendeva la dominazione spagnola nei secoli scorsi, ed è considerato il santo protettore dei cuochi, dei pasticceri, delle greggi e delle donne, in particolare di quelle che cercano marito. E proprio per una donna, racconta la leggenda, avrebbe creato una ricetta speciale per riaccendere la passione degli uomini, lo zabaione che porta il suo nome: il 17 maggio si festeggia San Pasquale Baylon, e noi vogliamo saperne di più di questa personalità così importante.

San Pasquale Baylon, la vita

Nato a Torre Hermosa, in Aragona, il 16 maggio 1540, e morto sempre in Spagna, nel convento di Villarreal nelle vicinanze di Valencia, il 17 maggio 1592 (curiosamente, due domeniche di Pentecoste), Pascual Baylón Yubero proveniva da una famiglia umile e sin da piccolo fu avviato al pascolo delle greggi. Secondo le agiografie, anche da giovanissimo iniziò a manifestare una forte vocazione spirituale, che lo portava a isolarsi spesso per pregare durante il lavoro.

Già a 18 anni fece una prima richiesta di ammissione al noviziato presso il convento di Santa Maria di Loreto della congregazione dei Frati Minori aderenti alla riforma di san Pietro d’Alcantara, a cui però fu accolto solo due anni dopo. Nel 1564 fece la professione solenne dei voti come frate converso e si dedicò per anni a vari compiti nei servizi del convento, in particolare come portinaio e, pare, anche come cuoco (anche nei conventi di Jatíva e Valencia).

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Già in vita si attirò fama di santità per le virtù cristiane e morali, ma anche per fatti prodigiosi che gli vennero attribuiti; inoltre, pur non essendo particolarmente colto, sapeva leggere e scrivere (un dono “pentecostale”, nell’interpretazione religiosa) ed era punto di riferimento per illustri personaggi, che gli chiedevano spesso consigli. Inoltre, seppe difendere la fede e l’eucarestia anche nel difficile compito di messaggero tra il Padre Provinciale degli Alcantarini di Spagna e il Padre Generale risiedente a Parigi, viaggiando attraverso la Francia calvinista dell’epoca a scapito della propria vita.

Proprio al termine di questa difficile mansione, Pasquale scrisse una raccolta di sentenze per comprovare la reale presenza di Gesù Cristo nell’eucaristia e il potere divino trasmesso al papa. Premuroso e benevolo, fu proclamato Santo da Papa Alessandro VIII nel 1690, cento anni circa dopo la sua morte, e ancora oggi il 17 maggio si festeggia San Pasquale.

Il Santo protettore dei cuochi

San Pasquale Baylon può vantare vari patronati ufficiali e tradizionali: ad esempio, nel 1897 Papa Leone XIII lo proclamò patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici, ma ancora precedenti sono le “attribuzioni” come santo protettore dei cuochi, dei pasticceri e delle greggi.

Non è difficile capire il motivo di questo legame, visto che San Pasquale dedicò la sua vita al servizio completo dei fratelli, dedicandosi appunto anche alla cucina – mentre le greggi ricordano le sue origini da pastore.

Inoltre, è comunemente ritenuto il protettore delle donne – forse anche per una semplice assonanza del suo cognome – e in particolare da quelle che invocano la sua intercessione per trovare marito (“San Pasquale Baylonne, protettore delle donne” è ad esempio l’inizio di una celeberrima preghiera recitata dalle nubili, quelle che una volta si chiamavano zitelle).

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San Pasquale Baylon e la nascita dello zabaione

Ma c’è un’altra leggenda che lega San Pasquale Baylon alla cucina e, in particolare, a una preparazione tipica della gastronomia italiana, ovvero lo zabaione, che sarebbe stata proprio inventata (o ispirata) dal Santo. E, anzi, secondo questa teoria il termine zabaione (che ha origini ancora dibattute) sarebbe semplicemente la storpiatura italianizzata del nome di Pasquale, ovvero San Bayon, diventato appunto zabaione nel parlato veloce.

In realtà, le leggende sono due e leggermente contrastanti, pur avendo al centro San Pasquale Baylon e l’invenzione dello zabaione.

La prima ci porta a Torino, città in cui secondo tradizione nacque appunto lo zabaione e dove effettivamente Pasquale visse per alcuni anni: in risposta alle richieste delle donne in crisi coniugale a causa di mariti poco vivaci nell’intimità coniugale, il Santo suggerì la preparazione di un rigenerante toccasana, una crema di uova battute e liquore che poteva rimettere in forze gli uomini poco attenti ai doveri coniugali. A Roma si racconta una versione diversa, ambientata nella (futura) Capitale e nella chiesa di Trastevere intitolata al Santo spagnolo: una donna, particolarmente devota a San Pasquale, chiedeva costantemente la sua intercessione per riaccendere la passione del marito; il Santo le sarebbe dunque apparso in sogno, svelandole la miracolosa ricetta dello zabaione da far bere al coniuge come ricostituente, che poi si sarebbe diffusa come preparazione nella vita di tutti i giorni.

Meno “piccante” e più pratica è invece l’altra leggenda, sempre ambientata a Torino – dove, come detto, Pasquale si trovò a vivere al seguito del Duca Emanuele Filiberto I, ospitato nella Chiesa di San Tommaso: trovandosi nelle cucine del convento e in difficoltà nel montare delle uova con lo zucchero, l’abile San Pasquale ebbe l’intuizione di aggiungervi del vino dolce, probabilmente di Cipro o di Malaga, creando così una crema gialla montata e soffice di gusto sorprendente (in effetti, la parte alcolica consente di montare meglio le uova, perché favorisce in modo rapido e naturale la destrutturazione delle proteine contenute dalle uova), che conquistò i fratelli ed entrò rapidamente nei ricettari dei pasticceri locali e non solo.