Creme spalmabili nuove: vi troveremo e vi proveremo tutte

L’ultima a comparire sugli scaffali è stata la Crème Rossana, che ha già attratto la nostra attenzione come golosa novità gastronomica tra le creme spalmabili, ma ormai l’elenco di queste specialità è sempre più lungo e vario, in grado di accontentare davvero ogni tipo di esigenza e di gusto di noi appassionati, che possiamo sbizzarrirci a trovare nuovi sapori da gustare sul pane, su biscotti, su fette biscottate, per farcire dolci o semplicemente nuovi barattoli in cui infilare il cucchiaino e concederci un peccato di gola.

Nutella, la crema spalmabile più famosa

In principio fu la Nutella, che resta ancora oggi la crema spalmabile più famosa d’Italia e del mondo, tanto da essere diventato sinonimo stesso di golosità e da meritarsi addirittura con una giornata di festa, il World Nutella Day che dal 2007 viene celebrata ogni 5 febbraio. Le curiosità sulla Nutella sono tantissime e non servono tante parole per descrivere questa crema alla nocciola e al cioccolato, che tutti abbiamo provato almeno una volta: basti pensare che in occasione dell’ultima Festa il termine è stato menzionato sui vari social mondiali una volta ogni 0,5 secondi, raggiungendo quasi miliardi di citazioni.

Le avversarie sono agguerrite: non solo la crema Pan di Stelle!

Da qualche mese, però, il dominio incontrastato della Nutella è stato messo in pericolo dal lancio di un nuovo prodotto speciale e molto gradito, la crema spalmabile Pan di Stelle, che in pochissimo tempo ha conquistato il palato degli italiani. A far gola (è il caso di dirlo!) è il giro d’affari legato al mercato delle creme spalmabili in Italia, che secondo alcune stime vale circa 250 milioni di euro all’anno: la posizione di leadership della Nutella Ferrero (forte di una storia di oltre mezzo secolo, essendo presente in commercio dal 1964) vale circa i due terzi del totale delle quote, e quindi oltre 150 milioni di euro, ma i consumatori sembrano pronti a lasciarsi convincere a provare nuovi gusti e sapori o le versioni spalmabili di prodotti già amati.

Le creme spalmabili, dalla Rossana alla Twix

Si spiega così la diffusione dei vasetti confezionati sugli scaffali di supermercati e negozi, con etichette che sono immediatamente riconoscibili: oggi esistono e sono più o meno facilmente acquistabili la crema Rossana, come detto, e poi ancora la Twix, quella Galak, la Bounty, la M&M’s, la Loacker, la Ovomaltina e quella Milky Way, solo per restare alle varianti di altri snack golosi, ma anche produttori come Lindt, Novi, Pernigotti e Zaini stanno investendo con interesse nel settore.

Occhio agli ingredienti e alle etichette

Qualche tempo fa, Il Fatto Alimentare ha messo sotto osservazione alcune delle principali marche di creme spalmabili al cacao e nocciole, rivelando alcuni dettagli utili sulla composizione dei prodotti, sugli ingredienti utilizzati e sulle caratteristiche nutrizionali: il vasetto in cui la quantità di nocciole (l’ingrediente più pregiato) è maggiore è quello di Novi (45 per cento), seguito da Pernigotti Gianduia Nero (che si ferma al 42%), Pernigotti Gianduia semplice (33%) e dalla crema di nocciole Lindt (25%). Nella Nutella la percentuale di nocciole scende al 13, simile a quella della crema Pan di Stelle (circa 13,7%), e nella Nocciolata Rigoni di Asiago viene impiegato un 16% di pasta di nocciole. Al contrario, lo zucchero è primo posto nella lista degli ingredienti di Nutella, mentre il cacao è il primo menzionato in entrambe le versioni dei barattoli Pernigotti, così come per la crema fondente Emilia di Zaini (22% di cacao).

Le creme spalmabili più originali (come gli snack più amati)

Per quanto riguarda gli altri prodotti menzionati prima, si tratta come anticipato di versioni “spalmabili” di snack che sono già molto diffusi e amati a livello mondiale, lanciati quasi sempre prima sul mercato degli Stati Uniti. È il caso ad esempio della crema spalmabile Twix, crema a base di nocciola con aggiunta di piccoli biscotti croccanti, che rimanda al gusto del classico Twix; la crema Bounty riprende il ripieno dei dolcetti al cocco, proponendo anche sfoglie leggerissime di cocco al suo interno; la crema Galak è classicamente a base di cioccolato bianco e latte, la crema Milky Way presenta il doppio colore tipico dello snack (crema bianca al latte e crema color marrone scuro al cioccolato), la crema M&M’s è tutta al cioccolato con tanto di confetti miniaturizzati.

Arriva anche la Crema Rossana

Vanno citate anche altre due creazioni decisamente interessanti, a partire dalla crema Loacker che consente di gustare il classico ripieno dei wafer Napolitaner in versione barattolo; per realizzare questa bontà, Loacker precisa di impiegare solo nocciole italiane, selezionate e tostate, a cui viene aggiunta vaniglia Bourbon e pochi altri ingredienti, escludendo ogni ricorso a coloranti, conservanti o grassi idrogenati. Ultima di questa lista, ma solo per questioni temporali, è la crema alla Rossana, dedicata agli amanti della classica caramella dall’incarto rosso e dal ripieno morbido: al gusto di nocciola e latte, questo prodotto ha già conquistato il nostro cuore, soprattutto perché si può usare con eccellenti risultati per farcire torte, biscotti o gelati.

Non dimentichiamo le creme artigianali

Se questi sono i nomi “industriali”, poi, sempre più consumatori fanno attenzione alla qualità artigianale, scegliendo varianti realizzate da piccoli produttori artigianali o semi artigianali. Parliamo di creme spalmabili di altissima qualità, realizzate con materie prime selezionate e grande cura per tutti i dettagli nutrizionali e di gusto, come la napoletana Galamella; tra le protagoniste principali ci sono le nocciole del Piemonte, ritenute tra le più pregiate e saporite, che si accompagnano a cacao di elevata ricercatezza. Rispetto alle produzioni industriali, questi vasetti sono più “sani” ma anche inevitabilmente più cari: per il primo aspetto, è inferiore il ricorso ad altri ingredienti come zucchero e grassi aggiunti perché, in genere, è maggiore la percentuale di cacao e nocciole utilizzate.

Il prezzo delle creme spalmabili

Per il prezzo delle creme spalmabili, invece, la differenza è macroscopica: quelle artigianali possono arrivare anche a costare tra i 30 e i 60 euro al chilo, mentre le versioni industriali si trovano commercializzate in genere a un prezzo oscillante tra i 7 e gli 11 euro al chilo. Diversa ovviamente anche la distribuzione sul mercato: le creme artigianali sono acquistabili quasi esclusivamente ai punti vendita del produttore, in negozi specializzati in gourmandises, in particolari enoteche o sugli store online, mentre i prodotti confezionati si trovano più semplicemente anche in supermercati e negozi di vicinato.

Ora non ci resta che chiederci: quale sarà la prossima? Noi siamo già pronti con il cucchiaino alla mano e voi?