Buon compleanno, Cornetto Algida: 60 anni e non dimostrarli

Da Napoli alla conquista dei palati dei golosi di tutto il mondo: era il 1959 quando il gelataio artigianale Spica inventa la formula di quello che poi diventerà il Cornetto Algida così come lo conosciamo oggi, prima di cedere il brevetto alla società che lo renderà famoso in ogni parte del globo.

La storia del Cornetto Algida, un’invenzione napoletana

La gelateria di Spica fu inaugurata nel 1953 in via Gianturco a Napoli, nella zona orientale della città, distinguendosi rapidamente nel panorama delle pionieristiche industrie gelataie, ma fu sul finire del decennio che debuttò l’invenzione destinata a passare alla storia dell’alimentazione dolciaria. Alla ricerca di una soluzione per far durare più a lungo la consistenza cremosa, il gusto delizioso e la qualità degli ingredienti dei suoi gelati artigianali, Spica ebbe l’intuizione di ricoprire l’interno del cono con uno strato di cioccolato, olio e zucchero: una soluzione (usata anche in Sicilia per rinforzare la cialda dei cannoli) semplice e golosa per mantenere la cialda croccante anche dopo la farcitura di gelato, che non “bagna” l’involucro neppure dopo il congelamento.

Come nasce il Cornetto Algida

Esattamente sessanta anni fa, quindi, Spica inventa il papà del Cornetto odierno, registrando la sua cialda proprio con questo nome e brevettando il processo nell’anno successivo; tuttavia, il prodotto non riesce a sfondare dal punto di vista commerciale e, dopo circa 15 anni di tentativi infruttuosi, Spica si trova costretto a cedere il marchio e l’idea all’Algida, che nel frattempo era stata a sua volta rilevata dalla multinazionale Unilever. Così, è in realtà nel 1976 che nasce ufficialmente il primo Cornetto Algida, lanciato su scala mondiale nella classica ricetta alla “crema di latte con variegatura e copertura al cacao magro e con granella di nocciole e meringhe” racchiuse da una cialda wafer fragrante e saporita. Ma il legame con Napoli non si interrompe, visto che il principale stabilimento di produzione di Algida (nonché uno dei più grandi al mondo) sorge proprio nella provincia partenopea, per la precisione a Caivano, dove ancora oggi si realizzano ogni anno centinaia di milioni di gelati destinati al mercato italiano ed europeo.

Il Cornetto Algida oggi, tra tradizione e innovazione

Tutti noi abbiamo mangiato almeno una volta un Cornetto, che è diventato probabilmente il gelato industriale più rappresentativo di sempre (e anche quello più “imitato”); merito anche delle campagne pubblicitarie che in questi anni sono state realizzate da Algida/Unilever, a cominciare da quelle degli anni Ottanta che hanno contributo a diffondere il claim “cuore di panna“, ormai stabilmente legato al prodotto. Il successo del gelato deriva anche dalla qualità delle materie prime, che attualmente sono certificate di alta qualità, contando in particolare su latte fresco e nocciole al cento per cento italiani, così come importante è stata anche la capacità di intercettare le nuove tendenze del mercato e i nuovi gusti dei consumatori.

I gusti del Cornetto Algida

In questi 60 anni di storia, infatti, sono state prodotte tantissime versioni di Cornetto Algida, in aggiunta al gusto classico che è quello più memorabile: le ultime, in ordine di tempo, sono la variante vegana (il Veggy) e quello gluten free, ma abbiamo raccontato anche del bizzarro Unicornetto lanciato in anteprima in Thailandia. Oltre alla ricetta del Cornetto Classico, poi, oggi gli appassionati di gelato possono scegliere anche la variante Cornetto Classico Super (di dimensioni maggiori) e quella al caffè (Cornetto Coffee Shock), e poi ancora le versioni Cornetto Caramello, Cornetto Cioccolato, Cornetto Sbagliato (cioè con i gusti “invertiti” rispetto alla ricetta originale, e quindi con gelato al cioccolato, croccante copertura bianca e cialda al cacao), Cornetto Nocciola, Cornetto Cappuccino e Cornetto Fragola, disponibili prevalentemente nelle confezioni multipack.

Le curiosità sul Cornetto

Qualunque sia la ricetta, c’è però un elemento che non cambia mai nei Cornetto Algida, e per fortuna: parliamo ovviamente della punta del cono, ripiena di sfizioso cioccolato, che rappresenta l’apoteosi della golosità, tanto da dar vita a un modo di dire diffuso sui social, ovvero “se ti lascia la punta del Cornetto, allora è amore vero”. A proposito di curiosità, la fama del gelato Algida è così diffusa a livello globale che esiste anche una “Trilogia del Cornetto” (in inglese “The Three Flavours Cornetto Trilogy” o “Blood and Ice Cream trilogy”), ovvero tre film realizzati dai britannici Edgar Wright, Simon Pegg e Nick Frost: si tratta di L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo, che prendono spunto da un gusto diverso di Cornetto che, oltre tutto, compare anche in scena tra le mani di un attore. Per i più curiosi, il protagonista del primo film è il cornetto alla fragola, in Hot Fuzz compare il Cornetto classico originale e, infine, nell’ultima pellicola c’è il cornetto alla menta con granella di cioccolato.

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